
Alla fine a Sanremo 2026 hanno vinto i buoni (e anche Napoli) Come è andata l’ultima serata del festival della canzone italiana
Sal Da Vinci ha cantato di una promessa sul palco dell'Ariston. Di un sì che avrebbe cambiato ogni cosa e così ha fatto anche per il performer che si è aggiudicato il primo premio della 76esima edizione del festival della canzone italiana. A Sanremo, in questo 2026 in cui i problemi al di fuori di un palco fanno tantissimo rumore, Per sempre sì ha portato una boccata di leggerezza facendo salire sul podio l’artista tornato alla ribalta nel 2024 con Rossetto e caffè. Una carriera tutta in risalita, che non si è mai arrestata per il cantante napoletano, il quale dedica il brano alla sua famiglia e, insieme, alla città da cui proviene, riaffermando che nel nostro panorama c’è tanto neomelodico impossibile da ignorare, soprattutto quando si tratta di musica e cultura nazionale.
Lo scenario distopico della finale di Sanremo 2026
Nulla assomiglia di più all'ultima festa danzante sul Titanic che la serata finale di Sanremo durante l'aggressione all'Iran da parte di Usa e Israele.
— Kermit the Frog (@meltingmax) February 28, 2026
A Sanremo 2026 hanno vinto i buoni e, in una giornata in cui si aggiunge a livello mondiale un altro conflitto cruciale come lo scontro USA-Israele-Iran, aumenta ancora di più il senso di confusione che si prova nel dedicarsi a certe leggerezze mentre ci sono paesi che stanno andando in fiamme. È troppo facile citare ogni volta Boris con la sua locura, ma sempre più e forse più che mai quest’anno il festival ha rappresentato lo scollamento tra ciò che succede e ciò che viviamo, cercando una fuga nel pazzo carrozzone che ci offre Rai, magari per distrarci un po’: «Questa è l'Italia del futuro: un Paese di musichette mentre fuori c'è la morte». E così impariamo tutti il balletto di Per sempre sì e ci prepariamo a caricare il nostro video su TikTok. C’è qualcosa di male in questo? Nient’affatto. È il paradosso dei tempi che stiamo vivendo? Assolutamente sì.
Il percorso di Sal Da Vinci a Sanremo
@saldavinci Che gioia cantarla insieme a voi! PER SEMPRE SÌ Presto vedrete cosa abbiamo fatto qui in Piazza San Siro a Sanremo! @Nicolò De Devitiis audio originale - SalDaVinci Official
Perciò al Male necessario di Fedex & Masini vince l’energia e la speranza di Sal Da Vinci. Ai due favoriti che hanno riversato sul palcoscenico rabbia e rancore si è preferito il messaggio semplice, lineare, scontatissimo eppure entusiasmante di una canzone che suoneranno ad ogni occasione, soprattutto per chi convolerà a nozze. Da Vinci ha vinto il festival di Sanremo e tutti gli introiti SIAE da qui alla fine dei suoi giorni. Un business per nulla da sottovalutare quello dei matrimoni, cosa che di certo il cantante napoletano non ha fatto.
I buoni sentimenti sono una parte importante della vittoria dell’artista il cui percorso professionale ha radici antiche, partendo persino dal mestiere del padre. Un cantante e attore a sua volta che, trovandosi in tour a fine anni Sessanta in America, vede il figlio nascere a New York e cominciare a cantare all’età di sei anni. Per chi lo ha conosciuto solo con la hit Rossetto e caffè potrebbe mancare l’intero background in giro per i teatri italiani e la precedente partecipazione a Sanremo con il terzo posto conquistato con Non riesco a farti innamorare nel 2009, ma Sal Da Vinci non si è fermato mai, registrando in studio, recitando in musical e facendo anche un po’ di cinema.
Una canzone, Per sempre sì, che arriva a coronamento di un percorso pluridecennale, raccontato in questi giorni dal cantante tra i momenti di difficoltà attraversati con la sua famiglia, dalla meningite avuta dal figlio e le ristrettezze economiche che ha dovuto superare. E che non è forse la più originale, la più raffinata o la più qualitativamente impeccabile, ma sembra altresì essere ciò di cui in questa parentesi di dramma e di sventura tutti hanno bisogno. È la vittoria di una parabola, di una storia che si è svolta anche fuori dal palco tra video diventati virali e la simpatia del cantante, oltre che dell’affermazione definitiva del suo status nazional-popolare.
La fine del regno di Carlo Conti
Sanremo 2026 si chiude con il trionfo di un artista partenopeo e si aprirà nel 2027 con l’occasione per un concittadino di dimostrare il proprio valore. Carlo Conti lascia (grazie al cielo) la conduzione a Stefano De Martino che dall’anno prossimo sarà maestro di cerimonie a casa Ariston. Un annuncio in diretta, un autentico passaggio di testimone e una fonte di curiosità soprattutto per la giovane età del presentatore di Affari tuoi, che avrà con il festival l’opportunità di ampliare ancora di più il ventaglio del suo pubblico e dimostrare se la rinascita del programma dei pacchi ha avuto ragione o meno di avvenire.
Per il resto la serata finale di Sanremo 2026 si è svolta con le stesse modalità delle precedenti, solo che stavolta a co-condurre sono stati Nino Frassica e la giornalista del Tg1 Giorgia Cardinaletti (claudicante lui, brava lei), Andrea Bocelli è arrivato in groppa a un cavallo bianco e Dargen D'Amico mostra che le immagini possono dire anche in assenza di parole vestendo i colori della Palestina. L’appuntamento è all’anno prossimo e a tutti i successivi che Sanremo vorrà donarci e, come direbbe Sal Da Vinci, «accussì, sarà p semp sì».









































