
Perché tutti ce l’hanno con “La Casita” di Bad Bunny? Dal successo del Super Bowl al tour europeo, è diventata l’involontario simbolo di tanti problemi
Sin dal suo debutto all’ultimo Super Bowl in America, La Casita rappresenta uno degli elementi più originali del DeBì Tirar Mas Fotos World Tour di Bad Bunny. Si tratta di una ricostruzione a grandezza naturale di una tipica casa portoricana rosa, posizionata sul palco come secondo scenario. Non è un semplice elemento di scena ma quasi una VIP lounge situata nel mezzo dello show dove il cantante interagisce, balla e canta insieme a ospiti famosi e fan selezionati. Ma La Casita sta facendo anche molto discutere.
Nata come un semplice un omaggio alle radici dell’artista, questo oggetto di scena abitabile è diventato l’involontario simbolo di diversi problemi: dallo sfruttamento dei media e la fama tossica per il proprietairo originario della casa, che ora si trova sotto assedio dei fan; fino a chi usa la costruzione per discutere di gentrificazione e crisi abitativa passando alla frenesia dei fan che fanno follie per farsi selezionare dall’ormai mitologico assistente di produzione, Jeremy Villanueva, ed entrare in questa richiestissima area VIP, tanto da mettere in ombra lo stesso concerto.
Ma procediamo con ordine.
La causa legale del proprietario originale
@marianalesandra Bad Bunny is facing a new lawsuit and this time it’s over Casita Román Carrasco Delgado says he was not fairly compensated for his house imagery in Bad Bunny’s videos, concert and merch tied to Dtmf #badbunny #badbunnypr #badbunnyfans #puertorico #dtmf original sound - Mariana Alessandra
Come ha raccontato in questi giorni Repubblica, la controversia più concreta è quella giudiziaria. Roman Carrasco Delgado, un 84enne di Puerto Rico e proprietario della casa reale utilizzata come modello per La Casita, ha intentato causa contro Bad Bunny e le società di produzione. L’uomo sostiene che l’immobile fosse stato concesso solo per le riprese di un cortometraggio promozionale ma che l’uso prolungato dell’immagine della casa per il tour mondiale, il merchandising e le campagne promozionali non erano affatto previste.
Secondo la denuncia, la notorietà della Casita ha trasformato la sua vita quotidiana in un inferno: ogni giorno arrivano turisti, fan e curiosi che fotografano e filmano l’abitazione. Carrasco chiede un risarcimento di diversi milioni di dollari per danni emotivi, perdita di serenità e mancato guadagno da uno sfruttamento commerciale che non gli ha portato alcun beneficio economico. Il procedimento è ancora in corso e sicuramente Delgado dovrebbe ricavare qualcosa dall’utilizzo della sua abitazione.
Un simbolo della crisi abitativa in Spagna
Está todo el mundo hablando de La Casita de Bad Bunny pero tengo la sensación de que casi nadie sabe su historia y su genealogía, lo cual es un poco perverso porque la historia de La Casita es tan intrincada como una peli de terror psicológico.
— Pedro Torrijos (@Pedro_Torrijos) June 3, 2026
La cosa —y la casa— tiene un… pic.twitter.com/mdu8qf50m6
Il The Times riporta un lato aggiuntivo della storia. In Spagna e soprattutto a Madrid, con le dieci serate sold out allo stadio Metropolitano, la Casita è diventata il simbolo di un dibattito social sulla grave crisi abitativa del Paese. In un contesto dove i prezzi degli immobili hanno toccato livelli record e molti giovani faticano a trovare una sistemazione autonoma, la piccola casa rosa è stata interpretata come metafora di esclusione e privilegio. Una finta inserzione pubblicata sul portale Idealista ha messo in vendita la Casita a un milione di euro, ironizzando sull’idea di un bene “esclusivo, limitato e aspirazionale”.
L’annuncio satirico ha sottolineato come, una volta finito il concerto, la stessa logica di accessibilità riservata a pochi si riproponga nella vita reale. Amnesty International ha sfruttato il fenomeno per lanciare una campagna di denuncia con slogan come “è più facile entrare nella Casita di Benito che trovare una casa dignitosa”. La polemica ha trasformato un elemento scenografico in un simbolo delle difficoltà abitative, soprattutto nelle zone turistiche come le Canarie, dove la speculazione immobiliare è particolarmente aggressiva.
@jaxxchismetalk Bad Bunny is being sued by the owner of La Casita Roman Carrasco Delgado #badbunny #puertorico #lacasita #badbunnypr @Bad Bunny original sound - Jaxx
Rimanendo sullo stesso tema ma su un livello più astratto di conversazione, online si è discusso molto sull’incoerenza tra i messaggi dell’album Debí Tirar Más Fotos e l’uso della Casita. Il disco critica apertamente la gentrificazione, lo sfratto delle comunità locali e l’invasione di ricchezza esterna che cambia i quartieri popolari. Eppure per entrare in questa ricostruzione di una modesta casa portoricana serve spesso essere un VIP, un influencer, un calciatore o una celebrity come Chiara Ferragni, Ana de Armas, Ester Expósito, Marta Ortega, Kylian Mbappé e Lamine Yamal.
Non molte radici e appartenenza popolare in vista, insomma, dato che questa casa popolare trasformata in uno spazio elitario è diventata così famosa tra i fan da sovrastare i contenuti del concerto stesso, tanto che un’intera corrente del discorso online riguarda la maniera di farcisi invitare, le strategie sul come vestirsi o comportarsi e soprattutto per farsi notare dal bouncer di cui tutti discutono: Jeremy Villanueva.
Jeremy Villanueva e il fascino dell’uomo alla porta
Tutti vogliono entrare nella Casita. Ma non si può semplicemente comprare un biglietto. I vip ricevono inviti diretti, mentre per i fan comuni la decisione spetta soprattutto a Jeremy Villanueva, assistente di produzione di Bad Bunny. Numerosi video su TikTok mostrano Villanueva mentre cammina tra il pubblico prima dello spettacolo e sceglie chi far salire, ma tanti contenuti lo mostrano anche assediato dalla folla di fan che, dopo averlo identificato come il gatekeeper ufficioso della Casita, lo cercano e lo seguono con lo sguardo prima del concerto. Ovviamente c’è chi ha protestato sui criteri di selezione, ma quando c’è un’area VIP in cui entrare con posti limitati (si dice a sole 30 persone) è chiaro che la selezione lascerà scontenti tutti quelli rimasti fuori, a prescindere dal criterio usato.
Nel frattempo però una insospettabile star di questo tour è Jeremy Villanueva, ufficialmente un assistente di produzione che lavora da tempo nel team del cantante come figura di fiducia dietro le quinte, occupandosi di vari aspetti organizzativi della produzione. Prima del tour e della Casita non era noto al pubblico. Ma la sua viralità è esplosa nelle ultime settimane, soprattutto durante le date spagnole del tour, quando i fan hanno iniziato a pubblicare video su TikTok e Instagram in cui si vede Villanueva mentre cammina tra il pubblico prima dell’inizio dei concerti.
Questi video, che mostrano il suo “passeggio di selezione”, sono diventati virali in pochi giorni. In poco tempo è passato dall’essere invisibile a una vera e propria celebrità del backstage: molti fan lo riconoscono, lo filmano e lo commentano, trasformandolo in uno dei personaggi più discussi (e invidiati) della tournée. Questo perché il suo compito principale è proprio scegliere persone normali dal pubblico generale per farle accedere alla Casita. La selezione avviene sul campo ed è ovviamente basata sui vibes.
Come si viene scelti per entrare nella Casita di Bad Bunny?
@natasha.krv Surely he’d notice #badbunny #madrid #fyp #dtmf #casita sonido original - Julio Allendes
Poco prima dell’inizio dello spettacolo, Villanueva gira per lo stadio, osserva il pubblico e sceglie chi far salire. Online, si dice che eviti fan dall’aspetto troppo forsennato o che lo supplicano. Anche Bad Bunny stesso in certe occasioni ha fatto salire i fan dal palco. In generale, comunque, quando un fan viene scelto, riceve braccialetti speciali e custodie sigillate per i telefoni che devono rimanere spenti per tutta la durata del concerto.
La Casita ha una capacità limitata (circa 60-65 secondo il giornale ABC) ed essendo uno spazio molto esclusivo, il potere decisionale di Villanueva lo ha trasformato nel “guardiano della Casita”. Per i fan è diventato quasi mitologico: amato da chi riesce a entrare, invidiato (e a volte criticato) da chi resta fuori. A causa della popolarità improvvisa, ora gira con la scorta di sicurezza durante la selezione, perché la folla lo riconosce e si crea ressa intorno a lui.
Nonostante le diverse critiche, la Casita rimane uno degli aspetti più attesi e fotografati degli spettacoli. Il caso giudiziario è ancora aperto e le discussioni sociali accompagnano ogni concerto, dimostrando come un semplice set scenografico possa diventare uno specchio delle tensioni tra fama globale, cultura popolare e valori personali.