
IED ha presentato la sua prima mostra a Parigi Scopri SUBSTRUCTURE al Dover Street Market Parigi
Non aspettatevi una mostra classica con i manichini. Qui, il capo finito svanisce per lasciare spazio al processo. L'obiettivo di IED è offrire una prospettiva radicale e non convenzionale della moda. Invece di celebrare il risultato finale, Substructure sceglie di rivelare il « sistema di fondamenta invisibili » che sorregge una collezione.
È un'immersione cruda nell'ossatura della creazione: un flusso vivo composto da moodboard, immagini di riferimento, schizzi tracciati sulla carta, frammenti di tessuto, ma anche dubbi e gesti sospesi.
Uno spazio (mentale) da esplorare
All'interno dello storico hôtel particulier situato al 35-37 di rue des Francs Bourgeois, lo spazio espositivo è quasi vuoto, minimalista. Sulle pareti, proiezioni video si animano come pensieri in movimento, immergendo immediatamente il visitatore nel cuore della mente di un creatore in piena ebollizione.
In mezzo a questo vuoto vagamente poetico, delle toile di prova (le celebri toile di modellistica) emergono come presenze silenziose, incompiute e intangibili. Primo abbozzo fisico del capo, ne costituiscono la base tecnica, l'ancoraggio assoluto a cui il designer si riferisce continuamente. Il tessuto definitivo, vero e proprio apparato estetico, arriva solo alla fine, una volta che queste fondamenta strutturali sono perfettamente solide.
Le fondamenta di una generazione
Scegliendo di mostrare ciò che di solito rimane nascosto, la mostra mette magnificamente in luce il lavoro degli studenti di IED. Ancora in piena fase di apprendimento, esplorano nuovi territori creativi consolidando al contempo le basi del loro know-how tecnico.
Questa messa in scena crea un'affascinante intreccio che invita a molteplici riflessioni. Come si insegna la creatività oggi? In che modo le nuove generazioni si rapportano alla temporalità della creazione nell'era dell'immediatezza? Substructure ci ricorda con bravura che nella moda come nell'architettura, la bellezza di un'opera dipende anzitutto dalla solidità di ciò che non si vede.