
La moda deve imparare dal calcio a prendersi meno sul serio Su TikTok, ma anche offline
Gli anni d'oro della moda su TikTok sono finiti. Non quando Jonathan Anderson ha lasciato la direzione creativa di Loewe, ma quando il social media manager della maison si è messo in proprio. Nel frattempo, le squadre di calcio più famose al mondo si sono buttate a braccia aperte nel mondo del brainrot e degli audio virali, intercettando l'audience della piattaforma cinese che, a differenza di Instagram o Facebook, ha un senso dell'umorismo particolarmente caotico.
Ma perché i brand non prendono esempio dai social media manager delle squadre sportive per rilanciarsi su TikTok? È davvero così importante prendersi sul serio?
La strategia del successo di Loewe su TikTok
Loewe su TikTok ha accumulato quasi 2 milioni e mezzo di follower attraverso una strategia unica. Da anni, la maison collabora con le personalità di internet più esuberanti e di nicchia, per video autoironici che ogni volta raggiungono i milioni di views e interazioni. Quando a firmare il contenuto non è un creator esterno, Loewe sperimenta con sound virali o format popolari come gli ASMR, rendendo ogni post un piccolo momento di comicità condivisibile.
@loewe It’s the fourth time this has happened today. #LOEWE original sound - LOEWE
Su Substack, Rachel Karten aveva intervistato Lucas Yiu, ex social media manager di Loewe responsabile del successo del brand su TikTok. Ha curato per anni la strategia social del brand, per poi abbandonare la posizione a fine 2025 e mettersi in proprio come creative consultant. Nell'intervista, Yiu spiega che secondo lui «I brand sono divisi tra tradizione e social». Sono troppo legati alla loro immagine e non capiscono che devono diventare più relatable, se vogliono davvero intercettare una audience giovane e squilibrata come quella di TikTok. «Che senso ha realizzare una campagna pubblicitaria fantastica e bellissima se poi nessuno la vede nemmeno?», ha aggiunto il creator.
Cosa c'entra il calcio
Certo, il calcio è uno sport che ha un coinvolgimento molto più plateale rispetto al lusso, eppure ci sono dettagli nella strategia social di alcune squadre, come della Juventus o del Napoli, da cui la moda potrebbe prendere spunto. L'utilizzo di sound virali è un banalissimo esempio, così come la realizzazione di format di nicchia, poi condivisi ovunque, capaci di attirare l'attenzione di un consumatore Gen Z che passa la giornata pensando alla Scuba Dance e ai cani che ballano.
@sscnapoli Scusa @Ferran Torres ma noi abbiamo Antonio il malessere #ForzaNapoliSempre #blowthisupforme #mundial #españa #FifaWorldCup sonido original - Rocio Domingo
A giudicare dai 2.3 milioni di like che la Juventus è riuscita ad acchiappare con un video ironico sul «carrera de buses» e dagli oltre 12mila commenti che chiedono un aumento per il social media manager della squadra - «el admin es latino si o si», scrive uno degli utenti - varrebbe la pena, anche per brand altezzosi come Bottega Veneta, Prada o Chanel, lasciarsi andare un po'. «Il pubblico vuole che il marketing risulti autentico. Non vuole che sia artificioso o troppo patinato», puntualizza Yiu, che sulla relatability ci ha costruito un'intera carriera.