
Mentre il lusso arranca, Richemont fa il botto Il proprietario di Cartier chiude il primo trimestre con un +20% delle vendite
Dopo la settimana dedicata all’Haute Couture, il lusso si concede di solito qualche settimana di pausa prima della «September madness». Allo stesso tempo, però, luglio è anche il mese dei risultati finanziari dei grandi conglomerati. Se da una parte c’è grande attesa per capire come LVMH e Kering stiano performando tra nuovi cambi ai vertici creativi e manageriali, il primo gruppo a ribaltare le aspettative è stato Richemont. Il colosso proprietario di Cartier e Van Cleef & Arpels ha chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale, terminato il 30 giugno, con un incremento del 20% delle vendite, raggiungendo 6,33 miliardi di euro.
I risultati di Richemont
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Le Maison di alta gioielleria sono state le principali fonti di guardagno del gruppo secondo quanto emerge dal report. Le vendite di Buccellati, Cartier, Van Cleef & Arpels e Vhernier, insieme, sono aumentate del 24%, segnando il settimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra con vendite complessive di oltre 4,7 miliardi di euro.
A trainare la crescita è stato soprattutto il mercato statunitense, sempre più centrale per il lusso, dove Richemont ha registrato un balzo del 27%. Dopo mesi difficili, è tornato a crescere anche il Medio Oriente (+3%), sostenuto dalla domanda locale nonostante i flussi turistici continuino a risentire delle tensioni geopolitiche nella regione. Sorprende poi la tenuta dell’Asia-Pacifico: se la Cina continua infatti a rallentare, la crescita registrata negli altri mercati asiatici è riuscita quasi interamente a compensarne il calo, mentre il Giappone si è confermato uno dei migliori performer del trimestre, superando perfino le aspettative degli analisti.
A livello di business, anche la divisione Specialist Watchmakers ha mostrato un’importante accelerazione, crescendo dell’8% grazie soprattutto alle ottime performance di Vacheron Constantin, Jaeger-LeCoultre e A. Lange & Söhne. In crescita anche il segmento moda e accessori con Maison come Alaïa, Chloé, Peter Millar, Gianvito Rossi, Montblanc e Watchfinder & Co., salito del 9% con risultati positivi nella maggior parte dei mercati. Per gli analisti di Bernstein, il report di Richemont ha addirittura «frantumato le aspettative» come sottolinea anche BoF, tanto da rendere probabile una revisione al rialzo delle stime per il resto dell’anno fiscale.
Come sta andando il lusso nel 2026?
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— Kering (@KeringGroup) July 14, 2026
Unveiling the new collection of one-of-a-kind designs.
New expressions of craftsmanship, nature, and heritage. pic.twitter.com/Nsmq9a8x2x
Sembrerebbe quasi che la crisi del lusso che ha investito l’intera industria negli ultimi anni sia ormai acqua passata, o almeno per la maggior parte dei grandi conglomerati. Da una parte c’è Chanel, che torna a riportare risultati positivi anche grazie all’effetto delle prime collezioni di Matthieu Blazy; il Gruppo Prada, che non è mai stato realmente scalfito dalla crisi ed è pronto a lanciare la sua Versace 2.0 a settembre; e LVMH, che sembra lentamente lasciarsi alle spalle i trimestri in rosso. Dall’altra, invece, c’è Kering, che, nonostante gli sforzi del nuovo CEO e della nuova guardia di direttori creativi-rockstar, continua a non riuscire a invertire la rotta; anzi, si trascina dietro marchi ormai sempre più difficili da rilanciare.
Il successo di Richemont, però, potrebbe essere il segnale di una nuova fase per il lusso, oppure rappresentare semplicemente un’eccezione. Il comparto della gioielleria, infatti, tende a essere molto meno esposto alle oscillazioni che colpiscono la moda, dimostrandosi storicamente più resiliente. Non a caso, all’inizio dell’anno Luca de Meo aveva dichiarato che, nell’ambito del piano di rilancio di Kering, sarebbe stata creata una divisione dedicata a internalizzare la produzione di gioielleria del gruppo, considerata una proposta di valore molto più solida e prevedibile rispetto al fashion. Per capire se quello di Richemont sia davvero il primo segnale di una ripresa dell’intero settore o soltanto un caso isolato bisognerà però aspettare ancora qualche giorno, quando arriveranno anche i risultati degli altri grandi gruppi del lusso.