5 cose da sapere sullo show di Bad Bunny al Superbowl Dal look firmato Zara agli statement politici del rapper sul palco più famoso al mondo

Un giorno prima avevamo scritto che questo sarebbe stato il Super Bowl halftime show più politico di sempre, ed è stato così. Al centro del Levi's Stadium di Santa Clara, California, Bad Bunny ha celebrato l'orgoglio sudamericano in un concerto che è durato appena un quarto d'ora, ma che avrà un impatto sociale profondissimo nelle settimane a venire. È la prima volta in cui lo show viene affidato a una star di trap e reggaeton sudamericana, una scelta che in questo periodo storico ha una rilevanza culturale e politica senza pari. Negli ultimi mesi, l'agenzia federale del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, ICE, sta compiendo il più grande attacco anti-immigrazione di sempre negli Stati Uniti, mettendo a repentaglio le vite di tutte le persone che hanno cercato un futuro migliore nel Paese, bambini compresi. Proprio per questo, tra le decine di sorprese che Bad Bunny ha preparato per il pubblico americano ieri sera, una di queste era passare il suo Grammy a un bimbo sul palco. 

Ecco, dunque, 5 momenti e cose da sapere sul Super Bowl halftime show di Bad Bunny

I lavoratori sul palco

Come ogni Super Bowl halftime show che si rispetti, stage e coreografia erano fenomenali. Al centro del campo verde da football un altro prato verde ha preso forma, con decine di ballerini vestiti da cespuglio che si muovevano all'unisono formando una piantagione di canna da zucchero. Nelle prime scene dello show, Bad Bunny si sposta da un angolo all'altro del set mostrando diversi mestieri, dal contadino alla nail artist, dal muratore al venditore di tacos. Non si è trattato di uno sketch ironico sugli stereotipi, ma di un'affermazione politica sul valore che tutti gli immigrati - che gli Stati Uniti sta cercando di deportare con la violenza - apportano al Paese. 

I look di Bad Bunny erano di Zara

Malgrado la performance di Bad Bunny sia stata applaudita da tutti, a parte Trump che l'ha definita «la peggiore di sempre», c'è stato un aspetto del concerto che è stato messo particolarmente in discussione, anche da componenti della comunità latinx. Il look del rapper era firmato Zara, un brand che, pur essendo spagnolo, fa parte di una delle aziende più inquinanti di sempre. Su Instagram, Johnny Valencia di Pechuga Vintage ha commentato l'outfit dicendo che, effettivamente, la scelta di indossare Zara promuove l'accessibilità e sovverte l'idea che sia necessario avere abiti di alta moda su un palco del genere. « Scrivo questo come latinoamericano che non potrebbe essere più orgoglioso del successo di Benito. Ma Zara?» ha aggiunto Valencia, criticando la scelta di un brand di fast fashion, quando tantissimi marchi sudamericani, accessibili ma sostenibili, sarebbero potuti essere una scelta migliore. «Il consumismo non richiede davvero di riflettere molto. Shop the look tomorrow, I guess». 

In altre notizie, il 64 sul petto del rapper nel primo look aveva un significato preciso, anche se le teorie sono tante. La prima riguarda l'anno di nascita della madre di Bad Bunny, la seconda l'edizione dei Grammy in cui Un Verano Sin Ti è diventato il primo progetto completamente in spagnolo a venire nominato come album dell'anno, mentre alcune testate americane sostengono che si tratti di un omaggio allo zio, un giocatore di football che indossava il numero 64 in campo. 

Le comparse dello show 

Per il tour di Debì Tirar Màs Fotos, Bad Bunny ha costruito una casita di legno sul palco in cui invita tantissimi suoi amici, celebrity incluse, a divertirsi. Questa volta, per il Super Bowl, nella casa di Bad Bunny c'erano tantissimi volti conosciuti, da Pedro Pascal a Cardi B, da Jessica Alba a Karol G, tutte star di origini sudamericane che hanno avuto successo negli Stati Uniti. Si aggiungono alla lista di comparse anche Ricky Martin, puertoricano, che ha cantato a sorpresa un verso di Lo Que Le Pasó a Hawaii (brano di Bad Bunny che mette in guardia Porto Rico dalla gentrificazione estrema che ha afflitto le isole) e da Lady Gaga, che ha preso parte ai festeggiamenti di un matrimonio cantando Die With a Smile. 

Il matrimonio sul palco era vero

Tempo fa una coppia aveva chiesto a Bad Bunny di partecipare al loro matrimonio, ma l'artista ha preferito invitarli a sposarsi durante un suo concerto. Non uno qualunque, bensì il più seguito di sempre. Così ieri, sul palco del Super Bowl, i due innamorati prima hanno replicato la proposta di matrimonio, poi si sono sposati sotto gli occhi di tutta l'America in un'unione totalmente legale. Dopo la cerimonia è scoppiata una grande festa, con taglio della torta e balli annessi. 

Gli statement

Dopo uno show carico di sentimento, Bad Bunny non poteva che concludere il suo concerto con un altro statement per la comunità latinx. Mentre all'inizio il rapper teneva in mano una palla da football con la scritta Together We Are America, e durante una delle transizioni sonore ha guardato dritto in camera affermando in spagnolo «State ascoltando musica di Porto Rico!», al termine della sua performance Bad Bunny ha affermato «God Bless America», per poi elencare tutti gli stati nord e sud americani, partendo dall'America Latina.  «Insieme siamo l’America, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore» è stato invece lo statement che ha concluso lo show, affiancato all'immagine di tutti i partecipanti della coreografia che portavano le bandiere dei Paesi sudamericani.