E se Vinted diventasse una banca? Il marketplace sta studiando una nuova maniera di gestire i pagamenti

Nato come piccolo marketplace per rivendere abiti usati, nel corso degli anni Vinted è diventato un peso massimo della categoria, tanto che non si sa se sia stata l’azienda che ha meglio cavalcato il trend della moda secondhand o l’azienda che ha contribuito a fare del secondhand un fenomeno culturale. Fatto sta che, nella sua semplicità, il sistema Vinted continua a crescere, spesso a velocità superiori di quelle della moda vera e propria.

Come spiega Vogue Business, nel solo 2024, l’app ha registrato un aumento del 330% dei profitti netti, raggiungendo un giro d’affari di 76,7 milioni di euro. Ampliando le categorie di prodotti vendibili e dotandosi di un sistema di verifica per i beni di lusso più esclusivi, poi, Vinted è diventato una sorta di un vero bazaar su cui si può acquistare praticamente di tutto, dagli abiti all’elettronica, dagli oggetti per la casa ai libri. E se già in molti utilizzavano i soldi accumulati nel proprio saldo come un “portafoglio” con cui fare shopping sull’app, adesso Vinted ha deciso di dotarsi del proprio sistema di pagamenti interno: Vinted Pay.

Perché un sistema di pagamenti adesso?

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L’idea dietro la creazione di un portafoglio digitale interno e di un servizio di pagamento che offre transazioni svolgibili direttamente nell’app non vuole solo rendere più fluida l’esperienza degli utenti ma ridurre le commissioni che l’azienda paga ai provider esterni. Dietro c’è anche una speranza di profitto: se i margini del resale puro, ovvero il core business dell’azienda, si aggirano intorno al 30% quelli delle piattaforme di pagamento sono doppi o tripli, tra il 60% e il 90%.

Accrescere i margini oltre il proprio core business ma con un servizio, come appunto la gestione dei pagamenti, serve a concretizzare i progetti di crescita dell’azienda. Durante un panel al Web Summit di Londra, il senior brand manager Andrew Smith ha spiegato che l’azienda ha sempre voluto espandersi a numerose e varie categorie di prodotti per creare quello che in economia viene definito "effetto di rete": più utenti entrano, più prodotti ci sono, più gente vuole entrare e così via. 

Quando la piattaforma raggiungerà dimensioni abbastanza importanti, i costi di server, marketing e assistenza clienti dovrebbero diminuire, aumentando i margini e consentendo all’azienda di raggiungere l’economia di scala. Secondo Smith, per fare in modo che il secondhand diventi la prima scelta delle persone in tutto il mondo, Vinted deve diventare enorme e dominante. Un po’ come una banca, appunto. Attualmente, comunque, si stanno ancora facendo solo dei test in paesi europei selezionati e l’app proseguirà a lavorare coi suoi attuali partner di pagamento.

La decisione di sviluppare un metodo di pagamento interno corrisponde anche all’ingresso dell’app nel mercato degli Stati Uniti con i primi test di spedizione inter-continentale attraverso cui utenti selezionati nel Regno Unito potevano comprare e vendere con utenti in zone limitate degli USA, inizialmente concentrate su New York, New Jersey e Connecticut. L’intenzione era fare una sorta di prova per valutare l'interesse, testare il funzionamento dellogistica internazionale, di spedizioni e dogane.

In quali campi si sta espandendo Vinted?

La diversificazione delle fonti di reddito è una strategia che l’app ha seguito per diversi anni. Nel 2022  è stato istituito Vinted Go, una controllata logistica che offre spedizioni a basso costo per gli utenti in Francia, nei paesi del Benelux e anche in Spagna e Portogallo. Ma le ambizioni di Vinted Pay sono alte: un’offerta di lavoro pubblicata dall’azienda parlava di creare «una piattaforma finanziaria globale, generatrice di ricavi e multiservizio. In pratica, il più grande fintech d’Europa».

Il successo delle piattaforme di resale dipende dalla capacità di pagare i venditori in modo affidabile e rapido e dunque Vinted Pay punta innanzitutto a migliorare i pagamenti ai venditori gestendoli internamente. Grazie al wallet il meccanismo di cui si parlava sopra, ovvero conservare i guadagni sulla piattaforma e usarli per fare acquisti riducendo le commissioni di elaborazione pagate da Vinted ai provider esterni, diventerà una feature ufficiale.

Infatti anche quando si usa il proprio saldo esistente per pagare un nuovo acquisto, l'app elabora comunque il pagamento attraverso un provider esterno pagando una mini-commissione. L'ideale prosecuzione dell'introduzione di Vinted Pay potrebbe consentire, e questa è un'ipotesi nostra, pagamenti più rapidi, magari lo sviluppo di piccoli interessi sul saldo che si tiene nell'app, promozioni per chi tiene soldi nel wallet e anche integrazioni con servizi finanziari come l'emissione di carte di credito, opzioni per trasferire il saldo in un "salvadanaio" con rendimento o anche mini-prestiti o rateizzazioni direttamente nell’app. Le possibilità sono davvero infinite.

Takeaways

- Vinted, nato come semplice marketplace per abiti usati, è diventato un gigante del secondhand, contribuendo a trasformarlo in un vero fenomeno culturale e crescendo spesso più velocemente della moda tradizionale.

- Nel 2024 l’azienda ha registrato un aumento del 330% dei profitti netti, arrivando a 76,7 milioni di euro, grazie anche all’espansione verso nuove categorie di prodotti e alla verifica per articoli di lusso.

- Con l’introduzione di Vinted Pay, l’azienda punta a ridurre le commissioni pagate ai provider esterni e a catturare i margini molto più alti del settore pagamenti (60-90%), rispetto a quelli del resale (circa 30%).

- La strategia di Vinted si basa su effetti di rete, economie di scala e diversificazione (logistica con Vinted Go, ingresso negli USA, ambizioni fintech), con l’obiettivo di diventare dominante a livello globale e rendere il secondhand la prima scelta per milioni di persone.