
Versace è uno e trino nella nuova campagna SS26 La prima (e ultima) campagna creativamente diretta da Dario Vitale
La visione di Dario Vitale per Versace è stata forse difficile da capire all’inizio ma negli ultimi mesi ha sedotto tutti gli insider del settore. È per questo che, anche dopo la precipitosa uscita di Vitale stesso dal brand dopo una singola, brillante collezione, i look dello show milanese sono apparsi in mille editoriali e indosso a ogni concepibile star oltre che su Harry Styles nella foto di background del sito dedicato a We Belong Together.
Oggi è arrivata finalmente la prima campagna del brand per la stagione SS26, e purtroppo anche l'ultima, dedicata proprio alla collezione di Vitale, che potremmo definire, forse in modo provocatorio, come una e trina. La campagna è infatti unica, ma i fotografi sono tre, tutti d’eccezione: Steven Meisel, Frank Lebon e Tania Franco Klein.
Perché tre fotografi?
La campagna è una prosecuzione del progetto Versace Embodied presentato prima del debutto di Vitale in fashion week. Il progetto intendeva essere una sorta di “contenitore” continuativo di collaborazioni artistiche tra il brand e diversi artisti e creativi internazionali attraverso una vasta gamma di discipline. L’idea è quella di creare un’immagine unitaria dello spirito di Versace attraverso una “polifonia” di punti di vista e qui è stata rispettata pienamente.
Steven Meisel ha scelto di ritrarre il cast della campagna dall’alto, in una foto di gruppo in cui tutti sono sdraiati l’uno sull’altro in un modo che ricorda vagamente certi bassorilievi romani brulicanti di figure oltre che la campagna di Versace FW82 scattata da Richard Avedon. L’artista multidsciplinare Frank Lebon ha optato invece per immagini più cinematografiche, con intense luci e ombre, ambientate in un’auto, in un bagno e in una casa. Tania Franco Klein, invece, ha adottato uno stile misterioso, quasi da film noir, pieno di colori saturi che brillano in una sorta di luce teatrale.
Una campagna narrativa
Al di là degli intenti collaborativi e di quale delle tre serie di foto ciascuno possa preferire, un dato molto notevole della campagna sono le ambientazioni e le dimensioni narrative. Sempre di più, le campagne stagionali dei grandi brand tendono a perdere sfondi e storie in favore di fotografie in studio con gelidi sfondi bianchi. Una mancanza di narrazione che si traduce in una mancanza di intenzione. Quest’ultima campagna di Versace risponde a questo vuoto non solo creando una narrazione, ma moltiplicandola.
Per la verità, diverse campagne di questa stagione stanno tornando ad avere sfondi, storie e ambientazioni vere e proprie. Ma quella di Versace diretta da Vitale è forse migliore di tutte perché colloca gli abiti della collezione, che già di per sé rappresentano uno statement molto forte, in un contesto generale che espande molto bene la visione di Vitale e il mondo che aveva concepito. Peccato che oltre a essere la prima, questa campagna sarà anche l’ultima per Vitale da Versace. Ma siamo certi che il talentuoso direttore creativo tornerà presto a far parlare di sé.
























































