Cosa sta succedendo da Bottega Veneta? Il grande rimescolamento ai vertici della maison italiana continua

Quando un brand potente ha bisogno di innovazione, a volte gli serve scombussolare le fondamenta. È quello che sta succedendo a Bottega Veneta, una delle punte di diamante di Kering che, sotto la direzione creativa di Matthieu Blazy e quella manageriale di Bartolomeo Rongone, ha raggiunto risultati favolosi negli ultimi anni, ma adesso è pronta a girare pagina. Dopo l'addio da parte del designer (ora da Chanel) e l'arrivo in atelier di Louise Trotter a fine 2024, la Maison ha passato un anno apparentemente calmo nonostante la crisi del lusso e tutti i problemi che ne sono derivati, dall'aumento dei prezzi alla conseguente diffidenza dei consumatori. Questo 2026, però, Bottega Veneta dovrà dire addio anche al CEO Rongone dopo ben sei anni di collaborazione. Per Rongone, il cambiamento porta una nuova direzione professionale, dato che si sta trasferendo da Moncler. Ma cosa vorrà dire questa svolta per Bottega Veneta? 

La direzione di Bartolomeo Rongone da Bottega Veneta 

«I would like to thank Leo Rongone for his leadership and for the significant contribution he has made to Bottega Veneta over the past six years», ha commentato in un comunicato ufficiale il CEO di Kering, Luca de Meo. «During his tenure, he achieved important milestones with his team and supported the continued development of the house. I wish him every success in his future professional endeavors.» 
 
Nominato CEO di Bottega Veneta nel 2019, Rongone ha portato alla ribalta il brand prima al fianco del direttore creativo Daniel Lee, che è restato in atelier fino al 2021, poi insieme a Matthieu Blazy. In sei anni, il lavoro di Rongone e dei due designer ha portato il brand da firma di nicchia a protagonista della pop culture tramite un approccio alternativo, incentrato su una comunicazione completamente assente sul piano social, ma totalmente presente su quelo artigianale e artistico. Scommettendo sul savoir-faire più che sulla logomania, il brand è stato portabandiera del quiet luxury mettendo sotto i riflettori di tutto il mondo, dalla Fashion Week allo street style paparazzato a Los Angeles, l'Intrecciato, l'iconico motivo di tessitura sviluppato da Bottega Veneta negli anni '70. 
 
@rosaelordi jacob really is a bottega boy. i swear all he wears is bottega which is fair enough considering he’s an ambassador #fyp #xyzabc #jacobelordi #saltburn #felixcatton som original - H3IZT
 
Anche la crescita finanziaria del brand dal 2019 a oggi è stata continua e sicura, con un aumento generale del fatturato passato da €1,12 a €1,7 miliardi nel giro di cinque anni. Nel corso del 2025, uno degli anni più complessi per i brand di lusso, Bottega Veneta è riuscita a mantenere le vendite stabili, riportando aumenti di fatturato del 3% a fine anno.
 
Bartolomeo Rongone lascerà le redini del brand l'ultimo giorno di marzo, per spostarsi da Moncler a seguire. Non è stato ancora annunciato chi prenderà il suo posto da Bottega Veneta, ma un nuovo arrivo alla direzione Marketing e Comunicazione della Maison fa pensare a un futuro tutto nuovo per il brand dell'Intrecciato.  

Un nuovo piano marketing? 

In questi anni la forza di Bottega Veneta è stata la comunicazione, paradossalmente. Persino l'ingresso in campo dell'ambassador Jacob Elordi è sempre sembrato lontano dal meccanismo della viralità social: dato che l'attore indossava le borse della Maison nella sua quotidianità ben prima che cominciasse a incassare assegni da parte loro, la collaborazione è sempre sembrata organica.

Più che puntare su trovate immediate sui social media, la Maison ha sempre preferito fare vedere i suoi prodotti e attendere che la industry (influencer, stampa e chi come loro) facesse il resto. Puntando sull'artigianato e sulla collaborazione con artisti e designer di alto rango come Gaetano Pesce, Bottega Veneta ha dimostrato che a volte la migliore pubblicità è semplicemente saper fare bene il proprio lavoro. Con l'aiuto, a volte, di progetti simpatici ma di una certa profondità culturale come le sedute a forma di animale ispirate al Sacco Zanotta per la SS25. 

Un nuovo ingresso in campo ai vertici di Bottega Veneta ci fa però pensare che il brand adesso stia cercando un nuovo modo di comunicare la propria identità al pubblico. È stato infatti annunciato che Emilie Leblanc è diventata la nuova Global Marketing and Communications Director della Maison, prendendo il posto di Thierry Conrad Reutenauer, che da fine 2025 è passato a Loewe. Prima di atterrare negli uffici dell'Intrecciato, Leblanc ha ricoperto lo stesso ruolo da Celine, a Parigi, oltre ad aver lavorato per più di dieci anni da Saint Laurent.

É l'inizio di un nuovo capitolo per Bottega Veneta, uno guidato da Louise Trotter, che ha già dimostrato magnificamente la sua capacità di interpretare il DNA del brand in maniera contemporanea, da Emilie Leblanc e da un futuro CEO che avrà grandi aspettative da soddisfare. Possiamo solo sperare che la nuova direzione artistica e manageriale della Maison sia diversa dal solito, ma altrettanto spettacolare.