
Negli USA è iniziato un processo per capire se i social causano dipendenza E se bisogna prendere delle precauzioni in più
Questa settimana, un tribunale di Los Angeles ha aperto un caso che accusa i social media di creare dipendenza. Gli imputati sono Meta, YouTube e TikTok (che è appena stato acquistato da una società americana per poter restare nel Paese), colpevoli, secondo il capo d'accusa, di aver creato un prodotto nocivo per gli utenti. Ad aggravare la situazione per le tre aziende c'è l'osservazione, da parte del tribunale, che i dirigenti dell'azienda fossero al corrente degli effetti prodotti dalle piattaforme sugli utenti, ma non hanno fatto nulla per limitarli. Al processo, che potrebbe durare diverse settimane, dovrebbero testimoniare i vertici di tutti e tre i gruppi.
I blocchi parentali non bastano
@kattianamaturana one week in
let me prove my love to you - fss
L'accusa principale rivolta alle tre aziende riguarda la dipendenza che creano nei giovani. Nonostante sia TikTok che Meta e Youtube abbiano inserito funzioni di sicurezza a tutela dei minori all'interno delle loro piattaforme, da tempo genitori, insegnanti, psicologi e ricercatori denunciano gli effetti distruttivi che l'utilizzo di questi strumenti ha sulle menti più giovani. Una delle funzioni tirate in causa è proprio la possibilità di modificare le foto con filtri e app, che secondo l'accusa potrebbe intensificare problemi come dismorfobia, stress e depressione, le medesime ragioni che hanno spinto l'Australia a bannare i social agli under-16.
I social come il gioco d'azzardo o le sigarette
@opal Emma Chamberlain shared that she deleted TikTok because she was dangerously addicted to it. Not everyone is this honest about how their online habits negatively impact them. #emmachamberlain #chamberlaincoffee #fyp #colinandsamir original sound - Opal
Su tutte le app tirate in causa, come Instagram e TikTok, lo scrolling è interminabile, un loop infinito di contenuti che tengono l'utente attaccato allo schermo. Studi recenti hanno dimostrato che lo scrolling produce nel cervello lo stesso effetto delle droghe o delle slot machine, con il movimento di attivazione che imita proprio quello delle macchine d'azzardo. Ma il modo in cui verrà affrontata l'indagine non si rifarà alla dipendenza da gioco, bensì a quella di nicotina.
Anni fa, i produttori di sigarette erano stati accusati di conoscere gli effetti nocivi dei loro prodotti, ma di non aver fatto nulla per informare i consumatori. Così come al tempo le società venditrici di tabacco dovettero modificare le proprie pubblicità, inserire avvertimenti specifici e risarcire alcuni clienti che li avevano denunciati, la stessa sorte potrebbe toccare adesso a Meta, TikTok e YouTube.
Il caso KGM e l'allarme dei medici
Purely anecdotal but ambient phone addiction seems way more severe than even five years ago. Everyone on public transport hypnotised by TikTok or Instagram Reels. The rise of short form video - the crack cocaine of smartphones.
— James Marriott (@j_amesmarriott) August 26, 2025
L'artefice di questo caso senza precedenti sembra essere KGM, che sono le iniziali di una diciannovenne che due anni fa ha denunciato TikTok, Meta, Snap e YouTube per aver creato feature che creano dipendenza, danneggiano la salute mentale e portano a fare pensieri autolesionisti e suicidi. Per adesso, TikTok ha accettato di risolvere questo caso con un accordo riservato un giorno prima di finire in tribunale, mentre Snap lo ha fatto la scorsa settimana. Resta adesso in piedi questa nuova accusa, appena aperta in tribunale.
Si aggiunge al caso di KGM anche un recente articolo di opinione pubblicato dal New York Times e scritto dal medico chirurgo Vivek Murthy. Nell'articolo, pubblicato nel 2024, Murthy incita le piattaforme ad aggiungere degli avvertimenti che informino gli utenti e i genitori che i social media possono danneggiare seriamente la salute mentale dei giovani.
A giudicare dalla forte reazione mediatica che hanno avuto entrambi gli accadimenti, è possibile che le aziende imputate non si libereranno facilmente dalla questione. Non basterà un accordo, come quelli stipulati per KGM, e forse non basterà neanche solo un avvertimento sulle piattaforme. Per scoprire le sorti dei social media, bisognerà attendere la decisione del tribunale californiano, al quale potrebbero dover testimoniare anche Mark Zuckerberg e il CEO di YouTube Neal Mohan.















































