
Da dove arriva la crisi di Hoepli Una delle più importanti librerie e case editrici di Milano rischia di chiudere
Di recente è stato annunciato che la società proprietaria della casa editrice Hoepli e della storica libreria nel centro di Milano – una delle più antiche della città, poco distante dal Duomo – verrà chiusa se non si troverà qualcuno disposto a rilevare l'azienda.
La notizia della messa in liquidazione della libreria Hoepli è tremenda. Credo fosse ormai l’unica libreria a Milano in cui non servivano vino
— Alessandra Favazzo (@ale_alfa9) March 10, 2026
I soci di Hoepli hanno spiegato di aver preso questa decisione anche per via di alcuni conflitti interni alla famiglia proprietaria. La maggioranza dell’azienda appartiene a Ulrico Carlo Hoepli e ai suoi tre figli, mentre le quote restanti appartengono ai fratelli Nava, figli di Bianca Maria Hoepli, zia di Carlo Hoepli. Alle tensioni tra i soci si sono poi aggiunte consistenti perdite economiche legate all’andamento del mercato editoriale.
Come si è arrivati alla liquidazione di Hoepli
I problemi interni alla società proprietaria della casa editrice e della libreria Hoepli erano emerse già circa un mese fa, quando diverse testate avevano rilevato che l’azienda aveva avviato un confronto con i sindacati per attivare la procedura di cassa integrazione per quasi 90 dipendenti, una misura che consente alle aziende in difficoltà di sospendere o ridurre temporaneamente l’attività lavorativa, mentre una parte dello stipendio dei lavoratori viene coperta dallo Stato.
L'annuncio della possibile chiusura definitiva di Hoepli ha fatto molto discutere, dato che la rispettiva libreria – che si trova al numero 5 dell’omonima via, nel pieno del centro storico di Milano – è piuttosto celebre e amata, sia dai cittadini che dai turisti, anche perché si sviluppa su cinque piani e presenta un catalogo molto ampio e variegato. Inoltre, la rispettiva casa editrice è uno dei principali punti di riferimento dell’editoria italiana, in particolare nel settore tecnico-scientifico e in quello scolastico.
Il giornalista e possibile candidato sindaco di Milano Mario Calabresi di recente ha definito la libreria «una delle più belle e complete al mondo», «un luogo fuori dal comune», con un «catalogo tecnico-scientifico senza paragoni». In un post molto commentato su Instagram ha poi avvertito che «questo patrimonio potrebbe scomparire», citando tra le cause la crisi delle librerie indipendenti, la concorrenza degli e-commerce, la diminuzione dei lettori e «i dissapori tra gli eredi Hoepli», che non avrebbero una «visione comune».
Come se la passa l'editoria italiana
@aboutesse In tanti anni che ho visto #Milano non ero ancora andata a vedere la maestosità della #libreriahoepli #booktok #booktokita #booktoker #librerie #libreriebelle #hoeplilibreria #hoeplimilano #libreriemilano #bookstore Hey Lover - The Daughters Of Eve
Non è un periodo particolarmente favorevole per l’editoria italiana. Dopo il forte aumento registrato durante la pandemia, negli ultimi anni le vendite sono sostanzialmente stagnanti. È un segnale preoccupante se si considera la fragilità del settore, che si regge su una base di lettori relativamente limitata e non abituali.
Le difficoltà dell'ambito tendono inoltre a colpire soprattutto le case editrici più piccole, che sono anche le più esposte alle fluttuazioni del mercato e dispongono di margini più ridotti per assorbire periodi prolungati di minori ricavi. Come accade anche in altri ambiti culturali, il settore dei libri in Italia è in gran parte guidato dall’offerta, più che da una domanda stabile: in pratica, l’uscita di un libro di un autore molto noto può realmente fare temporaneamente la differenza per l'andamento complessivo delle vendite. Il numero di bestseller, però, resta in larga misura imprevedibile e variabile di anno in anno.
A tutto questo si aggiungono problematiche di natura strutturale e legati alla situazione economica odierna: per esempio, negli ultimi anni il calo del potere d’acquisto delle famiglie, dovuto all'aumento dell'inflazione, ha inciso non poco sui consumi considerati non essenziali, tra cui spesso rientra anche l’acquisto di libri.















































