Le 5 migliori cerimonie olimpiche di tutti i tempi «Milan, such a cool place», diceva Dua Lipa

Dopo infiniti mesi di preparativi, lamentele e dormitori brutti, oggi, venerdì 6 febbraio, iniziano finalmente le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. Sebbene i Giochi si divideranno tra il capoluogo lombardo e diverse località alpine, la vera meta simbolica è Milano, che ospita sia il villaggio olimpico che la cerimonia d'apertura. E che cerimonia, verrebbe da dire: San Siro accoglierà artisti musicali come Mariah Carey, Andrea Bocelli, Laura Pausini e Ghali, insieme a due degli attori italiani più riconosciuti a livello internazionale, Sabrina Impacciatore e Pierfrancesco Favino. Lo spettacolo, intitolato Armonia, è stato ideato da Marco Balich, direttore creativo veneziano che detiene il record di 16 cerimonie olimpiche prodotte. E quindi, mentre aspettiamo la torcia che accenda il braciere olimpico, vale la pena ripercorrere alcune delle migliori cerimonie di apertura nella storia delle Olimpiadi.

Londra 2012

@tntsports Throwback: During the #London2012 opening ceremony, The Queen joined James Bond with the entrance of a lifetime #Paris #Paris2024 #olympics original sound - TNT Sports

James Bond, la Regina Elisabetta, Mr. Bean, un intero medley dedicato all’importanza della musica nella cultura britannica e Paul McCartney che chiude la serata sulle note di Hey Jude. Le aspettative per l’apertura delle Olimpiadi estive di Londra 2012 erano altissime, ma la regia di Danny Boyle è riuscita a superarle, costruendo uno spettacolo destinato a restare negli annali. Non a caso, quando nel 2024 la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Parigi ha deluso una buona parte del pubblico, in molti hanno preferito tornare a rivedere quella di dodici anni prima. 

PyongChang 2018

Per poco più di due ore, nel 2018, il conflitto tra Corea del Nord e Corea del Sud è sembrato sospeso. Durante la parata delle nazioni, gli atleti dei due Paesi hanno sfilato insieme come Corea Unificata sotto la bandiera della penisola coreana, in uno dei momenti più forti dell’intera cerimonia. Il tema dell’apertura era la pace e l’armonia, concetti messi in scena anche attraverso la performance dove 371 percussionisti hanno suonato il janggu, il tradizionale tamburo coreano, vestiti di bianco. Nel momento culminante, i costumi si sono trasformati nei colori rosso e blu, componendo la forma del taegeuk, simbolo dell’equilibrio cosmico presente sulla bandiera nazionale.

Pechino 2008

Se esiste una cerimonia che ha ridefinito l’idea di spettacolo olimpico in termini di scala e precisione, è quella di Pechino 2008. La regia di Zhang Yimou ha messo in scena una coreografia monumentale, costruita su migliaia di performer perfettamente sincronizzati, trasformando lo Stadio Nazionale in una macchina visiva impressionante. L’apertura raccontava la storia e l’identità culturale cinese attraverso calligrafia, polvere da sparo, filosofia e tecnologia, lasciando poco spazio all’improvvisazione ma imponendo un nuovo standard di production. Da quel momento in poi, ogni cerimonia olimpica è stata inevitabilmente confrontata con quella di Beijing.

Nagano 1998

Più intima e spirituale rispetto ad altre, la cerimonia di Nagano 1998 puntava su un’idea di connessione globale e trascendenza. Il momento rimasto più iconico è quello dei cinque continenti collegati in diretta, con cori provenienti da diverse parti del mondo che cantavano insieme l’Ode alla Gioia. Un’apertura meno spettacolare in senso tradizionale, ma estremamente coerente con lo spirito olimpico di fine anni Novanta, quando la globalizzazione veniva ancora raccontata come promessa di unità.

Torino 2006

@olympics 20 years on, the Olympic flame has returned to Italy, bringing the passion, spectacle, and unmistakable Italian flair. Ready to make new memories? See you at #MilanoCortina2026 #Olympics #WinterOlympics #Torino2006 som original - Olympics

Spesso sottovalutata, la cerimonia di Torino 2006 è stata invece una delle più eleganti degli ultimi decenni. Ideata da Marco Balich, ha trasformato il ghiaccio, il fuoco e il corpo umano in elementi centrali del racconto, evitando l’eccesso e puntando su una narrazione simbolica. Indimenticabile il momento della Donna Fuoco, così come l’uso del corpo degli atleti come parte attiva della messa in scena. Tra gli ospiti d’onore non potevano mancare Pavarotti e Sophia Loren, simboli internazionali di italianità.