
City Guide per creativi a Bologna Cinque luoghi per scoprire la città al di là degli stereotipi turistici
Pensiamo di conoscere tutto delle nostre città, ma c’è sempre qualcosa dietro l’angolo che ci sfugge. Il palcoscenico urbano diventa un enorme luogo di ricerca, lavoro, relax cosciente o shopping consapevole. Nasce così la City guide per creativi: una lista a metà tra kit di sopravvivenza e mappa alternativa per chi vive o attraversa le città con sensibilità, immaginazione e senso critico. Un progetto pensato per chi lavora nelle industrie creative o semplicemente si riconosce in ritmi, spazi e certi silenzi lontani dal caos turistico. Nel Bel Paese le traiettorie stanno cambiando: tra architetture moderniste nascoste, osterie ferme nel tempo e spazi culturali in continuo fermento, Bologna è diventata una delle città più interessanti per i lavoratori culturali.
Ecco, dunque, una guida per creativi a Bologna.
Il padiglione Esprit Nuveau di Le Corbusier
Se pensiamo all’architettura modernista il primo nome che ci viene in mente è sicuramente Le Corbusier che, con i suoi principi, nel bene e nel male, ha rivoluzionato la concezione di costruzione nel 900. In Italia il progettista ha teorizzato tanto, tra Olivetti, l’utopia Veneziana e il suo grand tour Italiano, ma se si vuole davvero rivivere lo zeitgeist del modernismo e vedere un'opera finita basta andare in un'area incredibile della città, a due passi dalla stazione. Nell’area di Bologna Fiere, insieme ad un grattacielo di Kenzo Tange, troverete una perfetta ricostruzione del padiglione Esprit Nouveau costruito originariamente dall’architetto franco-sizzero per l’esposizione di Parigi del 1925. Voluto da un suo collaboratore Italiano nel 1977, il padiglione giace silenzioso in un vasto prato verde e non è possibile visitarlo all’interno tranne che in precisi momenti dell’anno. Qui, una panchina aspetta i visitatori più contemplativi.
Piazza della Costituzione, 11
L'Osteria del Sole
L’Osteria del Sole è in Vicolo Ranocchi dal 1462: da documenti rinvenuti nell’archivio di stato di Bologna, la sua posizione è sempre stata quella. Tra leggende settecentesche poi, e il possibile arresto di Giovanni Pascoli avvenuto proprio tra queste mura, è un posto fermo nel tempo che merita di essere vissuto. È persino consentito portarsi qualcosa da mangiare e gustare solo un vino regionale seduti su grandissimi tavoli. Uno spazio perfetto per parlare di tutto, trovare rifugio in una giornata fredda e, soprattutto, conoscere genuinamente nuove persone al di là delle barriere generazionali. Nelle strade del centro ormai non sono più presenti molte realtà autentiche, quindi è proprio il caso di tenerle vive.
Vicolo Ranocchi, 1d
Gelateria Sogni di Ghiaccio
Da quando Cattelan esordiva alla Gam di Bologna con Stadium, nel 1991, a Bologna si sono susseguite tantissime gallerie, rendendola una delle città più attrattive per l’arte contemporanea - basti pensare ad Arte Fiera, che sta per iniziare. Tra queste nuove aperture, Gelateria Sogni di Ghiaccio è uno spazio che funziona come un vero e proprio dispositivo pubblico. Attiva dal 2016, è un artist-run space che mette insieme mostre, performance, live set, incontri, presentazioni, discussioni, portfolio review e momenti più informali che spesso sconfinano nella festa. Un luogo attraversabile, più che visitabile, dove la pratica espositiva convive con quella relazionale e con un’idea di cultura come esperienza condivisa. Da sapere: la galleria sarà presente anche con uno stand ad Arte Fiera, portando questo approccio fuori dallo spazio e dentro uno dei contesti più istituzionali della città.
Via Tanari Vecchia, 5a
Cineteca di Bologna
Capita che, in qualsiasi parte del mondo, un film restaurato porti la firma della Cineteca di Bologna. Uno dei veri polmoni culturali della città, che offre tutto l’anno un programma di proiezioni vastissimo, capace di tenere insieme cinema contemporaneo e capolavori della storia del cinema. Il Cinema Lumière è il centro operativo della programmazione quotidiana, mentre la Biblioteca Renzo Renzi rappresenta un punto di riferimento internazionale per studenti, ricercatori e appassionati, con archivi, riviste e altri materiali consultabili. Accanto alle proiezioni, la Cineteca promuove corsi di formazione, workshop, incontri pubblici, presentazioni editoriali e attività educative legate al cinema, alla conservazione ed all’immagine in movimento. Un ecosistema che rende Bologna una città chiave non solo per la visione, ma anche per la produzione e la trasmissione della cultura cinematografica.
Via Riva di Reno, 72
Solferino 22
Se parliamo di avanguardia nella moda, soprattutto quella che guarda ad Oriente, non possiamo non concludere questa guida con Solferino 22 fondato da Daniela Ugolini e Vittorio Venafra - a cui dobbiamo l’arrivo di Issey Miyake in Europa. Dagli esordi a oggi, il negozio racconta storie autentiche come quelle di Marc Le Bihan, Jean-François Mimilla, Tsumori Chisato, Henrik Vibskov e Boboutic, solo per citarne alcuni. Oggi Solferino 22 è anche uno spazio di ricerca e produzione culturale in cui moda, arte e pensiero critico si incontrano. In occasione di Arte Fiera Bologna, dal 6 all’8 febbraio, Solferino 22 presenterà una serie di attività pubbliche tra incontri, momenti di ricerca condivisa ed eventi legati alla pratica del design. Tra i protagonisti Victor-Hart, reduce dalla presentazione della sua ultima collezione alla Milano Fashion Week con il supporto della Camera Nazionale della Moda Italiana. Un approccio che riporta al centro processo, materia ed esperienza, confermando Bologna come contesto fertile per sperimentare nuovi linguaggi fuori dai circuiti saturi del sistema moda.
Via Solferino, 22














































