I prossimi progetti di Alice Rohrwacher Dalla graphic novel "Three Incestuous Sisters" all’adattamento de "Il barone rampante di Italo Calvino"

Se c’è un’autrice che ha plasmato un nuovo modo di filtrare il mondo attraverso la lente del magnifico quella è senz’altro Alice Rohrwacher. La regista e sceneggiatrice si dice spesso essere poco considerata dal panorama italiano da cui proviene, ma esattamente come il collega Luca Guadagnino ha avuto l’abilità e il talento di spingersi aldilà del perimetro italico, sconfinando in un panorama internazionale in cui i suoi lavori sono stati riconosciuti e amati. 

La poetica universale di Alice Rohrwacher

@mubi Not made for human eyes. Alice Rohrwacher’s LA CHIMERA, starring #JoshOConnor original sound - MUBI

Sarà per la dimensione da sogno, sarà che il realismo magico in cui la sua poetica si circoscrive ha la capacità di travalicare i perimetri. Sta di fatto che, ad oggi, è impossibile non ammirare il valore culturale che Rohrwacher rappresenta per la cinematografia italiana e l’impronta universale di cui riesce a infonderla. Il che significa radicare spesso le proprie storie in luoghi di appartenenza, riuscendo poi ad ampliarli con un immaginario che diventa specifico se si pensa all’autrice, ma dal respiro collettivo che permette alle opere di conquistare il pubblico proveniente da ogni parte del globo.

Un’influenza che è andata rafforzandosi con la contaminazione internazionale nelle opere di Alice Rohrwacher, innesti che non potevano che allargare lo sguardo delle sue storie e attrarre più spettatori possibili. L’esempio più recente è con La chimera, dove nella storia dei suoi tombaroli nelle terre della Tuscia rende protagonista un giovane inglese il cui volto viene prestato da un recente divo come Josh O’Connor. Il quale sfreccia sulla sua macchinina alla ricerca di reperti etruschi sulle note di Vasco Rossi e della sua Vado al massimo, per un'ibridazione insieme precisa ma aperta verso l’esterno, che ha un occhio estremamente personale nel cinema di Rohrwacher pur contenendo in sé l’opportunità di comunicare con più gente in ogni parte del mondo.

I riadattamenti destinati al successo 

@nssgclub “Three Incestuous Sisters” directed by Alice Rohrwacher is set to begin filming on April 27th. This is probably the best cast around yet. Who’s your favorite? Let us know in the comments. #dakotajohnson #joshoconnor #dakotajohnson #alicerohrwacher #movietok dreamcore - sunêv

È ciò che succederà anche con il suo prossimo Three Incestuous Sisters: il film si basa sulla graphic novel di Audrey Niffenegger, pubblicata nel 2005, e proprio come La chimera vede un cast internazionale immerso nelle bellezze della natura italiana, un palco fondamentale per l’autrice. La trama vede il legame delle tre sorelle del titolo, interpretate nientemeno che da Jessie Buckley, Dakota Johnson e Saoirse Ronan, messo in crisi dall’arrivo del figlio del guardiano del faro, ancora una volta Josh O’Connor. Ossessione, morbosità e passione si mescoleranno nella rottura degli equilibri delle tre personagge, sentimenti che andranno ad intaccare la loro esistenza isolata. 

Le isole Eolie fanno da teatro al racconto, sceneggiato da Rohrwacher insieme alla scrittrice Ottessa Moshfegh (Il mio anno di riposo e oblio), alternate ad alcune location romane e col vulcano di Stromboli a fare da probabile catalizzatore delle tensioni dei personaggi, pronte e destinate ad esplodere. Ad aggiungersi ci sono anche Isabella Rossellini, come O’Connor già al lavoro con Rohrwacher ne La chimera e al lavoro sull’isola in cui si innamorarono i suoi genitori Roberto Rossellini e Ingrid Bergman, e un Mike Jagger nel ruolo del custode del faro per un cameo d’eccezione. Sebbene la produzione di Three Incestuous Sisters non sia ancora terminata, il prossimo progetto della regista e sceneggiatrice è stato già annunciato. A quanto pare l’autrice adatterà il romanzo Il barone rampante di Italo Calvino, uscito nel 1957 e ancora mai trasposto per il grande schermo.  

Un talento delicato 

Un titolo che, seppur dall’immaginario ben codificato a livello letterario, potrebbe abbinarsi con facilità alla penna e alle atmosfere del cinema di Alice Rohrwacher, probabilmente l’unica al momento a poterlo rivedere senza far tremare gli amanti del romanzo. E in cui l’autrice saprà infondere il proprio tocco, spesso associato ad un maestro quale Roberto Rossellini, come affermato persino dalla figlia Isabella. Ad avvicinare i due è l’attenzione per uno stile di ripresa quasi documentaristico dei personaggi e i loro comportamenti (con Rohrwacher che parte proprio con la sua attività cinematografica attraverso il documentario) e un occhio agli individui rilegati ai margini, che entrambi i cineasti trattano con verità e intrinseca cura. Fino a raggiungere un apice che viene rappresentato dal sublime, derivante proprio dalla realtà che diventa gesto cinematografico.  

In un percorso di crescita che, nella finzione, è partito nel lungometraggio con Corpo celeste nel 2011 ed è proseguito nel 2014 col personale Le meraviglie (non autobiografico, ma molto vicino alle esperienze di Rohrwacher). L’autrice ha poi fatto il salto nel 2018 con Lazzaro felice - Prix du scénario al festival di Cannes ex aequo con Tre volti di Jafar Panahi - rendendola da quel momento inarrestabile. Un talento all’apparenza delicato, ma detentore di una grande forza: non vediamo l’ora di vedere Three Incestuous Sisters, come ognuno dei suoi prossimi progetti. 

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