Fendi ha lanciato dei nuovi jeans in fibra di banana Tutti vogliono investire in Bananatex

Sembra una barzelletta, ma non lo è: i nuovi jeans di Fendi arrivano dalle banane. La maison romana ha appena lanciato una collezione denim composta da tre pezzi realizzata con tessuti sviluppati da Berto Industria Tessile utilizzando Bananatex, la prima fibra al mondo durevole, biodegradabile e completamente priva di plastica, ottenuta esclusivamente dalle piante di banana abacá coltivate con metodi rigenerativi. E no, Fendi non è l'unico brand ad aver fiutato il potenziale del materiale. Anche Balenciaga, Stella McCartney, COS e altri nomi stanno adottando la fibra brevettata nel 2018 da Hannes Schoenegger, CEO di Qwstion. Insomma, d'ora in poi forse converrà guardare due volte le banane che compriamo, perchè la prossima potrebbe valere tra i 1.650 e i 2.400 dollari, proprio come insegna Fendi.

La sostenibilità premium

L'arrivo di Bananatex si inserisce in un panorama in cui sostenibilità e produzione tessile sono ormai al centro del dibattito pubblico. Tra l'Earth Overshoot Day 2026 e le nuove normative europee sullo smaltimento degli stock invenduti dell'industria della moda, il settore è costretto a ripensare materiali, processi e modelli produttivi. Bananatex nasce da Qwstion, il marchio svizzero di zaini fondato a Zurigo nel 2008 con l'obiettivo di ripensare il modo in cui gli oggetti vengono progettati, prodotti e utilizzati. Dopo anni di ricerca e sperimentazione, il brand è riuscito a introdurre il materiale nelle proprie collezioni prima di aprirlo al resto dell'industria. 

Come ha spiegato Schoenegger: «Abbiamo deciso di condividere l'innovazione con il maggior numero possibile di brand, con l'obiettivo di guidare un cambiamento positivo su larga scala». Inoltre, la fibra di banana abacá ha caratteristiche piuttosto uniche: non richiede irrigazione oltre all'acqua piovana, non necessita di trattamenti chimici, contribuisce ai programmi di riforestazione e garantisce un reddito stabile alle comunità di piccoli coltivatori. Grazie al modo in cui cresce e viene raccolta interamente a mano, il suo impatto ambientale sarebbe inferiore del 90-95% rispetto a quello delle fibre naturali convenzionali.

Il futuro del Made in Italy passa anche dalle banane

@earthpeople.project Bananatex is a sustainable fabric made from the fibers of banana plants. The material is derived specifically from the Abacá plant, a species of banana native to the Philippines. This innovative material is durable, waterproof, and lightweight. The process of creating it involves harvesting the long fibers from the stalks of the Abacá plant, which are then spun into yarn and woven into a fabric and it’s done without harmful chemicals, and the resulting fabric is biodegradable. Each Abacá plant has several stalks that can be harvested once a year, and regenerate fully within one year. The first step is “topping”: cutting the leaves, then “tumbling” the stalks. The leaves are left to decompose, creating a natural fertilizer. Discover more about new sustainable materials on our website, link in bio! #bananas #art #ecosustainable original sound - earth people

Berto Industria Tessile ha iniziato a sviluppare tessuti con Bananatex nel 2024, attratta sia dalle qualità ambientali della fibra sia dalle sue prestazioni tecniche. Andrea De Fatima Facchin, marketing executive dell'azienda, ha raccontato: «Per noi ogni nuova fibra rappresenta una sperimentazione e un'opportunità per ampliare il linguaggio espressivo del denim. Questa collaborazione è stata allo stesso tempo una sfida e la dimostrazione concreta di questa convinzione».

Proprio l'equilibrio tra qualità e performance ha reso Bananatex adatto anche al mercato  premium e di lusso, conquistando l'interesse di Fendi. Ma il valore di questa collaborazione va oltre il semplice lancio di un nuovo tessuto, rappresenta anche un'occasione per ridefinire l'idea stessa di Made in Italy, rendendola più contemporanea, consapevole e orientata all'innovazione.

Come ha aggiunto De Fatima Facchin: «Fin dall'inizio, sviluppare un tessuto con una fibra così organica e sostenibile, coltivata attraverso sistemi rigenerativi e combinata con cotone biologico, è stato riconosciuto non solo come una sfida, ma come un approccio perfettamente in linea con l'impegno storico dell'azienda verso l'innovazione responsabile e l'eccellenza del Made in Italy». Se l'industria della moda continua a inseguire la prossima grande novità, questa volta potrebbe averla trovata nel posto più improbabile di tutti: tra un casco di banane e un paio di jeans da migliaia di euro.

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