
"Spider-Man: Brand New Day": è davvero un giorno nuovo per Peter Parker? Il 29 luglio arriva in sala il quarto capitolo stand-alone per il supereroe di Tom Holland
Nell’era post-Avengers: Endgame, arrivata ad oggi con Spider-Man: Brand New Day, la Marvel ha navigato un po’ a vista. Pochi sono stati gli sviluppi dei personaggi che hanno saputo appassionare davvero gli spettatori e ancor meno sono stati i rientri in termini di box-office ogni volta che si portava sullo schermo un nuovo capitolo del MCU. Le eccezioni possono sempre esistere e ciò non significa che tutti i film o i protagonisti dopo lo schiocco di Thanos non abbiano saputo più dire qualcosa agli spettatori. Talvolta il successo è arrivato da personaggi codificati come accaduto con Guardiani della Galassia Vol. 3, ampiamente lodato e con un ottimo riscontro economico. Altre da underdogs a cui non si è ancora troppo fidelizzati eppure è stata affidata una storia vincente come con i Thunderbolts diventati poi i nuovi Avengers, seppur andati abbastanza male al botteghino.
Spider-Man: Brand New Day: trama e personaggi
In questo quadro in cui si alternavano picchi prevedibili e desolazioni inevitabili, il marchio dello Spider-Man del MCU si è sempre riservato un proprio spazio, il quale è rimasto ogni volta coerente con il personaggio interpretato da Tom Holland e, soprattutto, con il contesto in cui era calato. Il carattere del suo Peter Parker è stato tratteggiato in maniera precisa fin dall’inizio, così come l’ambiente in cui si muove o vola tra i tetti. Ciò non ha significato solo fare di New York, com'è sempre stato, il suo palcoscenico. È un umore ciò che ha contraddistinto i suoi film da solista e continua anche in questo ritorno, da una parte ineludibile e dall’altra inatteso, con Spider-Man: Brand New Day che segna una collaborazione assidua e probabilmente ancora continuativa per l’attore con l’universo della Marvel, nonostante l’aria conclusiva che sembrava aver avuto il precedente Spider-Man: No Way Home.
Per capirlo basta vedere i titoli di coda. Quasi come se non si fosse appena finito di vedere un altro (per la precisione: il trentottesimo) cinecomic della Marvel, a salutare il protagonista e gli spettatori sono le immagini della Grande Mela, suddivisa per i suoi quartieri, le persone e i posti che la punteggiano, accompagnate da un brano tra il dolce e il malinconico mentre i nomi degli attori e della crew passano in sovrimpressione sullo schermo. Ciò che questa scelta indica ci dice molto su cosa rappresenta il percorso intrapreso dallo Spidey di Holland e su quanto vada a ripetersi: il suo Peter Parker non è solo materiale da combattimento, da piani arzigogolati e momenti di puro sensazionalismo. È un ragazzo che da quando lo abbiamo visto arrivare nel MCU è diventato un uomo e che deve adesso affrontare le conseguenze di ciò che i suoi poteri lo hanno condotto a compiere, sia nel “lavoro” che nella sua vita privata.
La crescita del Peter Parker di Tom Holland
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Il che lo (e ci) riporta alla decisione del film che precede Brand New Day in cui il supereroe ha scelto coscienziosamente di veder cancellata la memoria di Peter Parker dalla faccia della terra per tenere al sicuro sia se stesso che le persone che ama. Un fardello con cui il personaggio lotta fin dal principio del quarto capitolo, indeciso se presentarsi nuovamente a MJ e Ned o restare avvolto nel suo anonimato, pronto ad una trasformazione inaspettata che è un ulteriore passo verso il cammino di crescita che ha solcato (e deve continuare a solcare) il personaggio. Il quale, se con Spider-Man: Homecoming aveva cominciato con gli anni del liceo e il suo evento più determinante, il ballo scolastico, è arrivato ora a dover confrontarsi con i disagi della vita adulta, che talvolta vuol dire sentirsi solo, sentirsi perso e cercare non solo qual è il proprio posto nel mondo, ma quali sono le proprie persone.
È piacevole constatare come al quarto titolo per Tom Holland quel senso di tenerezza e voglia di fare del bene sia ancora una bussola da seguire a cui è arrivata incontro anche una collaborazione fruttuosa con Destin Daniel Cretton. Già dietro la macchina da presa per la Marvel con Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli e due episodi della serie Wonder Man, Cretton dona un dinamismo nuovo al supereroe, con una regia più audace e fumettistica mentre si sposta di palazzo in palazzo, citando alcune tavole classiche dei disegni di Spider-Man e dando slancio alle sequenze del cinecomic. Trovate visive che sottolineano i mutamenti che il protagonista sta affrontando e che vogliono sostenerlo nell’acquisizione di una maturità sia come Spider-Man che Peter Parker. E, sebbene per il protagonista questo sia un Brand New Day, è bello appurare che pur con tutti i suoi cambiamenti la sostanza del personaggio del MCU è rimasta la stessa, almeno per ora.







































