Le AI cinesi sono qui per restare? I nuovi modelli Kimi K3 e Qwen3.8 preoccupano non poco gli addetti ai lavori statunitensi

A circa quattro anni dal lancio di ChatGPT, il settore dell'intelligenza artificiale continua a essere dominato dalle aziende statunitensi, tra cui OpenAI, per l'appunto, ma anche Google, Meta e Anthropic. L'Europa, invece, ricopre un ruolo marginale: l'unica azienda del continente ad avere un ruolo significativo nell'ambito è Mistral AI.

E la Cina? Nel gennaio del 2025, DeepSeek, un'azienda cinese fino a quel momento pressoché sconosciuta, mise online un modello di intelligenza artificiale che si rivelò in grado di rivaleggiare con i sistemi più avanzati sul mercato. Nonostante le preoccupazioni iniziali, il settore statunitense è riuscito comunque a mantenere il proprio primato nel campo dell'AI. Più di recente, però, si stati diffusi altri due modelli sviluppati da aziende cinesi che si sono dimostrati essere molto competitivi. Si tratta di Kimi K3 e Qwen3.8, realizzati rispettivamente da Moonshot AI e Alibaba Cloud.

Forse è arrivato il momento delle AI cinesi

@zauey Kimi K3 explained Moonshot AI's Kimi K3 is the largest model anyone has published a parameter count for, at 2.8 trillion. It ranks highly on independent benchmarks It's not cheap (priciest Chinese model release so far) but it was trained on weaker, export-restricted chips. The market was spooked because if you don't need the most chips to build a top model, the trillion-dollar Nvidia bet gets shakier. #tech #kimik3 #nvidia #china #aimodel original sound - ZAUEY (Claire Zau)

Le potenzialità dei singoli sistemi di intelligenza artificiale vengono analizzate attraverso test standardizzati, e i risultati ottenuti da Kimi K3 e Qwen3.8 hanno fatto preoccupare non poco gli addetti ai lavori statunitensi. La cosa ha già provocato conseguenze dirette sul mercato occidentale, con diverse aziende che hanno registrato perdite piuttosto notevoli in borsa.

Più in generale, se dopo il caso DeepSeek dello scorso anno le aziende statunitensi erano riuscite a recuperare terreno, oggi diversi analisti ritengono che il divario tecnologico tra Cina e Stati Uniti si sia ormai quasi del tutto azzerato. Inoltre, il settore tecnologico cinese sta ridefinendo gli equilibri del mercato dell'intelligenza artificiale proponendo modelli molto più economici rispetto a quelli sviluppati in Occidente.

Perché le AI cinesi sono sempre più usate

Le AI cinesi si distinguono da quelle statunitensi sotto diversi aspetti. Nella maggior parte dei casi, per esempio, si tratta di modelli open-weight: i parametri che ne determinano il comportamento possono cioè essere utilizzati liberamente per personalizzare il modello in base alle proprie esigenze. Questa maggiore apertura, unita ai costi più contenuti, ha reso i modelli cinesi particolarmente apprezzati anche da diverse aziende statunitensi.

La convinzione è che la diffusione delle AI cinesi non dipenda tanto dal fatto che siano necessariamente migliori, ma dalla loro capacità di offrire risultati discreti a costi notevolmente inferiori rispetto ai modelli statunitensi. Il fatto che un numero crescente di utenti e aziende stia adottando queste soluzioni potrebbe però rendere ancora più rischiosi gli investimenti miliardari effettuati finora verso le aziende statunitensi. Sempre più analisti, infatti, temono lo scoppio di una bolla finanziaria, con conseguenze economiche molto significative, soprattutto considerando la corsa sempre più intensa – e per molti già insostenibile – alla costruzione di nuovi data center.

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