Le 5 cose che vi servono per vestirvi come Adam Sandler Anche vestirsi male richiede una certa disciplina

Adam Sandler è noto soprattutto per i suoi film: storie allegre, dominate da una vibe scanzonata che funziona proprio perché non è una recita. L’attore e regista americano, quando potrebbe recitare non recita. Tutti i suoi personaggi più iconici, da Happy Gilmore a Sonny Koufax di Big Daddy, passando anche per i ruoli più seri in Ubriaco d’amore, Uncut Gems e Reign Over Me, portano con sé un senso di radicale (ma sentimentale) noncuranza che, fuori dalla pellicola, domina soprattutto nel guardaroba dell’attore.

Nel 2021, Sandler divenne la celebrity più googlata per il proprio stile, che su TikTok prese il nome di “sandlercore”, Pete Davidson lo indicò come un’icona di stile personale e molti dissero che la bracalona maniera di vestire di Justin Bieber fosse ispirata proprio a lui. Ai tempi, molti lo accostavano allo stile “da papà” che andava forte nei primi anni post-pandemia, ma la maniera di vestire di Adam Sandler trascende ogni categorizzazione per il semplice fatto che deriva da un disinteresse quasi zen nei confronti del vestire.

Milioni di uomini disinteressati alla moda si vestono male, proprio perché provano a essere decenti risultando noiosi o ineleganti. Il distacco che Sandler manifesta nei confronti del vestiario, in realtà, ha la stessa inarrivabile innocenza di un bambino: i vestiti non sono scelti solo perché sono comodi, ma per il loro colore, la loro vistosità. È a quel punto che il “vestirsi male” fa il proverbiale giro e diventa un’identità riconoscibile. Se si volesse veramente analizzare o anche replicare lo stile di Sandler (non ve lo consigliamo, a meno che non siate anche voi delle celebrità americane fondamentalmente scazzate), bisognerà scomporlo nei suoi elementi fondamentali.

Ecco dunque le 5 cose che vi servono per vestirvi come Adam Sandler.

1. La maglietta a caso

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Non è un titolo comico: al Drew Barrymore Show, quando gli chiesero come si veste la mattina, Sandler disse letteralmente di partire sempre dalla t-shirt e di prenderla a caso. Sono spesso molto oversize, certamente, ma sono spesso versioni molto larghe di quelle che si trovano nel guardaroba di ogni uomo. Maglie sportive, a righe, logate con qualunque simbolo (Superman, DC Shoes, i New York Yankees, i Knicks, scritte e grafiche di ogni tipo) sono tutte opzioni valide. Non c’è una grande curation e questo è il punto: sono t-shirt che ogni centro commerciale può avere, più vicine a quelle che potrebbe scegliere uno studente delle medie che quelle che un adulto sceglierebbe. La regola qui è che devono avere qualcosa di riconoscibile stampato sopra e non devono mai essere troppo sobrie, ma nemmeno troppo invasive.

2. La camicia hawaiana e la polo

@nikorazzi Adam Sandler putting in work on the court

Polo e camicie hawaiane sono un pilastro fondamentale del guardaroba di Sandler. Che si tratti di motivi a foglia di palma rosa gialli e blu, stampe di ananas stilizzate sul bianco o un motivo di leopardi tra le fronde di un banano (non è uno scherzo, si presentò così al Festival di Venezia l’anno scorso) entrambe comunicano che non ci si trova in circostanze troppo quotidiane o prosaiche ma che si sta godendo il tempo libero, magari anche un’occasione più impegnativa del solito.

Non distinguiamo tra le due categorie sia perché i due pezzi sono accomunati dal colletto e dalle stampe all-over i cui riferimenti tropicali sono espliciti al limite del cliché. Importante notare come sia l’uno che l’altro pezzo non hanno mai quell’estetica vintage chic: nei look di Sandler non c’è nostalgia né si prova a rievocare immagini di èlite del passato. I colori e le fantasie sono prive di ogni pretensione artistica o visiva, nulla vuole rievocare o essere simulacro di altro.

3. Gli shorts da basket

È qui che i colori esplodono davvero, più per contrasto con quelli dei top. Sandler ama gli shorts da basket larghi, quelli che ancora oggi i ragazzini indossano quando non riescono semplicemente a interessarsi all’etichetta. Proprio negli short emergono due tratti distintivi del DNA del “sandlercore”: il primo è quel molto americano senso di comodità radicale per cui il diritto a stare comodi supera ogni altro senso di convenzione sociale, una sciatteria che ha il sorriso dell’arroganza; il secondo è il parallelismo che potremmo tracciare tra i gusti di Sandler e quelli di un adolescente dei primi anni 2000.

Se oggi vediamo ragazzini indossare, come divisa generazionale, maglie nere sportive e aderenti e shorts sempre sportivi ma molto ampi ma soprattutto neri, era proprio all’inizio del nuovo millennio che quegli shorts da basket in acetato iper-colorato andavano forte. Il concetto qui non riguarda il fatto che siano pantaloni corti, ma il materiale e il colore. Non è essenziale che siano short ma che siano tute: il colore le rende solo più attraenti in base a un gusto elementare, giovanile, per la tinta più brillante che si possa trovare.

4. Le sneaker e gli UGG

@overtimekicks Adam Sandler is the most down to earth celebrity

Qua entriamo in territorio più tempestoso. Le sneaker di Sandler sono grosse, sono piene di colori, sono spesso da basket e dunque molto comode. Non vengono scelte in base all’hype perché non sono quasi mai modelli da collezione. Gli abbiamo visto addosso le Under Armour Curry 11, le Nike Sabrina e le Dunk Low, diversi modelli Hoka, Jordan Why Not Zer0.5 e Puma Rise Nitro. Hanno in comune un aspetto tecnico e futuristico ma sono parecchio lontane dalle educate, retrò sneaker grige che Teddy Santis o Justin Saunders sceglierebbero.

Altra categoria fondamentale sono gli UGG. Sia nella versione stivaletto, indossati ovviamente con gli shorts di acetato, sia in quella più curiosa di mocassino foderato di pelliccia. Agli UGG non occorrono certo presentazioni: sono comodi e caldi ed è per questo che mezza America li indossa religiosamente, Sandler incluso. Nel suo caso poi, se sono un po’ usurati è ancora meglio.

5. L’outerwear

@tomspotz Adam sandler and a laferrari #tomspotz #adamsandler #laferrari original sound - Tom

Vivendo a New York, l’abbigliamento da esterno è fondamentale. Anche qui Sandler non è eccentrico: il Nuptse classico di The North Face è sicuramente la sua giacca preferita. Sono eccentrici i colori, anche qui vivaci o in contrasto: verde fluo brillante, cream-and-black, oppure colorblock con parti blu navy e verde pino. Queste giacche stanno spesso sopra camicie hawaiane o felpe. Un altro piumino in cui è stato spesso fotografato è di adidas, dalle proporzioni quasi grottesche. Non mancano windbreaker leggeri e soft-shell in tonalità più discrete o color-block, e occasionalmente altri piumini, sempre in colori molto accesi e sportivi.

Indossa così tanti piumini che una sua foto del 2013 che lo ritrae per strada con un cappotto di lana e una sciarpa rossa intento (strano ma vero) a mangiare cetriolini direttamente dal barattolo fece notevole impressione. La foto, tra parentesi, dimostra che gli outfit più casual diventano incredibili quando gli si aggiunge sopra una percentuale di eleganza più classica.

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