Il birdwatching è il nuovo hobby preferito della Gen z Un nuovo modo per affrontare precarietà, iperconnessione ed eco-ansia

La Gen Z potrebbe avere un nuovo hobby preferito. Uno che, colpo di scena, non prevede schermi ma un semplice binocolo al collo, silenzio e tanta pazienza: è il birdwatching, la pratica di osservare, riconoscere e documentare gli uccelli selvatici. Nell’immaginario collettivo, l’attività è associata ad un’età ben diversa, eppure, stando ai dati diffusi a maggio dalla RSPB e riportati dalla CNN, quasi 750mila ragazzi tra i 16 e i 29 anni osservano regolarmente i volatili, una crescita del 1088% rispetto al 2018.  Questo fa del birdwatching il secondo hobby più in rapida ascesa della generazione, dopo la creazione di gioielli. Una generazione che è cresciuta tra notifiche dopaminiche sta scoprendo per la prima volta il fascino di stare fermi a fissare un albero.

L'app del Birdwatching

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Una delle ragioni dietro all’ascesa del trend tra i più giovani è rintracciabile in una delle app che la Gen Z ha in passato amato e consumato. Nel 2016, Pokèmon Go aveva spinto mezzo mondo ad uscire di casa per catturare le creature disseminate virtualmente per le strade di tutto il globo, riuscendo a replicare la logica del birdwatching che esiste da ben prima degli smartphone. Oggi, il processo è contrario: il recente lancio di app come Birdex e Merlin ha digitalizzato l’hobby rendendolo immediatamente familiare a una generazione che fino a qualche anno fa dava la caccia ai Pokémon.

Birdex, lanciata a gennaio, trasforma ogni specie avvistata in una carta collezionabile virtuale, da potenziare con nuovi avvistamenti e missioni completate. Merlin invece, da app gratuita, rende possibile identificare un volatile semplicemente facendole ascoltare il canto o mostrandole una foto, pescando tra le 11.000 specie presenti su eBird, l’archivio user-based mondiale di avvistamenti. Il meccanismo è chiaro ed estremamente furbo: traduce la natura in un linguaggio che questa generazione padroneggia, rendendo semplice ed accessibile un hobby che sembrava richiedere lauree in ornitologia.

Bisogno di disconnessione e precarietà

Le app, però, spiegano il come, non il perché. La Gen Z sembrerebbe aver scoperto il birdwatching per almeno tre motivi: il primo è generazionale, essendo nati in un momento storico già influenzato dall’iperconnessione e dal rumore mediatico. Per loro un pomeriggio di disconnessione non equivale ad una manifestazione di nostalgia, è piuttosto una scoperta inedita, oltre che un bisogno. È legato alla tendenza sempre più comune tra le nuove generazioni di preferire gli strumenti fisici, digitali o non, alle app, preferendo dunque attività all'aperto e a contatto con la natura. 

È importante considerare anche la preoccupazione legata alla condizione di precarietà che la Gen Z vive. Ha meno certezze delle precedenti, soprattutto meno liquidità. Il birdwatching è un lusso accessibile, un hobby a costo ridotto, dato che necessita solo di un binocolo e un taccuino, oltre che del tempo a disposizione, e osservare la natura impone immobilità e ascolto. Per la generazione con livelli di ansia da record, schiacciata soprattutto da preoccupazioni economiche e geopolitiche, questo tipo di concentrazione, che la psicologia ambientale associa al benessere mentale, offre de facto una pratica meditativa mascherata. 

Eco-ansia e gesti inconsapevoli

Ed infine c’è forse il motivo più importante di tutti. Secondo l’IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura), il 61% delle specie di uccelli del pianeta è in declino: sei specie su dieci contano meno esemplari, a causa soprattutto dell’agricoltura intensiva e del disboscamento. La crisi climatica sembra avanzare inesorabilmente e la Gen Z, bombardata da queste realtà, non può fare a meno di sentirne il peso.

Di conseguenza, solitamente leco-ansia incombe e paralizza, poiché il problema sembra troppo grande e ogni gesto troppo piccolo. Ma nel caso del birdwatching è diverso perché è un gesto attivo: ogni avvistamento registrato su eBird potrebbe diventare un dato utile alla conservazione e ogni osservatore potrebbe diventare un censitore inconsapevole. Un gesto apparentemente a sé stante che entra in un archivio pubblico utilizzato dagli scienziati per monitorare le specie e mappare le migrazioni. EBird si basa sul principio della citizen science, la ricerca scientifica alimentata grazie ai cittadini comuni.  

Il birdwatching forse è solo una tendenza momentanea, un modo per evadere il chaos del mondo contemporaneo e approfittare della tranquillità che questo hobby offre. Osservare, aspettare pazientemente e documentare, e nel frattempo offrire un aiuto concreto all'ambiente, anche se inconsapevolmente.

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