
I dipendenti McQueen che dovevano essere licenziati hanno trovato un accordo con Kering «La crisi non può essere scaricata sulle persone», protestano i sindacati
Due giorni fa, McQueen ha nominato un nuovo CEO: Gianfranco D’Attis, ex CEO del marchio Prada. Luca de Meo ha benvenuto il nuovo amministratore delegato dicendo che «porta con sé una potente combinazione di visione strategica, rigore operativo e profonda expertise nel lusso. La sua capacità di affinare l’identità del brand guidando al contempo un’esecuzione disciplinata sarà determinante mentre rifocalizzamo Alexander McQueen e ne sblocchiamo il pieno potenziale». Dopo l’annuncio dell’ingresso di D’Attis, il patto concordato con le sigle sindacali e le nuove dichiarazioni da parte di de Meo, il futuro del direttore creativo di McQueen, Seán McGirr, in azienda è incerto.
A Scandicci, principale polo produttivo e logistico italiano di Kering, a partire dalle ore 10 di questa mattina ha preso il via un corteo di dipendenti del gruppo. I sindacati stanno difendendo i lavoratori che saranno vittime dei tagli al personale e del più generale ridimensionamento dell'azienda. Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec chiederanno infatti l'annullamento dei 54 licenziamenti da Alexander McQueen, che corrispondono a un terzo dell'azienda in Italia. I sindacati stanno adesso chiedendo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, oltre a un confronto con i vertici manageriali del gruppo. «La crisi non può essere scaricata sulle persone», hanno aggiunto le associazioni impegnate.
La chiusura dei negozi e il focus sulla sartoria
Lo scorso aprile, i risultati finanziari del gruppo Kering hanno esposto una situazione piuttosto critica: mentre Gucci si sta avviando verso una lenta ripresa, gli altri brand del conglomerato francese faticano ancora, soprattutto McQueen.
Il piano del CEO Luca de Meo per Kering (chiamato ReconKering) è proprio quello di puntare tutto su Gucci per il rilancio dell'azienda, sulla gioielleria con il lancio di una divisione dedicata, e sul "potare" i marchi meno stabili. Per McQueen, il CEO ha presentato una strategia che riporterà il focus sul womenswear e non i suoi prodotti più commerciali, per elevarne la percezione. Questo significa anche chiudere diversi negozi del marchio: oltre la metà in tutto il mondo entro il 2026, sempre secondo il ReconKering presentato da de Meo ad aprile.