
Martin Scorsese è davvero a favore delle IA Che influenza avrà sul mondo del cinema?
La relazione tra Hollywood e l’intelligenza artificiale continua ad avere nuovi e inaspettati sviluppi. Mentre il tema sulle IA è sempre più centrale nel dibattito culturale, diventando motore narrativo in alcune storie come la terza stagione di The Comeback o di spunti come accaduto per la serie Hacks, un inedito e inaspettato paladino a difesa degli strumenti digitali è saltato fuori per dare il via a non poche polemiche: Martin Scorsese, maestro cinematografico del Novecento, ha dichiarato infatti di sostenere la startup Black Forest Labs, emergente nel settore per la creazione di immagini generative per il cinema, di cui il regista e sceneggiatore ha usufruito per il suo prossimo film.
L’applicazione sarebbe stata utilizzata per la stesura degli storyboard del thriller gotico What Happens at Night che vede protagonisti Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence, con l’autore che ha dichiarato che l’uso di Black Forest Labs gli ha permesso di dare forma alla propria visione in maniera più precisa e rapida.
Il regista e sceneggiatore ha inoltre affermato di trovare l’introduzione delle IA nella settima arte una naturale evoluzione di un ambito ancora ai suoi inizi: «Sono interessato all'incontro tra tecnologia e narrazione e a capire come questa collaborazione possa ampliare i confini della creatività per dare vita a esperienze più profonde e ricche per il pubblico», sono state le parole di Scorsese. Che ha continuato: «Ricordiamoci che il cinema è un mezzo giovane, ha appena 125 anni, quindi dobbiamo essere aperti al modo in cui può evolversi».
idk how Martin Scorsese can say superhero movies aren’t real cinema but then be join a generative AI company lol
— Starlight (twitch.tv/x0starlight) (@x0Starlight) June 3, 2026
cognitive dissonance https://t.co/rBG9XdrJ68
Sembra paradossale sentire pronunciare tali asserzioni dalla stessa persona che, nel 2019, aveva liquidato i titoli della Marvel come “non cinema”, rilegandoli alla dimensione dei parchi giochi, nello stesso anno inoltre in cui le sale erano gremite di gente per vedere proiettato il capitolo finale della saga dell’infinito Avengers: Endgame. Probabilmente ai detrattori delle IA nel cinema non basterà sapere che per Martin Scorsese il loro utilizzo è comodo solo per una fase di pre-produzione, ovvero quando le idee che ha in mente hanno bisogno di essere tradotte in immagini.
Solo successivamente saranno “reali” attraverso la loro ripresa di persone in carne ed ossa - fatta, si spera, da persone in carne ed ossa. «C'è sempre stato un problema», ha aggiunto l’autore. «Come fare a portare nella realtà le immagini che vedi dentro la tua testa?» E così, come un pittore con una tela bianca, Black Forest Labs discioglie le difficoltà del regista nel corso del processo creativo, in particolare grazie al generatore di immagini FLUX - come è visibile anche in un video pubblicato sul canale della startup.
Se la spinta a favore delle IA può sembrare in antitesi con ciò che rappresenta Martin Scorsese nel mondo del cinema, c’è da considerare che da sempre l’autore di Quei bravi ragazzi e Taxi Driver è stato affascinato dall’avanzamento e dall’integrazione della tecnologia all’interno del settore industriale cinematografico. Lo dimostra l’aver girato in 3D il suo Hugo Cabret del 2011, arrivato in tale versione persino sul mercato domestico, per non parlare poi alla tecnica del de-aging che ha visto ringiovaniti i suoi attori per l’epopea mafiosa di The Irishman del 2019.
Di certo il sostegno alle intelligenze artificiali da parte di un veterano come Scorsese rischia di aprire una spaccatura in un panorama che, in particolare dal 2023 dopo lo sciopero degli sceneggiatori e degli attori anche riguardo a tali strumenti, sembrava fare fronte comune contro l’incombenza dell’inevitabile sviluppo digitale. E se probabilmente al regista poco importerà di essere definitivo un “loser” da Hannah Einbinder, come l’attrice (proprio di Hacks) ha appellato coloro che fanno affidamento sulle IA, potrà trovare conforto in chi sembra abbracciare come lui una posizione più morbida al riguardo.
C’è ad esempio James Cameron che dal 2024 è nel consiglio di amministrazione di Stability AI, società dietro il modello di apprendimento automatico Stable Diffusion, il quale ritiene un’occasione fare uso di tali mezzi soprattutto per tagliare i costi degli effetti speciali e visivi, oltre all’opportunità di spingersi ancora più in là con le potenzialità delle storie sul grande schermo.
@fredasquithonfilm Could AI make Avatar? Managed to get my T2 joke in there hehe Full James Cameron chat on the pod via bio #avatar #fireandash #whattowatch #terminator2 @Avatar @Disney UK @20th Century Studios @Fred Asquith original sound - Fred Asquith On Film
Anche Demi Moore nel corso della conferenza stampa del festival di Cannes 2026, in cui era in giuria, ha detto di vedere la lotta contro l’intelligenza artificiale una battaglia a perdere, tanto vale perciò cercare di integrarla al meglio nel settore per renderla davvero utile. Sicuramente è impensabile ritenere che simili affermazioni da parte di un’autorità come Martin Scorsese non smuoveranno qualcosa nel complesso sistema produttivo e creativo di Hollywood. Non resta perciò che attenderne gli sviluppi, impossibili da immaginare, sia con l’uso o meno delle IA.