Elettra Lamborghini ci salverà da Sanremo 2026 L'unica che sa divertire quando tutti si prendono troppo sul serio

La musica è una cosa seria. Ma quanto deve esserlo anche Sanremo? Ieri, parlando della prima serata, abbiamo visto come il Festival della Canzone Italiana sta cercando di ritornare sui propri passi, un’espressione che dovrebbe significare ritrovare una propria identità originaria, ma che si può leggere anche come un importante salto indietro rispetto a ciò in cui si era trasformato l’evento in questi anni. Abbiamo anche detto che la cosa che manca di meno a Sanremo 2026 è l’ossessione dei cantanti per il Fantasanremo, che aveva trasformato in un vero e proprio circo le esibizioni e i momenti sul palco dei concorrenti, ma ciò non significa che una componente intrattenitiva debba essere del tutto estirpata, soprattutto se si vuole portare avanti uno spettacolo della durata di ore.

La musica è una cosa seria, perciò una buona parte del Festival, forse la più significativa, deve esserlo. Allora perché la cosa migliore di quest’anno è la totale noncuranza mista a libera genuinità di Elettra Lamborghini? Intanto perché, pur esibendosi sul palco dell’Ariston, non deve sentirsi appellare come la «mamma d’oro» delle Olimpiadi come accaduto, ancora una volta, a Francesca Lollobrigida. Una campionessa dello sport al centro di polemiche da giorni per il suo essere stata relegata più al ruolo di genitrice invece che di atleta da gran parte dei media italiani e su cui sale sul carrozzone anche il conduttore Carlo Conti. Come se il suo essere madre fosse l’elemento fondamentale che l’ha portata a toccare un primato olimpico

@sanremorai @LilloPetrolo #Lillo #Sanremo2026 #DaVedere #Sanremo audio originale - SanremoRai

Oppure, sempre tornando a Lamborghini e alle pallottole che è riuscita a spuntare, non si è dovuta confrontare con un giornalista fuori dal mondo in una diatriba del tutto surreale le cui protagoniste sono state le componenti del gruppo Bambole di pezza. Stando all’uomo, il femminismo dovrebbe essere ormai superato - Un uomo. Che lo spiega a un gruppo di donne. Sarebbe quasi comico se non fosse frustrante.

A ogni modo, un festival in cui tutto viene preso un po’ troppo intensamente. Tra la serie di in memoriam tra la prima e seconda serata che Conti ha voluto ricordare spesso anche solo a parole  - col momento dedicato a Ornella Vanoni riservato a malincuore all’una meno un quarto di notte - la cosa migliore da ascoltare è la cantante di Voilà, che dopo la sua esibizione si reca da Ema Stokholma e Gino Castaldo da Radio2 e continua la sua lotta contro i «festini bilaterali» e spiega che di trastullarsi col marito, queste sere di competizione, non ne ha proprio voglia. E, nel frattempo, mostra di avere a cuore il Festival sottolineando che, secondo lei, sul palcoscenico avrebbe potuto fare di meglio. 

Capita spesso che le parentesi più allegre di un evento si svolgano al di fuori della kermesse in sé. Nemmeno Lillo e Pilar Fogliati, a cui lasceremo volentieri il Festival il prossimo anno, sono riusciti a coinvolgere Conti quando si è trattato di fare uno sciocco stacchetto inventato per l’occasione dal comico. Con le due personalità del cinema e dell’intrattenimento il cui freno sembrava comunque tirato, costrette a ripetere sketch e imitazioni che, seppur abbiano pochi anni, sono ormai datate. Chissà come sarebbero andati se avessero potuto agire a briglia sciolta. Laura Pausini sicuramente li avrebbe seguiti, anche se tutta la sua attenzione è stata catturata da un composto Achille Lauro, che ormai dalla sua posizione di moderno crooner non si smuove. E quindi viva viva viva Elettra Lamborghini e viva viva viva la Carrà