
Nessuno vuole vincere Sanremo Quest’anno è meglio perdere

Il Festival di Sanremo è una vetrina enorme. Oggi più che mai copre generi e pubblici diversi e può davvero svolgere un ruolo decisivo nel decretare il successo o il fallimento di un artista. Ma siamo sicuri che vincere il Festival di Sanremo sia sempre un bene e non stia cominciando a diventare controproducente? Perché partecipare è un conto, ma vincere e sobbarcarsi tutto il peso e gli oneri di questa vittoria è un altro.
Se sei un’artista emergente o poco noto, il palco dell'Ariston ti permette di raggiungere un pubblico molto più ampio di quello a cui potresti arrivare senza quella spinta, ma a volte questa fortuna può generare un circolo virtuoso inaspettato.
Vincere non è sempre necessario
“Ermal, si punta alla vittoria o al premio della Critica?”
— ile(@itscheggee) February 13, 2026
“No, io non punto a niente, punto solo a fare un bel festival come si dovrebbe fare”
papà li hai DISTRUTTI#ErmalMeta #Sanremo2026 pic.twitter.com/gCFNkCABRg
Si pensi al caso di Lucio Corsi dello scorso anno. Il cantautore ha sempre prodotto buona musica – il suo primo album è del 2017 - ma la gente ha iniziato ad accorgersi del suo talento soltanto dopo le sue performance estrose a Sanremo. Non ha vinto il Festival, ma la sua carriera ne ha beneficiato in maniera significativa. Un caso ancora più eclatante è quello di Tananai, che alla sua prima partecipazione nel 2022 arrivò addirittura ultimo, diventando conseguentemente un idolo per tantissimi ascoltatori.
La vittoria del Festival può essere paradossalmente insidiosa. Perché una volta che si vince, è come venire dichiarati ufficialmente i migliori d'Italia. È vero, Il festival teoricamente premia la canzone migliore e non il cantante, ma questa investitura viene traslata automaticamente sull’interprete. Di conseguenza, le aspettative nei suoi confronti aumentano a dismisura così come le probabilità di venire odiato dai fan di chi non ha vinto (e qui, l'anno in cui partecipò Geolier arrivando secondo vale come valido esempio). Le pressioni a cui sono sottoposti i cantanti di Sanremo oggi sono così forti da rischiare di far crollare psicologicamente e fisicamente gli artisti.
Il prezzo del successo
@lostmediait Dopo la vittoria di Angelina Mango a Sanremo 2024, inizia il declino silenzioso: firmacopie infiniti, flash, insonnia, disturbi alimentari e una pressione che la divora. Il 17 maggio arriva l’annuncio — tour annullato per “tutelare la propria salute mentale e fisica”. Molti la definiscono viziata, ma dietro c’è una ragazza stremata da un successo troppo veloce. Dopo mesi di silenzio, il 16 ottobre 2025 Angelina torna con Caramè: nessuna promozione, solo sincerità. Un disco che racconta la caduta e la rinascita, e che ricorda a tutti che scegliere di fermarsi, a volte, è l’unico modo per ricominciare davvero. #angelinamango #angelinamangoalbum #angelinamangocarame #angelinamangosanremo #angelinamangoolly suono originale - Lost Media
Sangionvanni, ad esempio, è stato una delle prime vittime a dichiararsi nel post-Sanremo 2024. Ma non è l’unico ad avvertire il problema. La salute mentale dei cantanti è ormai un tema sdoganato. Da quando la fruizione della musica è diventata quantificabile nell’iper-dettaglio, l’ossessione per i numeri si è fatta via via sempre più esasperante. La musica ormai è principalmente una battaglia di cifre, le cose che contano di più sono il numero di streaming, le visualizzazioni (su Youtube, Instagram o Tiktok a seconda della generazione di riferimento), i biglietti dei concerti venduti, i sold-out (veri o fasulli che siano).
Il caso di Angelina Mango - vincitrice nel 2024 - è emblematico. Dopo il trionfo di Sanremo e la conseguente partecipazione all’Eurovision, l'artista ha pubblicato un album e iniziato un tour in giro per l’Italia e l’Europa. In breve tempo, si è dovuta fermare: «Devo fermarmi perché voglio prendermi cura di me mettendo la salute al primo posto e perché voglio essere non solo la mia voce, ma anche quella di tutti voi. Per questo insieme al mio team ho deciso che per ora non posso continuare i miei live» aveva dichiarato a ottobre dello stesso anno.
L’anno scorso invece è stato Olly a raccontare di aver sofferto per i numerosi attacchi ricevuti sui social e in tv dopo la sua vittoria al Festival di Sanremo 2025. Si è detto un po’ di tutto, che era un «miracolato», un «raccomandato», o addirittura che la sua vittoria era stata decisa dai poteri forti, trattandosi dell’ennesimo vincitore appartenente alla scuderia dell’influente manager Marta Donà. Dopo qualche tentennamento iniziale, alla fine Olly ha rinunciato alla prtecipazione all'Eurovision, scrollandosi di dosso un’ulteriore fonte di stress. Già, quella che soltanto fino a pochi anni fa era vista come la via più veloce per il successo internazionale (si pensi al caso Måneskin del 2021), nel giro di qualche anno è diventata più un fardello che un’opportunità.
Sanremo è politica?
Levante sull’Eurovision: «Se vincessi Sanremo non andrei». La protesta contro la partecipazione di Israele: «Non si può far finta di niente»https://t.co/jmTScwbqkV
— Open (@Open_gol) January 25, 2026
Quest’anno si aggiunto al fardello del Festival di Sanremo e dell'Eurovision un certo peso politico. La polemica sull’opportunità di partecipare o meno all’Eurovision 2026 è scoppiata prima ancora di sapere chi sarà il vincitore della kermesse italiana. A innescarla una dichiarazione di Levante che, interpellata in proposito, ha dichiarato: «In caso di vittoria a Sanremo, non parteciperei all’Eurovision. È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi. Siccome di mezzo c’è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio in atto, non si può fare finta di niente. Non l’ho mai fatto. Non ce la faccio ad andare a ‘casa del ladro’».
@francescaniespolo.it SANREMO 2026 rischia il caos per una clausola mia vista. La Rai vuole che le case discografiche rispondano dei gesti degli artisti. Giusto o esagerato? #sanremo #sanremo2026 #rai #gossipitalia #festivaldisanremo Oh No - Kreepa
Ad oggi la cantautrice siciliana è l’unica ad essersi esposta in maniera così netta sulla questione. Gli altri partecipanti in gara sono rimasti sul vago, in una posizione di mezzo: alcuni trincerandosi dietro al fatto che non credono di vincere e che eventualmente ci penseranno a tempo debito, altri vagheggiando la possibilità di portare comunque un messaggio positivo su un palco internazionale.
Il fatto è che, oggi, vincere Sanremo e partecipare all’Eurovision è un atto politico che non può lasciare indifferenti. Molti artisti temono di trovarsi in quella situazione delicata, con da una parte il giudizio del pubblico che si aspetta sempre un comportamento moralmente condivisibile da parte dei propri beniamini, e dall’altro la rinuncia a una grande visibilità, che la casa discografica di appartenenza non vuole certamente farsi sfuggire.
La questione della censura
@antoniomascoli Ecco come hanno fatto involontariamente un favore a @Ghali durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi #ghali #milanocortina2026 #olimpiadi #olympics audio originale - Antonio James Mascoli
Come ha sottolineato Greta Valicenti su Billboard Italia la terza via non esiste: pensare di partecipare all’Eurovision portando un messaggio di pace a favore della Palestina, come hanno ipotizzato alcuni, è un’utopia. L’Eurovision sulla carta si autoproclama come manifestazione apolitica, pertanto il rigidissimo regolamento vieta qualsiasi tipo di comportamento che sia anche soltanto lontanamente riconducibile a un sostegno politico nei confronti di un determinato paese. Ma in realtà, la censura è già di per sé un atto politico, uno dei più violenti. Abbiamo visto tutti cosa è successo a Ghali durante la manifestazione d’inaugurazione delle Olimpiadi invernali in corso: ignorato dalle telecamere e nemmeno nominato dal cronista della Rai.
@halilnabu EUROVISION IS OVER. IT’S OFFICIALLY COLLAPSING. Follow for more #Eurovision2026 #EurovisionCrisis #CancelEurovision2026 #IsraelEurovision #EBU Suspense, horror, piano and music box - takaya
Chi ha buona memoria ricorderà che una cosa più o meno analoga era successa anche all’Eurovision del 1974. Quell’anno per l’Italia gareggiava Gigliola Cinquetti con un brano che si intitolava semplicemente Sì. Le aspettative su di lei erano alte, essendo all’epoca la nostra unica vincitrice – dieci anni prima con Non ho l’età (per amarti)– tuttavia c’era un problema di natura politica. Il titolo della canzone italiana era considerato rischioso in quei giorni, che casualmente precedevano il referendum abrogativo della legge sul divorzio. Questo portò la Rai a trasmettere l’evento soltanto a posteriori, in differita.
All'Eurovision non si fa politica
unica cosa rilevante e di cui parlare dell'eurovision: LE BANDIERE PALESTINESI NEL PUBBLICO MENTRE SI ESIBIVA 1sr4el3 che non dovrebbe essere su quel palco. pic.twitter.com/AhumjRUu0E
— (@yleniaindenial1) May 15, 2025
Tornando alla contemporaneità: all’Eurovision del 2024 l’artista svedese di origini palestinesi-libanesi Eric Saade - esibitosi come ospite - è stato escluso dai video ufficiali dell'apertura perché reo di aver portato sul palco non una bandiera palestinese, ma un simbolo innocuo come la keffiyeh. Appare evidente, dunque, che partecipare oggi a un evento che vieta qualsiasi simbolo e/o manifestazione di solidarietà nei confronti di un paese in cui è stato compiuto un genocidio è un atto politico. E ha ragione Levante a dire che l’Eurovision è da sempre molto più politicizzato di quanto si pensi. L’esclusione della Russia e la partecipazione dell’Ucraina nel 2022 erano e sono atti politici così come lo sono la partecipazione di Israele e l’esclusione della Palestina dall'evento.
Il fatto che lo sponsor ufficiale dell’Eurovision sia un noto marchio di bellezza israeliano è un altro atto politico. Di conseguenza, oggi anche vincere Sanremo e andare all’Eurovision lo è. E come tale sarà giudicato da un pubblico che oggi ha un megafono enorme rispetto al passato. Chiunque dovesse vincere Sanremo quest’anno si ritroverà in una situazione parecchio difficile. Forse, quest’anno è davvero meglio perdere.








































