La Gen Z ha un modo tutto suo di festeggiare San Valentino Le nuove generazioni preferiscono gli amici ai fidanzati

La Gen Z ha un modo tutto suo di festeggiare San Valentino   Le nuove generazioni preferiscono gli amici ai fidanzati

Alla Gen Z non interessa più festeggiare San Valentino: secondo un report di EduBirdie, il 15% si dichiara totalmente indifferente. I giovani si sono progressivamente allontanati dal modo tradizionale di vivere questa ricorrenza, o quantomeno da quella che un tempo era fatta di cuori sproporzionati, poesie d’amore e regali personalizzati come manifestazioni di un sentimento eterno e incondizionato. Quindi, che senso ha oggi San Valentino per la Gen Z? 

A differenza delle generazioni precedenti, sta mettendo in discussione i vecchi dettami sulla coppia, ampliando la riflessione sul concetto stesso di amore. Non più esclusivamente rivolto alla dolce metà, ma esteso anche all’amicizia, all’affetto e alle relazioni non romantiche. L’attenzione sembra essersi spostata dalla sola sfera sentimentale a una dimensione più esistenziale, dove assumono maggiore rilevanza temi sociali, ambientali ed etici che contribuiscono a ridefinire priorità e prospettive

Perché la Gen Z è più triste a San Valentino?

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Secondo EduBirdie, la Gen Z risulta meno interessata a San Valentino, con il 25% che afferma di sentirsi costretto a festeggiarlo malgrado trovi la ricorrenza forzata e soffocante. Secondo il Time, inoltre, gli adolescenti sarebbero tra i soggetti più infelici durante questa giornata, principalmente a causa della pressione sociale, oltre che economica. L’ansia di San Valentino non conosce genere: più della metà degli uomini (58%) e quasi la metà delle donne (45%) si trovano a confrontarsi con le aspettative del partner, mentre chi è single deve fare i conti con un senso di solitudine già ampiamente diffuso nelle nuove generazioni (circa il 47 %).

Amplificano ulteriormente questo meccanismo i social media, dove celebrity e influencer condividono immagini di viaggi, lettere romantiche e regali sfarzosi, contribuendo a creare standard irrealistici e ad alimentare insicurezze. L’indagine riportata dal Time evidenzia che, su oltre 21 mila giovani americani, il 65% avverte la pressione dei social nelle relazioni, con conseguente aumento di stress e gelosia.

C’è da dire che San Valentino, da festa dedicata alla celebrazione dell’amore si è trasformata in una ricorrenza dominata dalla performatività e dal consumismo, facendo del valore dei regali, dei post sdolcinati e del numero di like indicatori simbolici del sentimento. La frustrazione generata da questa dinamica non riguarda soltanto il pubblico femminile ma coinvolge anche quello maschile, soprattutto nelle fasce d’età più giovani: alcuni ragazzi tra i 15 e i 17 anni hanno dichiarato di sentirsi spesso obbligati a organizzare cene o acquistare doni per non deludere le aspettative del partner.

Parallelamente, la Gen Z sta cercando di intervenire anche sul piano della rappresentazione, rivendicando un’immagine di coppia meno eteronormativa e più inclusiva rispetto all’immaginario tradizionale, spesso legato a modelli di classe medio-alta e a gesti romantici economicamente impegnativi. Secondo uno studio della BBC, tra la Gen Z c’è una netta diminuzione dell’adesione a un genere binario e un aumento delle persone disposte a esplorare la propria sessualità, con circa il 50% che si identifica come eterosessuale, mentre il restante 50% si definisce eteroflessibile

L’amore non è più quello che conoscevamo

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Gli under-30 adottano una prospettiva nuova, meno legata alla tradizione e più al significato e all'inclusione, scegliendo di celebrare l’amore platonico con amici fidati invece del romanticismo tradizionale. D’altronde, secondo quanto riporta il The Sun, circa il 30% dei ragazzi preferisce trascorrere San Valentino con gli amici piuttosto che con un partner. La prova che qualcosa sta cambiando è l’istituzione di giornate “alternative” come il Galentine’s Day - partner-free (13 febbraio), che si festeggia il giorno prima di San Valentino. Questa ricorrenza nasce in parte proprio per spostare l’attenzione dalla coppia al valore dell’amicizia, offrendo anche a chi non ha un partner - o non lo desidera - l’occasione di celebrare la festività in maniera differente. C’è poi il Singles Awareness Day (SAD, 15 febbraio), ironicamente contrapposto a San Valentino, che celebra chi è single, spesso con autoironia e festeggiamenti tra amici.

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Queste giornate si configurano come occasioni, per le nuove generazioni, di rivendicare il valore esperienziale dei rapporti affettivi, organizzando attività personalizzate e momenti di condivisione, e normalizzando tutte le forme d’amore che esulano dalla coppia. Che si tratti di amor proprio, amicizia o legami familiari, ciò che conta davvero è valorizzare le connessioni autentiche che hanno più significato nella loro vita, spodestando l’amore romantico come epicentro della narrazione.