
Cos'è la Generation Z Dad? I giovanissimi che vorrebbero diventare padri, con tutte le difficoltà di oggi

Se c'è una cosa che sorprende sociologi, demografi e osservatori culturali è il modo in cui la Gen Z sta riscrivendo la narrazione di diverse tematiche: dall'ambiente ai diritti sociali, fino al discorso sulla famiglia. Cresciuti in un mondo segnato da crisi economiche, instabilità lavorativa e cambiamenti sociali rapidissimi, ci si aspettava che i ragazzi della Gen Z fossero i primi a voltare definitivamente le spalle all’idea di figli e genitorialità. E invece sta accadendo qualcosa di diverso, soprattutto per quanto riguarda i maschi.
I dati dello studio del Pew Research Center
@nicolewebz No shade to Dads of other generations, but Millenial Dads are crushing it #millennialdad #fathersday #dadsoftiktok Work Song - Other Voices Series 19 - Hozier
Secondo un’indagine del Pew Research Center, il 62% degli uomini della Gen Z tra i 18 e i 29 anni dichiara di voler avere figli in futuro. Un dato che sorprende, se letto insieme alle difficoltà economiche che caratterizzano questa fascia d’età, e che suggerisce come il desiderio di paternità non sia affatto scomparso, ma piuttosto riformulato. Quello che cambia non è tanto il desiderio maschile di diventare padri quanto il modo in cui questo desiderio viene immaginato.
La figura del padre distante, poco coinvolto e legato esclusivamente al ruolo di sostegno economico, lascia spazio a un'idea di paternità più presente, emotivamente consapevole e condivisa. Molti giovani uomini, come riportato da un articolo di Vox, dichiarano di voler essere «genitori attivi, capaci di prendersi cura dei figli quotidianamente e di condividere il carico familiare in modo paritario».
Questa aspirazione alla genitorialità attraversa tutta la Gen Z, al di là del genere. Una ricerca condotta su migliaia di giovani adulti in Europa e Nord America mostra che circa 7 membri della Gen Z su 10 desiderano avere figli, una percentuale superiore a quella registrata tra i Millennial alla stessa età. La differenza fra i due gruppi sta soprattutto nel quando: la genitorialità è vista come un progetto a lungo termine, da intraprendere solo in presenza di stabilità emotiva ed economica.
Una nuova idea di paternità
@cmcnelis41 baby G such a happy guy
Uno slancio verso una nuova concezione di paternità convive con una realtà complessa. Secondo analisi economiche recenti, i ragazzi e le ragazze della Gen Z sono i più colpiti dall'aumento del costo della vita, dalla precarietà lavorativa e dalla difficoltà di accesso alla casa. Negli Stati Uniti, ad esempio, molti giovani adulti guadagnano meno, in termini reali, rispetto ai loro genitori alla stessa età, e faticano a raggiungere l'indipendenza economica.
Emerge così il paradosso di quella che viene chiamata Generation Dad: il desiderio di famiglia c'è, ma viene spesso rimandato, non per disinteresse, ma per una crescente consapevolezza delle responsabilità materiali ed emotive che la genitorialità comporta. In questo senso, la Gen Z sembra adottare un approccio più prudente rispetto alle generazioni precedenti, scegliendo di posticipare anziché rinunciare.
La situazione in Italia
@speakthisway gen z parents core #genz #genzhumor #genzparents #funny #relatable #parenting #babies #diva #kesha Anche in Italia la situazione è in linea con il trend mondiale. Secondo un’indagine della Fondazione per la Natalità in collaborazione con l’Istat, quasi il 70% dei giovanissimi tra gli 11 e i 19 anni dichiara di voler avere figli in futuro, e oltre l’80% immagina una famiglia con due o più figli. Tutto questo mentre il Paese registra uno dei livelli di natalità più bassi della sua storia recente, con circa 370.000 nati nel 2024.
La tendenza non rappresenta affatto un ritorno nostalgico al passato, tanto meno un indice da utilizzare per battaglie politiche su famiglia tradizionale e non tradizionale: i dati parlano di genitorialità, non di come questa debba essere pensata, soprattutto dal punto di vista maschile. Essere padri, per molti ragazzi, significa scegliere consapevolmente, prendersi tempo, rifiutare modelli rigidi e immaginare una famiglia più equa e presente, quasi il contrario della paternità tradizionale.











































