
Perché spesso le canzoni di Sanremo sono così “sanremesi”? Se pensate che molti brani in gara siano troppo simili fra loro, non siete soli
Per anni il Festival di Sanremo ha avuto un evidente problema: il distacco sempre più marcato tra gli artisti maggiormente ascoltati sulle piattaforme di streaming e quelli scelti per la competizione. L’apertura progressiva a personalità provenienti da una certa tipologia di pop, dall’indie e, in misura più limitata, della scena trap o hip hop ha però contribuito a rendere la manifestazione più contemporanea.
Questo cambiamento ha contribuito a far sì che Sanremo di recuperasse centralità, tornando a essere un evento molto seguito, anche e soprattutto dai più giovani, dopo un periodo di evidente stagnazione. Anche quando questi artisti vengono da scene musicali alternative, però, le loro canzoni tendono ad accostarsi a un'estetica da ballata romantica molto classica e per certi versi stereotipata (pensiamo alla canzone di Tony Effe dell'anno scorso) che dà l'impressione di trovarsi sempre di fronte a una canzone "sanremese". Ma come mai?
Sanremo 2026 e la scena indie
@sanremorai Serata 3 Maria Antonietta & Colombre "La felicità e basta" @Maria Antonietta @Colombre #MariaAntonietta #Colombre #Sanremo2026 #DaVedere #Sanremo audio originale - SanremoRai
Nell’edizione 2026 – nonostante finora sia stata giudicata poco entusiasmante – la tendenza ad aprirsi alla sonorità più apprezzate dai giovani sembra essere ancora più palese: rispetto agli anni passati, infatti, sono aumentati gli artisti noti soprattutto alla GenZ e ancora poco conosciuti dal grande pubblico, mentre sono diminuiti quelli con una carriera consolidata alle spalle; sono piuttosto numerosi, infatti, gli artisti che provengono in qualche modo dalla trap o dall'hip-pop.
Non si può dire lo stesso, invece, per chi viene dall'indie italiano, che sotto la conduzione di Amadeus aveva trovato particolare spazio: quest'anno il genere è rappresentato quasi esclusivamente da Fulminacci e dal duo Maria Antonietta & Colombre anche se entrambi, come quasi tutti del resto, hanno presentato brani piuttosto lontani dai loro rispettivi background.
Il problema della proposta musicale di Sanremo
La musica al Festival di Sanremo, comunque, finisce spesso per avere un ruolo relativamente secondario, rendendo la manifestazione soprattutto un fenomeno di costume. Una critica ricorrente, che emerge a ogni edizione, riguarda infatti l’eccessiva somiglianza di molti brani in gara: strutture prevedibili, soluzioni armoniche standardizzate e testi che ricorrono agli stessi contenuti o immaginari. Ne deriva una sensazione diffusa di ripetitività e di scarsa propensione alla sperimentazione, che sembra contraddire l’ingresso di artisti più giovani o provenienti da correnti musicali per così dire "alternative". Anche cantanti legati a generi lontani dal pop, a farci caso, tendono quasi sempre a presentare canzoni allineate al canone “sanremese” solitamente rassicurante e poco rischioso.
Questa tendenza ha a che fare con il funzionamento attuale dell'industria discografica, in cui la centralità degli autori (spesso pochi, molto richiesti e trasversali a più progetti) favorisce la standardizzazione della musica prodotta e immessa sul mercato. E Sanremo non fa che amplificare questa dinamica già esistente: più che un festival musicale, diventa una vetrina che privilegia la riconoscibilità dei brani, a scapito della ricerca a causa di tutta una serie di dinamiche, più o meno complesse. Un aspetto, questo, che però forse contribuisce a rendere Sanremo quel grande evento collettivo che è da tempo, riuscendo a tenere insieme nuove e vecchie generazioni.
Il ruolo degli autori nella musica contemporanea
Il fatto che le canzoni e i cantanti delle nuove proposte siano meglio dei big in gara la dice tutto su questo Sanremo. #Sanremo2026
— io (@fabbsmantis) February 25, 2026
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Non è del tutto raro che uno stesso autore partecipi alla scrittura e alla composizione di più brani in gara al Festival di Sanremo. Un caso emblematico si è verificato nel 2024 con Tropico, coinvolto nella realizzazione di quattro canzoni presentate contemporaneamente in concorso. Una riconferma della sempre maggiore centralità di queste figure nel mercato musicale. Ma il fenomeno è la conseguenza diretta di una serie di stravolgimenti che hanno coinvolto il settore negli ultimi anni.
A seguito della sempre maggiore rilevanza dei social network, la propensione al rischio dell’industria discografica si è man mano affievolita: le etichette investono sempre meno nello sviluppo di nuovi progetti e privilegiano artisti già in grado di garantire un certo riscontro in termini di ascolti sulle piattaforme di streaming.
In questo contesto, gli autori sono diventati figure chiave, perché – grazie al loro know how e a una conoscenza approfondita delle dinamiche del mercato musicale – riducono l’incertezza commerciale per le label, che li affiancano agli artisti su cui hanno deciso di puntare. Non è un caso che molti tormentoni estivi siano spesso firmati dagli stessi autori, forti di una lunga serie di successi precedenti. Questa tendenza, però, incide direttamente su parte della musica presente in circolazione, che trova poi spazio a Sanremo – dove quasi inevitabilmente vengono selezionati brani che sembrano un po' tutti uguali.








































