La Design Week è tutta "casa e chiesa" A Milano, simboli cristiani e atmosfere spirituali influenzano design, moda e pop culture
Durante il Fuorisalone, è come se Milano raccogliesse con una grande rete tutti i trend che hanno popolato le sfere creative del cinema, dell’arte, della moda e della musica dell’ultimo anno e li ridistribuisse in giro per la città sotto forma di eventi. Del resto la Design Week non punta a innovare, ma a riflettere i tempi che corrono e i trend che li cavalcano. Non è un caso, dunque, che quest’anno siano state proprio la purezza e la spiritualità a colorare così tante installazioni, dalla scelta di organizzare eventi all'interno di chiese e sacrestie a quella di accogliere gli invitati in stanze completamente bianche per sedersi attorno a una consolle e ascoltare in perfetto silenzio musica ambient. Finita l’epoca del clubbing e degli after party, Milano sceglie la meditazione.
Ma perché?
Confessionali, bianco candido e look gotico dominano la pop culture
I segnali che la religione - e con questo intendiamo la sua estetica, dato che parliamo di design - sarebbe tornata di moda si fanno sentire da tempo. L’intero progetto di Lux, il quarto album di Rosalia, si è ispirato alla storia delle più grandi sante non solo cristiane di sempre, un tema riflesso anche nei visual dell’opera e nello styling della cantante. Insieme a Lux, nell'ultimo anno l’immaginario gotico-religioso (churchcore per i più esperti) si è infiltrato nella pop culture tramite il cinema, con i portabandiera Nosferatu, The Conjuring, Frankenstein, Il testamento di Ann Lee, Sinners, tutti film che hanno risosso un certo successo (Oscar inclusi) e che analizzano a proprio modo temi come la spiritualità, la fede, l’occulto, la purezza e la devozione.
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Da quando è uscito l’album di Rosalia, di progetti a ispirazione religiosa ne spuntano a bizzeffe: in Italia, il trend sta intaccando cultura alta e bassa, arte e rap. Maurizio Cattelan, prima di invitare i suoi fan a una colazione in Duomo alle 7 di mattina per festeggiare l’inizio della Design Week, ha lanciato Hotline, un servizio di assistenza telefonica che riproduce la dinamica del confessionale. Parallelamente il nome del nuovo album di Shiva, uscito a inizio aprile e annunciato con le immagini del rapper in chiesa, si chiama Vangelo e contiene brani dal titolo Dio Esiste, Bacio di Giuda, Risorgere. Questa concentrazione di riferimenti cattolici nell'arte non è una coincidenza, e riflette la visione polarizzante che due generazioni italiane hanno della religione: la più matura (Cattelan, classe 1960) la beffeggia; la più giovane (Shiva, classe 1999) vi si avvicina.
I codici della spiritualità reinventati in Design Week
@lameraviglia Milan Design Week hasn’t even officially started yet and it’s already amazingggg #mdw #milandesignweek #prada #pradaframes #milano la petite fille de la mera - Lucidity
Senza continuare a elencare tutti gli esempi che nell'ultimo anno, dal grande schermo a Spotify, si stanno servendo dell’immaginario cristiano o generalmente religioso a scopo mediatico (aggiungiamo al mix anche l’ascesa dei preti influencer, controversie annesse), arriviamo al dunque: la spiritualità in Design Week. Perché tra installazioni ambientate all'interno di chiese sconsacrate ed eventi che prendono forma in stanze completamente vuote, pallide e silenziose, è abbastanza evidente l'impatto che l'immaginario religioso sta avendo sul design milanese - e non parliamo di un'estetica autentica, ma di uno stile derivativo creato dalla pop culture per la pop culture.
Tra le attività in chiesa questa settimana ha lasciato il segno Prada Frames, il simposio annuale a cura di Formafantasma che ha accolto i visitatori nel complesso di Santa Maria delle Grazie, sito storico nel centro di Milano che ospita l'Ultima Cena di Leonardo Da Vinci. All'interno della Sacrestia hanno preso il via conferenze e concerti, tra dialoghi che ponevano l'accento «sull'immaterialità della cultura contemporanea e della sua tendenza a privilegiare la rappresentazione rispetto ai fatti».
Anche Aesop, brand australiano di prodotti per la cura personale, ha partecipato al Fuorisalone in chiesa, a Santa Maria del Carmine nel quartiere di Brera. Celebrando l'artigianato attraverso una collaborazione con l'architetto Rodney Eggleston, il brand ha accolto i visitatori in uno spazio raccolto che celebrava la luce e le mani che la plasmano. Il focus del progetto era la lampada creata dall'architetto per Aesop, ma il set, tra mura di legno intarsiato e raffigurazioni religiose, ha lasciato il segno.
Oltre alle chiese, un altro codice associato alla religione cristiana si è fatto spazio tra le attività di questo Fuorisalone. Parliamo del pane, un alimento da tempo protagonista degli eventi più esclusivi di Milano e che questa settimana è finito più volte sotto i riflettori, dalla partecipazione del panificio di Davide Longoni allo showroom di Alcova con un pop-up dedicato all'attivazione di Alessi, che ha reso omaggio a Ettore Sottsass, alla convivialità e all'arte del pane con La Bella Tavola.
Milano in cerca di comfort
Insomma, nel 2026 il design ha seguito l'arte, il cinema e la musica, e ha cercato ispirazione nella spiritualità e nei suoi codici. A Milano, le chiese hanno fatto da sfondo a concerti, conferenze e installazioni immersive, mentre il pane ha riportato l'attenzione sull'importanza della condivisione. Forse il fenomeno non è altro che un trend passeggero, o forse è un segno dei tempi: in un momento carico di tensioni sociali e politiche, in cui i nostri schermi sono dominati da immagini di guerra affianco ad altre prodotte dall'AI, l'industria creativa cerca la soluzione nell'immagine antica e rassicurante di un altare e di un pezzo di pane. La risposta alle incertezze non è nella pratica della religione, sia ben chiaro, ma nella sua rappresentazione; è l'estetica, dopotutto, quella che finisce online.