Fareste mai colazione all'alba con Maurizio Cattelan? Il 20 aprile potrete farlo
La Milano Design Week 2026 è alle porte e, ormai diventata la settimana più attesa dell’anno, facendo quasi concorrenza alle Fashion Week, continua ad imporsi come un evento culturalmente in crescita e più immersivo che mai. A cavalcare l’onda e, ad aprire le porte del Fuorisalone, è Maurizio Cattelan, l’enfant terrible dell’arte contemporanea, che ha annunciato al pubblico una colazione alle sette del mattino in Piazza Duomo.
A caratterizzare l’evento, al di là della sua natura bizzarra, è l’escamotage del baratto: tutti i partecipanti sono invitati a presentarsi con «un oggetto strano, brutto, bello, originale, banale, come vi pare, l’importante è che si possa tenerlo tra le mani», recita l’invito. L’idea è quella di provare a scambiarlo, magari, con gli oggetti di qualche designer affermato presente all’evento. Infatti, l'artista sarà affiancato dal critico d’arte Nicolas Ballario e, tra gli ospiti, ci saranno nomi come Stefano Seletti, Fabio Novembre, Marcantonio, Charley Vezza, Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Matteo Cibic, Elena Salmistraro, Rudi Won Vedel, Rota Jorfida e Massimo Rosati.
Colazione con baratto
L’evento, organizzato da Cucù e promosso da Living Corriere e Museo del Novecento, con il sostegno di Lavazza, rispecchia per certi versi lo spirito della Design Week. Come affermato dallo stesso Cattelan, si tratta di riflettere sulla natura degli oggetti: “scegliendo tra pezzi curiosi, iconici, affettivi, eccentrici o inattesi, ed entrare così in una dinamica di relazione e scambio costruita attorno al valore - reale, simbolico o sorprendente - che gli oggetti sanno generare”. D’altronde il Design, sia per la sua natura progettuale sia per il suo valore utilitario nel quotidiano, ruota proprio attorno agli oggetti e alla loro capacità di evocare immaginari e suggestioni diverse e, al contempo, accompagnarci nella vita di tutti i giorni.
Se dimentichiamo per un attimo la possibilità di scambiare con lo stesso Cattelan, o chiunque altro, un oggetto dal valore inestimabile (il solo fatto che appartenga ai grandi volti dell’arte lo rende una sorta di reliquia), la sua dimensione contemplativa non è da sottovalutare. Infatti, il Fuorisalone sta attirando sempre più persone, sia coloro che sono interessati al design, sia chi viene semplicemente attratto dalle nuove installazioni immersive. Lo dimostra anche la presenza di alcuni brand di moda, che si stanno ritagliando uno spazio all’interno del Salone del Mobile, come ad esempio Gucci con il progetto Gucci Memoria by Demna.
Cattelan ha capito tutto
Se il rischio è quello di banalizzare il Design come disciplina, una nota positiva coincide però con il renderlo più accessibile, e comprensibile, a differenza delle Fashion Week che continuano a manifestarsi come momenti esclusivi e spesso inaccessibili. Se più voci si aggiungono al discorso contemporaneo sul Design, significa che la "massa" è ancora in grado di arricchire e contaminare questo ambito, seppur con qualche rischio. D’altronde, le materie complesse, in quanto frutto della riflessione di altri, è giusto che vengano raccontate al pubblico, anche a quello più inesperto, ed è legittimo che la narrazione si adatti, senza perdere la propria autenticità e il proprio valore culturale.
La creatività è il risultato delle riflessioni di coloro che hanno accesso ad un mondo esclusivo e a tratti magnifico, riuscendo ad essere, al tempo stesso, riflesso della contemporaneità. Per questo motivo, la pluralità di voci, anche in termini di popolarità del Salone del Mobile, rappresenta un’occasione imperdibile, così come fare colazione con un esponente dell’arte contemporanea come Maurizio Cattelan. Se continuano a nascere polemiche sulla popolarizzazione della Design Week, forse sarebbe più utile interrogarsi sulle modalità della sua comunicazione e sulla qualità dei suoi contenuti. E forse Cattelan, seppur “costringendo” i suoi commensali a svegliarsi all’alba per partecipare al suo simposio creativo, sta facendo esattamente questo.