Come è andato l’evento "A Study of Flavor" di Ploom e nss magazine al Fuorisalone 2026 La food artist Jil Zander è stato protagonista della seconda attivazione di Ploom per la Design Week

Dopo il successo della prima serata di A Study of Milan and its AURA firmato da Ploom* e da nss magazine, che ha visto l'artista Bianca Peruzzi creare un'installazione luminosa di nome A Study of Light, ieri è stato il turno del secondo capitolo A Study of Flavor firmato dall'artista tedesca basata a Barcellona Jil Zander, diventata celebre sulle scene per aver fondato uno studio che si occupa di esperienze immersive, installazioni effimere, spatial design e concetti culinari innovativi.

Il suo lavoro unisce scenografia, object design, food styling e narrazione visiva, creando atmosfere uniche per un enorme numero di clienti che vanno dal mondo dell'hotellerie fino alla moda e al design. Per Ploom, l'artista ha voluto descrivere il senso del gusto come uno strumento della progettazione artistica, tracciando una correlazione tra memoria, estetica e percezione attraverso le sue composizioni edibili calate in un ambiente immersivo firmato Ploom. Lo spazio era dominato da cinque sculture di cibo, ciascuna composta da 200 bocconi, presentate su strutture custom realizzate in metallo e legno bruciato scuro, a sottolineare un'estetica futuristica che dialoga con l'ambiente circostante. Le note aromatiche alla base del lavoro di ricerca di Ploom ovvero cacao, spezie calde, dolcezza e toni aromatici, sono state reinterpretate attraverso sapore, texture e forma con ogni food station accompagnata da una descrizione del sapore, parte integrante dell'installazione.

Il menu era composto da cinque proposte food: grissini di farro integrale con ricotta al miele, chips di tapioca e barbabietola con pepe e chips di patate, una selezione di formaggi locali, morbide sfere di crumble al cioccolato e cardamomo, e una focaccia nera con pomodoro e olio al sesamo infusa con tè nero e legno. Ad accompagnare il cibo c'erano tre cocktail signature che seguivano la stessa narrativa aromatica: un Tobacco, Mint & Rum frizzante, un Black Tea, Gin, Fig Leaves & Smoked Honey, e un Hibiscus & Thyme frizzante. I drink hanno tradotto le note aromatiche  raccontate da Ploom in Design Week in composizioni rinfrescanti che sono state pre-miscelate e servite dal bancone per garantire un'esperienza fluida agli ospiti. Un progetto complesso che di cui la stessa Jil Zander ci ha raccontato l'ideazione.

Come hai sviluppato il tuo approccio alla direzione creativa nelle installazioni effimere e nelle esperienze multisensoriali, e cosa rende unico il tuo metodo?

Jil Zander: Il mio approccio si è sviluppato in modo piuttosto organico, lavorando attraverso discipline diverse—eventi, cibo, design spaziale e attivazioni di brand. Sono sempre stata più interessata a progettare momenti piuttosto che immagini statiche. Non separo gli elementi in categorie come set, cibo o esperienza. Vedo tutto come parte di un unico sistema narrativo. Un tavolo, una texture, un piatto, un riflesso di luce—hanno tutti lo stesso peso e sono semplicemente materiali con cui sperimentare. Sono particolarmente attratta dai formati effimeri perché permettono un’intensità unica. Entri in uno spazio, provi qualcosa di molto specifico, e poi scompare. Questa temporalità crea un forte valore emotivo.

Qual è l’importanza del set design e dell’object design nella creazione di narrazioni immersive per eventi o progetti, e come scegli gli elementi da includere?

Jil Zander: Il set design non è decorazione—è struttura. Definisce come le persone si muovono, interagiscono e percepiscono il tempo all’interno di uno spazio. L’object design è il punto in cui la narrazione diventa intima. Un bicchiere, un piatto, una scelta di materiale—sono gli elementi con cui le persone entrano fisicamente in relazione. Rendono l’esperienza tangibile e sono direttamente connessi al cibo. Di solito parto da una direzione emotiva molto chiara—quasi come un’atmosfera o una tensione—e poi costruisco l’ambiente attorno a essa. Seleziono elementi che rafforzano quella sensazione ed elimino tutto ciò che appare superfluo.

Come integri il food styling e i concept creativi legati al cibo nelle tue installazioni, e qual è il loro impatto sull’esperienza complessiva?

Jil Zander: Il cibo è uno degli strumenti narrativi più potenti perché coinvolge tutti i sensi contemporaneamente. È visivo, tattile e profondamente emotivo. Nel mio lavoro, il cibo non è mai semplice catering—fa parte della scenografia. Può riflettere la luce, portare colore, creare ritmo su un tavolo o persino rompere le aspettative. Collaboro spesso con chef e artigiani per tradurre un concept in forma commestibile. A volte è molto minimale, quasi scultoreo. Altre volte è più espressivo. Ma deve sempre essere coerente con lo spazio. È anche uno degli aspetti più memorabili—le persone possono dimenticare un dettaglio visivo, ma ricordano cosa hanno assaggiato e come le ha fatte sentire.

Come bilanci gli aspetti multidisciplinari (dalla direzione creativa all’object design) nel tuo studio, e quali principi guidano il tuo processo?

Jil Zander: Tutto parte da un concept chiaro, e quel concept guida ogni decisione attraverso le diverse discipline. Che si tratti di un materiale, di un menu o di un intervento spaziale, tutto riconduce alla stessa idea centrale. Lavoro a stretto contatto con collaboratori a seconda del progetto. La mia collaborazione continuativa con la mia partner creativa e art director Elisabeth Herzog, per esempio, si basa su un dialogo naturale tra linguaggio visivo e composizione spaziale. Mentre io mi concentro fortemente sulla narrazione, sul cibo e sulla direzione esperienziale, lei porta una sensibilità visiva distinta che affina la chiarezza estetica del progetto.

Raccontaci del progetto che hai sviluppato con Ploom e nss magazine per la Design Week 2026.

Jil Zander: Il progetto A Study of Flavor con Ploom e nss magazine è concepito come un ambiente altamente sensoriale—qualcosa che sembra quasi sospeso tra oggetto e atmosfera. Abbiamo lavorato con una palette contenuta—legno, metalli, riflessi morbidi, suoni amplificati e illuminazione controllata—per creare uno spazio che evolve sottilmente mentre lo si attraversa. Il cibo e lo spazio riflettono l’identità del brand, con i suoi colori e sapori. Lo spazio è stato un ambiente multisensoriale, in cui le persone sono staate immerse in un’installazione effimera della durata di quattro ore, accompagnata da un’installazione luminosa di Bianca Peruzzi e da un paesaggio sonoro curato da nss magazine e DJ Cheelo. Ho sviluppato questo concept insieme a Elisabeth Herzog, allo chef locale e servizio catering Mimosa Milano e a creativi locali per dare vita a questa esperienza immersiva e mostrare l’intersezione tra cibo, spazio e ospitalità contemporanea.

*EVENTO RISERVATO A CONSUMATORI ADULTI. PLOOM È UN PRODOTTO DESTINATO A CONSUMATORI ADULTI. QUESTI PRODOTTI NON SONO PRIVI DI RISCHIO. È PREVISTO L'USO DI STICK CONTENENTI NICOTINA, UNA SOSTANZA CHE CREA DIPENDENZA.