Trump è Gesù o l’Anti-Cristo? La politica americana è sempre più confusionaria

Immaginate che il Presidente degli Stati Uniti d’America abbia attivamente un beef con il nuovo Papa (anche lui americano). Ora immaginate che dopo diversi battibecchi lo stesso presidente pubblichi sui social media un’immagine – chiaramente fatta con l’AI – di sè stesso raffigurato come Gesù Cristo Salvatore che cura un uomo con i suoi poteri. Ecco, non c’è bisogno di immaginarlo perché è proprio quello che Donald Trump ha pubblicato nella giornata di ieri sul suo profilo ufficiale di Truth Social. Il post è riuscito a fare così tanto scalpore che, dopo aver offeso l’estremissima destra americana, Salvini, Fox News, Trump è stato accusato di essere l’Anti-Cristo. Ma cosa è successo effettivamente?

L’immagine di Trump come Gesù

@msnow “That’s him depicting himself as Jesus Christ. That is blasphemy in its purest form.” MS NOW's @alextabetmsnow spoke with Christian Trump voters in Florida about their reaction to an AI-generated image the president shared, portraying himself as a Jesus-like figure. The post has since been deleted from Trump's social media platform. #news original sound - MS NOW

Sono ormai mesi che Trump pubblica sui suoi canali personali (e istituzionali) immagini e video grotteschi e surreali fatti con l’AI. L’immagine mostrava Trump vestito con una tunica bianca e rossa, immerso in una luce dorata tipica dell’iconografia cristiana, mentre guariva un uomo malato con un gesto quasi miracoloso, sotto lo sguardo di una figura in preghiera. Il presidente ha inizialmente minimizzato, sostenendo di aver pensato a una rappresentazione di sé come medico e non come Cristo, salvo poi cancellare il post dopo ore di backlash.

Come sottolinea anche il Guardian, la comunicazione del Presidente si è sempre più appoggiata a contenuti generati dall’intelligenza artificiale, fatta di meme provocatori e immagini volutamente ambigue, in una strategia che sembra puntare a occupare costantemente il ciclo mediatico anche a costo di superare qualsiasi limite simbolico. Secondo WIRED, questa strategia ha però iniziato a produrre crepe anche all’interno del suo stesso ecosistema. Per anni il linguaggio religioso è stato uno degli strumenti principali per mobilitare la base MAGA, ma la continua sovrapposizione tra politica e simbologia cristiana ha finito per esagerare, provando ad avvicinarsi troppo al divino. 

La frattura con la base MAGA

Per la prima volta in modo così evidente, la reazione più dura non è arrivata dall’opposizione, ma dall’interno, con diversi esponenti della galassia MAGA che sono passati nel giro di pochi giorni dal definire Trump «scelto da Dio» a chiedersi se non rappresenti il suo opposto, l’Anti-Cristo. Ora, chiamare Donald Trump il nemico escatologico del Messia potrebbe essere un po’ esagerato, però bisogna ricordarsi che la religione, soprattutto quella cristiana/evangelista negli Stati Uniti, resta uno dei pilastri identitari più difficili da scalfire, e mettersi contro quel sistema di valori significa entrare in un territorio politicamente pericoloso anche per chi, come Trump, ha costruito il proprio consenso su una base ideologicamente compatta.

Il segnale più interessante, però, arriva dal contesto geopolitico più ampio. La recente caduta politica di Viktor Orbán, leader del partito di estrema destra Fidesz e PM dell'Ungheria, apre uno scenario in cui il fronte sovranista internazionale appare meno compatto rispetto al passato. E anche figure come Giorgia Meloni, che negli ultimi anni hanno mantenuto un rapporto stretto e strategico con Trump, nelle ultime settimane hanno mostrato segnali di distanza, soprattutto rispetto alla gestione del conflitto con l’Iran e alla deriva comunicativa sempre più estrema. Proprio per questo, l’episodio dell’immagine “messianica” potrebbe segnare un punto di rottura, non tanto con l’opposizione, ma con quella rete di alleanze politiche, culturali e religiose che hanno reso possibile l’ascesa e la tenuta del trumpismo negli ultimi anni. Perché se c’è un limite che nemmeno la politica spettacolo può permettersi di oltrepassare senza conseguenze, è quello dell’«oppio dei popoli».