Perché il Vaticano sta collaborando con l’industria delle AI? La spiegazione ufficiale potrebbe arrivare con la prima enciclica di Papa Leone XIV

Oggi Papa Leone XIV pubblicherà la prima enciclica del suo pontificato. Non parlerà degli argomenti teologici che molti si aspettano, ma sarà dedicata interamente all'intelligenza artificiale. Si chiama Magnifica Humanitas e sarà rivolta, come ha detto anche il New York Times, non solo ai cattolici, ma alle «persone di buona volontà» in tutto il mondo. Il che, si presume, include anche i grandi signori dell’AI della Silicon Valley, uno dei quali sarà presente a Roma.

È stato infatti annunciato alla presentazione dell'enciclica partecipi anche Christopher Olah, un ateo dichiarato che però è il co-fondatore di Anthropic e si occupa del team di "interpretabilità" dell’azienda, incaricato di indagare il funzionamento intimo delle AI. E la sua presenza non deve stupire dato che in realtà la Chiesa ha seguito il sorgere delle AI da oltre un decennio e un’azienda come Anthropic ha molto impiegato l’esperienza di teologi, capi religiosi ed esperti del campo per dare ai propri modelli di linguaggio una profondità umana che la semplice tecnologia computativa non è in grado di dare. Ma perché la Chiesa sta collaborando con l’industria delle AI?

Il rapporto tra Chiesa e Silicon Valley

A partire dal 2016, la Chiesa Cattolica ha avviato un’iniziativa nota come i Dialoghi di Minerva, un ciclo di incontri annuali che mette insieme esponenti del mondo tecnologico e rappresentanti della Santa Sede sul tema dell’AI. L’iniziativa nacque dal frate domenicano Éric Salobir, che riuscì a portare a Roma scienziati del MIT e leader della Silicon Valley riunendoli nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, luogo che fu anche quello del processo a Galileo. Tra i partecipanti venuti a queste conferenze negli anni ci sono Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn; gli ex-CEO e vicepresidente di Google, Eric Schmidt e James Manyika e il dirigente di Microsoft Kevin Scott.

L’idea è sempre stata quella di giocare d’anticipo rispetto alla nuova tecnologia, creando un network di dialogo tra Silicon Valley e Santa Sede ma soprattutto provando ad arrivare pronti per quella che pareva una nuova rivoluzione industriale. Nello stesso anno della fondazione dei Dialoghi di Minerva, Papa Francesco incontrò in privato Eric Schmidt, allora Executive Chairman di Google; Tim Cook e, qualche mese più tardi, anche Mark Zuckerberg. Tre anni dopo il papa incontrò anche Brad Smith, presidente di Micrsoft che poi tornò a incontrare il pontefice l’anno successivo insieme a John Kelly III, direttore della ricerca di IBM e uno dei massimi esperti sull’AI.

E nel corso degli anni il forum ha influito sulla creazione di diversi documenti come il Rome Call for AI Ethics del 2020 il documento Antiqua et Nova, di tema più dottrinale, presentato nel gennaio 2025. Fin dall’inizio la posizione ufficiale della Chiesa è quella di garantire che lo sviluppo dell’IA resti al servizio della dignità della persona e del bene comune. Poco dopo la pubblicazione della Rome Call, Dario e Daniela Amodei fondarono Anthropic nel 2021, posizionandolo come il laboratorio AI più attento all'etica e dunque più predisposto a interagire con il Vaticano tramite la divisione diretta da Christopher Olah.

Anthropic e la teologia delle AI

@abdimarihotmarbun

Pope Leo XIV met Friday with participants in the International Conference on Artificial Intelligence, entitled "Preserving human faces and voices." He pointed out that the Al age and our response to it is an essential theme for the Church, as she seeks to help everyone grow to full maturity. "It is my hope," he said, "that these reflections lead to a restored trust in technology as a fruit of the genius of the human person in harmony with God's creative design." credit video IG reels vaticannews

suara asli - Adie Marbun

A partire dal gennaio 2025, Olah organizzò incontri con leader religiosi e filosofi a San Francisco. L'obiettivo era di natura tecnica ma anche filosofica: definire cioè una teoria della mente, a metà tra la religione e la scienza cognitiva, per capire come si potesse conferire una moralità umana alle macchine. Il prodotto più tangibile di questo dialogo è la Costituzione di Claude, soprannominata "soul doc" (ovvero “documento dell'anima”) che definisce il carattere, i valori e i comportamenti del modello AI di Anthropic.

Per scrivere questo “soul doc” si riunirono diversi filosofi e studiosi tra cui un buon numero di  pensatori cattolici, tra cui Brian Patrick Green, direttore dell'etica tecnologica alla Santa Clara University; Padre Brendan McGuire, un sacerdote della Silicon Valley con una laurea in informatica e matematica, co-fondatore dell'Istituto per la Tecnologia, l'Etica e la Cultura di Santa Clara; il Vescovo Paul Tighe, segretario del Dicastero vaticano per la Cultura e l'Educazione che avviò i Dialoghi di Minerva e co-autore del documento Antiqua et Nova che questi influenzarono. Al netto dell’aspetto religioso (Olah è ateo, come dicevamo) c’era l’esigenza tecnica di scavalcare la fondamentale amoralità dell’AI per rendere il modello capace di fare buone decisioni.

Ovviamente in questo discorso non poteva non rientrare anche Trump. Nel febbraio 2025, Anthropic si oppone pubblicamente all'uso dei propri sistemi AI per droni miliari e per la sorveglianza di massa dei cittadini americani, entrambe questioni che il Vaticano aveva esplicitamente condannato e che Peter Thiel con il suo Palantir è stato felice di trascurare. Trump cancellò un contratto da 200 milioni di dollari con il Pentagono e dichiarò Anthropic un rischio per la sicurezza. L’azienda contestò la decisione in tribunale e presentò un documento firmato da quattordici teologi e accademici cattolici a proprio sostegno. Fu la prima volta che, anche se indirettamente, la Chiesa parteggiava per un’azienda AI in un affare governativo.

I rapporti tra Chiesa e Ai si strinsero poi con il Builders Artificial Intelligence Forum alla Pontificia Università Gregoriana di Roma (che si riunirà per la terza volta nell'autunno 2026) e con la fondazione del network DELTA all'Università di Notre Dame nato per «formare le anime» di chi costruisce e usa l'intelligenza artificiale. Nel frattempo, venne eletto Papa Leone XIV, un nome che si riferisce a Leone XIII, il papa che alla fine dell'Ottocento scrisse l'enciclica Rerum Novarum sui diritti dei lavoratori durante la prima Rivoluzione Industriale, mettendo la Chiesa al centro del dibattito sociale più urgente della sua epoca. Questo papa vuole fare lo stesso. La posizione ufficiale è che la Chiesa è sempre stata pro-tecnologia ma solo se viene usata per il bene.

Perché la Chiesa cattolica e non altre religioni?

Parlando con The Atlantic, l’importante investitore tech Reid Hoffman ha detto di aver chiesto anche a esponenti del buddismo senza avere successo. In realtà però l’AI “preferisce” la Chiesa, perché il Cattolicesimo è la religione più centralizzata al mondo e si rivolge a 1,4 miliardi di fedeli. È anche l’istituzione più preparata a discutere di questi temim, avendo alle spalle duemila anni di teologia sui temi dell’umanità, della mente, della dignità e della virtù.

Il rapporto tra i due mondi è anche, forse, di convenienza. Gli oligarchi tech sanno di avere bisogno di legittimità morale (o direttamente di moralità) mentre la Chiesa vuole rilevanza. Dopo decenni di scandali e secolarizzazione, il frangente storico in cui troviamo e la regolazione dell’etica delle AI è un'opportunità per dimostrare che la tradizione cattolica è ancora importante per il mondo moderno. E sempre su questo rapporto ci sono dubbi più ampi sul fatto che le AI siano intrinsecamente non etiche che l’attenzione del mondo tech sia motivata solo da una questione politica e di marketing. Non di meno, come ha detto Padre Salobir a The Atlantic: «Puoi essere in disaccordo con la pioggia, ma ti bagnerai lo stesso».

Oggi, con Magnifica Humanitas, questo dialogo giunge al suo culmine istituzionale dato che le parole verranno direttamente dal Capo della Chiesa. Non possiamo sapere quanto l’intervento del papa potrà definire il futuro comportamento dei baroni del tech (che non definiremmo proprio degli esempi di pietà e religione) ma a giudicare da come il senso di impotenza di fronte alla nascita di un nuovo autoritarismo politico alimentato dalla tecnologia ha fatto del Papa una figura di “buono” a cui appellarsi, l’enciclica potrebbe avere un fortissimo impatto negli anni a venire, se non altro sulla percezione della Chiesa.

Continua a leggere