
I costumi da bagno sono il nuovo ready-to-wear? Come il swimwear ci salverà da questa estate bollente

Ormai vestirsi a luglio non è più una scelta di stile: è una strategia di sopravvivenza quotidiana con cui i nostri corpi sudati devono fare i conti. La colpa, com'è noto, è in gran parte nostra, ma mentre i geologi certificano che queste ondate di calore subtropicale sono il risultato diretto del nostro impatto nocivo sul pianeta, il fashion system risponde nell’unico modo che conosce per elaborare il lutto ecologico: fatturando.
Non a caso, dall’inizio della bella stagione le ricerche social su come vestirsi senza collassare sono letteralmente esplose. Eppure, proprio nell’estate dei micro-short e delle jelly shoes, le risposte della moda contemporanea sembrano convergere verso un'unica, drastica soluzione: spogliarci. È qui che prende forma una sorta di heat-wear estivo, nato direttamente dal surriscaldamento globale in cui i confini tra l'asfalto della città e la sabbia della spiaggia si azzerano definitivamente, trasformando il costume da bagno nel nuovo ready-to-wear.
Le proposte swimwear in passerella
A ben guardare, questa invasione del swimwear nel guardaroba di tutti i giorni era un risvolto inevitabile. Dopotutto, siamo reduci da anni di nostalgia Y2K e dal ritorno dell'estetica della Surfer Girl. Diversi brand, infatti, hanno dirottato verso questa rotta massimalista e ipercolorata. Nell’ultima collezione estiva di David Koma per Blumarine e nella Resort 2026 di Dsquared2 i costumi da bagno vengono abbinati a baby tee, jeans slavati a vita bassa e sottili tacchi glitterati, restituendo look che sembrano usciti da un crossover genetico tra Paris Hilton e Sharpay Evans di High School Musical.
Se da The Attico troviamo vestiti fluo in jersey trasparente che sembrano dei copricostumi, Alix Higgins porta in passerella un classico bikini a triangolo che viene indossato sopra a una long sleeve. A questo proposito, spesso nelle collezioni il bikini non si esibisce da solo, ma diventa il pretesto per un gioco continuo di layering. Da Miu Miu, Miuccia Prada fa spuntare i lacci dei costumi da bagno da sotto grembiuli di pizzo, mentre Marc Jacobs spinge sull'acceleratore della nostalgia anni '80 con un fashion show (SS27) "plasticoso" dove i top bikini convivono con collant fluo e camicie in PVC.
Sulla scia degli eighties anche Anthony Vaccarello per la Resort 2026 di Saint Laurent fa indossare costumi interi e hot pants dai colori sgargianti sotto lunghi abiti da sera dallo spacco vertiginoso. In alcuni casi i codici dell'abbigliamento da mare sembrano confondersi in look quotidiani. Ad esempio, per Jean Paul Gaultier, Duran Lantink ha utilizzato la silhouette delle tute da sub e i classici slip sgambati per realizzare dei look dall’animo surrealista con stampe trompe oeil, invece da Laura Gerte e Bevza troviamo costumi in lycra a vista che fuoriescono da una longuette e un abito con uno scollo-conchiglia.
Questa contaminazione tra ready to wear e swimwear ha trovato il suo habitat naturale soprattutto nei fashion show "fuoriporta", che i brand di lusso hanno ormai trasformato in veri e propri manifesti della vita lenta vacanziera. Da un lato Chanel ha portato in passerella, sullo sfondo della spiaggia di Biarritz, costumi dal taglio anni '20 portati con cuffie logate e abbinati alle classiche giacche in tweed della maison, dall’altro sotto il sole cocente della Corsica Simon Porte da Jacquemus fa sfilare per la SS27 bikini che si intravedono sotto abiti trasparenti e top a righe pastello accostati a gonne fluide, costruendo un guardaroba nato appositamente per i ritmi rilassati dei villeggianti d'élite.
L’ossessione metallica
I richiami al swimwear si esprimono soprattutto sul piano tattile e materico. A tal proposito, in diverse collezioni si registra un frequente uso di materiali sintetici come il lurex. Questa fascinazione metallica ha coinvolto Di Petsa che è partita dal mito di Medusa per costruire la sua più recente collezione, traducendo l'estetica seascape in abiti di lurex, la cui trama granulosa ricorda i capelli serpentini della creatura ipnotica. Se per Missoni queste superfici scintillanti e ruvide sono da sempre un elemento imprescindibile del DNA del marchio, da Roberto Cavalli il trend risveglia l'istinto animale del brand attraverso jumpsuit a zampa in lurex e body d'archivio con stampe squamate.
Anche Alèmais ha ceduto al trend, portando sull'Isla del Rey a Minorca completini in lurex dai colori vitaminici, perfetti per riflettere la luce del tramonto. Questo trend ha contaminato anche le visioni più insospettabili. Ad esempio, Alessandro Michele ha presentato per Valentino Resort 2027 una t-shirt stretch dalla finitura quasi metallizzata che, per aderenza e fit, ricorda istantaneamente i costumi delle atlete del nuoto sincronizzato, invece Demna da Gucci FW26 usa il jersey laminato come sinonimo di un sexy stereotipato e sfacciato: prima con una gonna metallica stratificata sopra collant brillanti e poi con un look uomo argentato che ricorda una versione glamour dell'Uomo di Latta del Mago di Oz.
La moda ha ancora bisogno del swimwear
@gucci Beach essentials #GucciMonteCarlo original sound - Gucci
Il swimwear continua ad essere corteggiato dal fashion system, come dimostrano le recenti campagne estive dei brand di lusso come “La Vacanza” di Versace e “Gucci Monte Carlo” che racconta lo sfarzo delle estati lussuose nel Principato. Inoltre non mancano collaborazioni e scelte di marketing di alcuni marchi, ormai capaci di intercettare ogni tipo di target, che mettono sempre più al centro il swimwear. Da un lato c'è Dsquared2 che con la sua ultima campagna di costumi ha cavalcato l'estetica dell’estate paradisiaca in Brasile.
Invece, l'alternativa per un’estate old money si dividerà tra un costume di Emilio Pucci dalle stampe anni ‘70 o un due pezzi della nuova collaborazione tra Burberry e Hunza G, capace di unire il seersucker sintetico più famoso del bagnasciuga all'iconico check britannico. Non ci resta che accettare l’estate più calda di sempre e rassegnarci all'idea che l'unico modo per sopravvivere alle ultime settimane di lavoro in ufficio sarà presentarci in un bikini di lurex, sperando che il nostro capo apprezzi lo sforzo di averci abbinato un blazer.






































































