Capire il dietrofront di OpenAI su Sora Una notizia che dice molto sulla nuove strategia di Sam Altman

Il team di sviluppo di Sora, il software di intelligenza artificiale di OpenAI che consentiva di generare video realistici a partire da un semplice prompt, ha annunciato la chiusura dell’app. Si tratta di un cambiamento improvviso e molto significativo, destinato a produrre effetti non trascurabili nel settore tecnologico e dell’intrattenimento con ripercussioni che potrebbero estendersi ben oltre il mercato statunitense.

La chiusura di Sora non è rilevante solo per l’azienda di Sam Altman, ma anche per gli altri player attivi nell'ambito dell’AI generativa applicata alla produzione video. Google, per esempio, si trova ora in una posizione di vantaggio in questo campo, avendo la concreta possibilità di consolidare la sua leadership nella generazione di video realistici basati sull'intelligenza artificiale grazie al suo tool Veo.

Perché Sora è stata dismessa?

Non sono ancora del tutto chiare le ragioni che hanno spinto OpenAI a decretare la fine del progetto Sora. Una delle ipotesi più diffuse tra gli analisti è che i costi necessari per sviluppare e mantenere la piattaforma fossero diventati troppo elevati, soprattutto in una fase in cui l’azienda sembra intenzionata a concentrare risorse e investimenti in settori considerati più redditizi e con una domanda commerciale più solida, come il vibe-coding.

Secondo diversi osservatori, l’entità degli investimenti di OpenAI destinati a Sora appariva sproporzionata rispetto alla mancanza di una reale domanda di mercato per prodotti di questo tipo. Non a caso, l'azienda di Sam Altman starebbe spostando maggiormente la propria strategia verso tool destinati alle imprese - un segmento in cui si è già ritagliata uno spazio rilevante la concorrente Anthropic.

E il celebre accordo tra Sora e Disney?

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Una delle prime conseguenze legate alla chiusura di Sora riguarda la Disney, che di fronte a questo scenario si sarebbe dovuta ritirare dal noto accordo con cui si impegnava a investire circa un miliardo di euro in OpenAI, rendendo disponibili per tre anni oltre 200 dei propri personaggi all’interno di Sora. L’intesa era stata interpretata da vari esperti anche come un tentativo di risolvere il problema delle frequenti violazioni del diritto d’autore e delle numerose controversie emerse dopo la diffusione dello strumento. Sora, infatti, permetteva agli utenti di utilizzare proprietà intellettuali senza il consenso dei titolari dei diritti e senza il pagamento di licenze da parte di OpenAI.

Per Disney l'accordo avrebbe rappresentato un modo per integrare le tecnologie di OpenAI nei propri processi produttivi e colmare il divario tecnologico con alcune aziende concorrenti, tra cui Netflix. Proprio per questo, secondo diversi commentatori, la società potrebbe ora valutare nuove collaborazioni con altre grandi aziende attive nel settore dell’intelligenza artificiale.