L'AI sta motivando enormi tagli al personale Amazon ha annunciato che licenzierà oltre 30mila dipendenti, Microsoft e Meta più di 15mila

I progressi nel campo dell’intelligenza artificiale sono piuttosto sbalorditivi per gli standard a cui è abitato il grande pubblico, ma secondo molti esperti di tecnologia non sono poi così dirompenti come spesso vengono presentati dagli stessi manager delle principali aziende del settore. Da tempo, all'interno dell'ambito, si dice che utilizzare gli strumenti di AI per risolvere compiti molto semplici come fa la maggior parte degli utenti equivale a usare una Lamborghini per consegnare una pizza.

In merito alla reale solidità del settore dell’intelligenza artificiale si parla del rischio della formazione di una bolla, che presto o tardi potrebbe scoppiare. Secondo alcuni analisti, l'esigenza di molte aziende di affermarsi nel campo dell’AI verrebbe talvolta sfruttata per giustificare necessarie riorganizzazioni interne e riduzioni del personale, soprattutto in realtà che negli ultimi anni si sono espanse troppo rapidamente – come diverse Big Tech.

Le aziende annunciano investimenti nell'AI e poi riducono i dipendenti?

@carolinehydetv #jobcuts come again for #meta and #microsoft as they “offset” other investments…in AI. No wonder the backlash is growing in the general public. #ai original sound - Caroline Hyde

Alcune grandi aziende tecnologiche stanno ridimensionando i propri piani di assunzione o avviato tagli al personale, nonostante gli annunci di ingenti investimenti in ambiziosi progetti di intelligenza artificiale. A febbraio, per esempio, Amazon ha fatto sapere che destinerà circa 200 miliardi di dollari allo sviluppo di infrastrutture e tecnologie legate all’AI – parallelamente, però, ha comunicato che licenzierà oltre 30mila dipendenti.

Anche Microsoft e Meta hanno detto che effettueranno grossi tagli al personale, che potrebbero arrivare a coinvolgere nel complesso più di 15mila lavoratori. Per entrambe le aziende si tratta della campagna di licenziamenti più imponenti degli ultimi anni. Il motivo è legato agli ingenti costi - si parla di svariati miliardi di dollari – necessari allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale e alle costruzioni di nuovi data center.

In effetti, i data center richiedono spese elevate, sia nel corso della realizzazione che durante la fase di gestione operativa. Tuttavia, investimenti nell'ordine di miliardi di dollari non sempre sembrano giustificare la loro reale utilità, soprattutto in un contesto così competitivo.

In cosa consistono i tagli al personale di Microsoft e Meta

Microsoft, oltre ad avere investito ingenti risorse in OpenAI, negli ultimi anni ha aumentato enormemente le spese dedicate allo sviluppo di software proprietari interamente basati sull'AI, anche per recuperare terreno nel settore. Al fine di ottimizzare i costi fissi, come quelli del personale, l'azienda ha quindi deciso di offrire una buonuscita agli oltre 8mila dipendenti che lavorano da più tempo nei suoi uffici negli Stati Uniti – Microsoft nel Paese ha circa 125mila dipendenti.

Nel caso di Meta, invece, Zuckerberg non ha nascosto la necessità di diminuire la forza lavoro dell'azienda per via degli alti costi necessari a sviluppare e mantenere i sistemi di intelligenza artificiale. Per questo, dopo aver bloccato le nuove assunzioni, la società prevede ora di licenziare circa 8mila lavoratori