
Cosa sta succedendo da Moschino? Le voci di un cambio di direzione creativa sono sempre più insistenti
Fashion
16 Giugno 2026
16 Giugno 2026
Secondo quanto riportato da Lauren Sherman su Puck, qualcosa si sta muovendo da Moschino. La giornalista, come anche BoringNotCom, ha riportato che Adrian Appiolaza avrebbe lasciato la direzione creativa del brand che ora potrebbe essere assunta da Loris Messina e Simone Rizzo, i fondatori di Sunnei usciti di recente dal brand, con un contratto che sarebbe in fase di chiusura imminente. Il duo creativo, che nei propri anni da Sunnei hanno in effetti dimostrato di saper infondere umorismo e ironia nelle proprie collezioni, potrebbero essere i prossimi creativi dietro al brand creato da Franco Moschino nel 1983.
Non abbiamo ancora alcuna conferma di questo passaggio di consegne, che sarebbe però giustificabile dai problemi finanziari in cui verserebbe il gruppo Aeffe proprietario del brand. Ma procediamo con ordine.
I problemi del gruppo Aeffe
Fondato negli anni ’80 da Alberta e Massimo Ferretti, il Gruppo Aeffe che oggi controlla Moschino, Alberta Ferretti, Philosophy e Pollini, non naviga acque tranquille e sta operando all’interno di una procedura di Composizione Negoziata della Crisi avviata nell’ottobre 2025 presso il Tribunale di Bologna. Il gruppo ha richiesto proroghe delle misure protettive e sta cercando soluzioni di ristrutturazione per evitare un peggioramento irreversibile.
Nei nove mesi chiusi al 30 settembre 2025 (ovvero gli ultimi dati disponibili a inizio 2026), i ricavi consolidati erano scesi a circa 155 milioni di euro, con un calo del 25,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un trend negativo alimentato dalla dilagante crisi del lusso che sta causando problemi anche a gruppi e brand assai più quotati. Sappiamo che ci sono perdite ma non sono ancora disponibili i risultati aggiornati perché il consiglio d’amministrazione del gruppo ha posticipato più volte l’approvazione dei bilanci la cui ultima data fissata è il 30 giugno 2026 per il bilancio 2025 e la relazione semestrale 2026.
Con un debito che si aggira intorno ai 115 milioni di euro, nonostante la cessione della divisione beauty di Moschino che nel 2024 portò nelle casse del gruppo 98 milioni di euro incassati nel 2024, il gruppo ha manifestato “tensione finanziaria” e ha chiesto un finanziamento prededucibile fino a 20 milioni di euro da illimity Bank per sostenere la liquidità nel breve termine. Una situazione di crisi che lo scorso maggio ha portato all’avanzamento di un’offerta preliminare e non vincolante dal fondo portoghese Oxy Capital, in qualità di capofila di un consorzio a cui sarebbero gli asset operativi inclusi i brand, con assunzione dei debiti e sostanziale “pulizia” del bilancio di Aeffe, che rimarrebbe una shell company. Attualmente, l’operazione con Oxy Capital è ancora in fase di due diligence e negoziazione.
E Moschino?
@nssmagazine The day before the Moschino Spring Summer 2026 show, we met Adrian Appiolaza at the brand’s Milan offices. Showing us the collection that would walk the runway the next day, the designer pointed to one of the pieces hanging on the long racks lining the room: “This was inspired by a work of art by Pistoletto, the box,” he told us. “The idea was to take random, humble materials and create this dress that we deconstructed to make this kind of ruffle.” The idea of deconstruction is indeed “something very Moschino.” For this collection, Adrian worked with a palette of neutral tones and fabrics with porous, tactile textures, some softer than others, all inspired by the Arte Povera movement, which served as the central theme of the show. What do you think? Read the full interview with the designer at the link in bio. #tiktokfashion #adrianappiolaza #moschino #interview Bossa Nova jazz that seems to fit in a cafe(1433079) - TAKANORI ONDA
L’era Jeremy Scott, conclusasi nel 2023, ha rappresentato il periodo di maggior successo commerciale recente per Moschino. Sotto la sua direzione, i ricavi passarono da circa 152 milioni di euro nel 2012 a oltre 258 milioni nel 2021, ottenendo un grande successo commerciale che però diluì molto l’impronta moda del brand. Verso la fine del suo mandato iniziò però una fase di decadenza: da un lato le collezioni divennero ripetitive e meno incisive, molto legate a un’estetica kitsch-commerciale; dall’altro lato il canale wholesale iniziò a entrare in crisi con lo spostamento della spesa del lusso verso esperienze dirette e verso canali direct-to-client. All’uscita di Scott, il brand aveva accumulato una certa fatica creativa e commerciale
Dopo la brevissima e tragica parentesi di Davide Renne, che venne nominato ma venne tristemente e precocemente a mancare prima del suo esordio, il nuovo direttore creativo divenne Adrian Appiolaza, ex-designer per Loewe oltre che finissimo collezionista e archivista di moda. Le sue collezioni vennero generalmente apprezzate dalla critica ma non risolsero i problemi di vendite del brand. Le vendite del brand calarono (si era anche nel momento del quiet luxury e del gruge/normcore) e gli altri brand del gruppo Aeffe, comunque troppo dipendente da Moschino, non riuscirono a compensare.
Adesso, dopo la circolazione di numerose voci non sostanziate da fatti, sia BoringNotCom che Puck hanno messo nero su bianco l’ipotesi, che dunque non è ufficialmente confermata. Una conferma o una smentita del gruppo potrebbero comunque essere imminenti. I problemi di Moschino, però, restano profondi: il brand si trova in una posizione precaria in un mercato del tutto inclemente e in un gruppo che deve gestire intense pressioni finanziarie. Una nuova nomina basterà a salvarlo?