
La faida per l'aria condizionata è politica Le ondate di calore stanno cambiando tutto
Il dibattito sull'opportunità di utilizzare o meno l'aria condizionata diventa anno dopo anno sempre più acceso. Molti esperti, per esempio, suggeriscono di superare l'idea che i sistemi di raffrescamento siano un semplice comfort per pochi, invitando a considerarli come un vero e proprio presidio per la tutela della salute pubblica. La cosa che molti notano, però, è che se l'aria condizionata è praticamente un must in Italia, valicando le Alpi la climatizzazione non è affatto comune.
Le principali istituzioni sanitarie internazionali sostengono che le ondate di calore, diventate progressivamente più intense e frequenti a causa del cambiamento climatico, rischiano di provocare un incremento delle morti legate al caldo in tutto il mondo nei prossimi decenni. Come fa notare il Financial Times, un modo per limitare le conseguenze del caldo estremo sulla salute è incentivare l'adozione dei sistemi di refrigerazione che però oggi non sono diffusi ovunque in Europa come potrebbe sembrare. Ma perchè?
L'aria condizionata è davvero così diffusa?
With heatwaves rising in frequency globally, the wide US-Europe gap in air conditioning use is being reflected in a startlingly wide disparity in heat-related deaths, says John Burn-Murdoch. Climate change means the arguments against AC are also changing https://t.co/n34hCzaoQk pic.twitter.com/6H4PMe7KcL
— FT Opinion (@ftopinion) July 14, 2025
In diversi paesi europei l'aria condizionata è ancora relativamente poco diffusa nelle abitazioni, soprattutto nel Nord Europa e in parte dell'Europa occidentale. Nel complesso, i sistemi di refrigerazione sono presenti in meno del 30% delle case. Il motivo principale è storico: per decenni le estati sono state abbastanza miti da non rendere necessario l'investimento in sistemi di raffrescamento. Inoltre, molte case sono state progettate per conservare il calore durante l'inverno, con un forte isolamento termico e una ventilazione naturale considerata sufficiente per l'estate.
Un caso emblematico è la Francia. Nonostante le recenti ondate di calore, una quota significativa delle abitazioni francesi non dispone ancora di aria condizionata. Per lungo tempo il clima è stato ritenuto abbastanza temperato da non giustificarne l'installazione, soprattutto nelle regioni settentrionali e occidentali. A ciò si aggiungono il costo energetico, una maggiore sensibilità verso i consumi e la presenza di edifici storici nei quali installare impianti di climatizzazione può essere complesso o soggetto a vincoli.
Situazioni simili si riscontrano anche in Germania, Paesi Bassi, Belgio e nei paesi nordici come Svezia e Danimarca. Tuttavia, il cambiamento climatico e l'aumento delle temperature estive stanno portando a una rapida crescita delle installazioni anche in queste nazioni.
L'aria condizionata in Europa
@atfrenchies We survive « La Canicule » without AC.. #French #France original sound - ATfrenchies
Ma oltre alle ragioni economiche, nella scelta di installare o meno un condizionatore pesano anche fattori di natura etica e ambientale, oltre che storici e sociali. In Europa, per esempio, dove , la minore diffusione dell'aria condizionata è legata al fatto che per molto tempo le temperature estive sono rimaste generalmente su livelli considerati gestibili soprattutto se confrontate con altre parti del mondo. Oggi, tuttavia, non è più così: anche per questo, l’Agenzia internazionale dell'energia prevede che il numero di condizionatori installati a livello globale crescerà moltissimo nei prossimi decenni.
Per esempio, lo scorso anno, durante un'intensa ondata di calore, Marine Le Pen ha dichiarato che un eventuale governo guidato dal suo partito, il Rassemblement National, di estrema destra, promuoverebbe un programma di diffusione più ampia dei sistemi di climatizzazione. In Francia l’utilizzo dei sistemi di raffrescamento è storicamente meno diffuso rispetto ad altri Paese, anche nelle aree urbane più popolose, e questo contribuisce a rendere il confronto sul loro impiego particolarmente acceso e divisivo.
L’aria condizionata, di per sé, non genera emissioni dirette di anidride carbonica: il suo impatto ambientale dipende infatti dalla fonte dell’energia elettrica utilizzata. In questo senso, la transizione verso sistemi di produzione basati su energie rinnovabili e non sui combustibili fossili potrebbe migliorare in modo significativo il bilancio complessivo di questa tecnologia, favorendo ulteriormente la sua diffusione, con ricadute positive in termini di prevenzione.












































