Dubai le sta provando tutte per rilanciare il turismo La città incentiva le vacanze offrendo cene e pernottamenti in hotel

Per incentivare il turismo, Dubai ha avviato un'iniziativa rivolta ai propri residenti: chi convincerà amici o familiari a trascorrere una vacanza in città riceverà una ricompensa. Il progetto, però, non prevederà premi in denaro, ma esperienze come pernottamenti in hotel, cene e altre attività, per un valore che può arrivare fino a 3000 dirham (circa 700 euro). Ogni residente tra il 20 luglio e il 31 ottobre potrà invitare fino a cinque visitatori per volta, con un limite massimo di tre inviti nell'arco della promozione.

L'iniziativa arriva in un momento delicato per il settore turistico di Dubai, ancora alle prese con le conseguenze dei bombardamenti dell'Iran contro gli Emirati Arabi Uniti. L'azione faceva parte dell'escalation seguita agli attacchi di Israele e degli Stati Uniti contro numerosi obiettivi iraniani e aveva coinvolto anche altri Paesi del Golfo. Più che in altre località, a Dubai i bombardamenti avevano compromesso la reputazione della città: negli ultimi decenni, infatti, la città aveva investito moltissimo per affermarsi a livello internazionale come una delle destinazioni più sicure e desiderabili al mondo.

Le conseguenze dei bombardamenti iraniani su Dubai

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Nei giorni successivi agli attacchi, diversi influencer che vivono a Dubai avevano portato avanti un'estesa campagna per rassicurare i propri follower, minimizzando la gravità della situazione e ribadendo che la città restava una delle destinazioni più sicure della regione — in molti casi perché loro stessi avevano interessi nel mercato immobiliare locale. Nonostante questi tentativi, dopo che sui social network avevano iniziato a circolare le immagini degli effetti che i bombardamenti iraniani avevano avuto sulla città, molti residenti stranieri hanno scelto di lasciare gli Emirati Arabi Uniti. Tra gli obiettivi colpiti dall'Iran c'erano anche diversi luoghi iconici della città, come il Fairmont Hotel, il Burj Al Arab, l'albergo a forma di vela famoso in tutto il mondo, e l'aeroporto di Dubai, uno dei più trafficati hub aeroportuali del pianeta.

Dopo i bombardamenti iraniani su Dubai, c'è stato effettivamente un calo significativo delle prenotazioni in città e un generale rallentamento delle attività economiche come segnalato da albergatori, commercianti e operatori del settore turistico a diverse testate internazionali. Inoltre, diversi Paesi tra cui Stati Uniti e Canada continuano a sconsigliare i viaggi non essenziali negli Emirati Arabi Uniti, mentre diverse compagnie aeree hanno modificato le proprie rotte per evitare lo scalo nell’aeroporto internazionale di Dubai.

Come Dubai è diventata Dubai

Negli ultimi vent’anni Dubai ha costruito la propria reputazione sull’esclusività della sua offerta turistica e sulla promessa di uno stile di vita difficilmente replicabile in altre città del mondo. Ma la città ha attirato investimenti e nuovi residenti anche grazie alle opportunità economiche, a un regime fiscale particolarmente favorevole e a una maggiore apertura verso certe abitudini occidentali, come il consumo di alcol e la vita notturna, tutti elementi per nulla comuni in molti altri Paesi della regione.

Questo modello di sviluppo non è stato sostenuto soltanto dalle entrate derivanti dal petrolio, ma anche dall’impiego massiccio di manodopera a basso costo proveniente soprattutto dai Paesi dell’Asia meridionale – che vive nelle zone periferiche della città. Ma se fino a non molto tempo fa queste contraddizioni erano rimaste in secondo piano, gli attacchi iraniani hanno contribuito a riportarle al centro dell’attenzione, facendo emergere le profonde ambivalenze di Dubai: una città che negli anni ha costruito la propria immagine globale attorno a lusso, sicurezza e modernità, ma che continua a essere segnata da forti disuguaglianze sociali.

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