
Perchè Matières Fécales aprirà la Paris Fashion Week? Il brand di culto entra tra i brand più importanti del calendario parigino
Fashion
27 Luglio 2026
27 Luglio 2026
Fotografo
Cover Thibaut Thierry
Cover Thibaut Thierry
Partecipare alla Paris Fashion Week non basta per stabilire il potere che possiede un certo brand: bisogna capire dove si trova nel calendario. Diverse firme, sia a Milano che a Parigi, godono di certi privilegi ufficiosi: chi apre e chi chiude certe giornate, chi sfila in certi orari e in certi giorni. Chanel, ad esempio, sfila il lunedì sera mentre di solito Miu Miu solitamente chiude la programmazione il martedì. Ma così non sarà per la prossima Paris Fashion Week.
Così come a Milano, anche a Parigi ci sono stati alcuni spostamenti nel calendario, che quest’anno si aprirà con Julie Kegels, si chiuderà con Louis Vuitton, e che ha visto anticipato lo show di Miu Miu. Ma il cambio di posizionamento in calendario più eloquente è quello di Matières Fécales, che questa stagione avrà un slot di grande rilievo come vedremo. Cambio che è un ottimo punto di partenza per analizzare tutte le novità del prossimo calendario parigino.
1. Matières Fécales chiuderà la prima giornata
L’ultimo show serale a Parigi è, di solito, un posto di rilievo, dato che si sceglie sempre di chiudere ogni giornata in bellezza. Una cosa che è doppiamente vera se la chiusura è quella della prima giornata, che è sicuramente meno impegnativa e istituzionale della chiusura dell’intera fashion week, ma rimane comunque una “vetrina” molto importante. Ed è indicativo che quest’anno sarà proprio Matières Fécales ad avere questo posto. In pochi anni, il brand è cresciuto spontaneamente, conquistando i red carpet, e conquistando rapidamente uno spazio un tempo tenuto da McQueen e soprattutto da Dilara Findikoglu, quello cioè della moda oscuramente romantica e simbolistica.
2. I nuovi direttori creativi di Courréges e Carven
Tra i debutti di nuovi direttori creativi della prossima stagione ci saranno quello di Drew Henry da Courregès e quello di Kai Nesselrath da Carven. Tra i due brand, il più famoso è ovviamente Courregès che, con Nicholas Di Felice, aveva conosciuto un glorioso revamp che però, pur avendo ammodernato l’identità del brand, si era forse rivelato un fuoco di paglia. Dopo Di Felice, col suo minimalismo sci-fi, verrà Drew Henry che invece è veterano di JW Anderson: ci dobbiamo aspettare un Courregès più divertente? Il più elegante Carven, il brand da cui Louise Trotter ha lanciato la fase stellare della sua carriera, sarà invece nelle mani di Kai Nesselrath, che viene invece dal Saint Laurent di Anthony Vaccarello. Non sappiamo cosa attenderci, ma siamo pronti a scommettere su una lente più classica sul brand.
3. I ritorni: Valentino, Maison Margiela e gli altri
Oltre al ritorno sulle passerelle femminili di sacai, poco eclatante essendo il brand una presenza costante a Parigi, i veri grandi ritorni sono quello di Valentino, da cui giungono voci di maretta, e quello di Maison Margiela che, dopo lo show di Shanghai, torna a Parigi solo adesso. Tra i ritorni c’è anche quello di Casablanca, che praticamente non ha sfilato per un anno intero. Tra questi brand, sicuramente Maison Margiela è l’unico che non desta troppe preoccupazioni: da sempre ondivago coi suoi show, il brand gode al momento di una stabilità abbastanza notevole e di una reputazione solida; diverse sono le cose per gli altri, che rimangono per questo sotto osservazione. Basti dire che a entrambi i brand servono show non divisivi o interpretabili: sempre di più, stagione dopo stagione, si torna con lo scudo o sopra lo scudo.
4. I nuovi arrivi in calendario
Maxhosa Africa, Alexandra Golovanoff e Fidan Novruzova sono i tre nuovi esordienti da tenere d’occhio in calendario. Maxhosa Africa, fondata nel 2010 dal sudafricano Laduma Ngxokolo, si occupa di maglieria di lusso e si basa sull’estetica tradizionale Xhosa attraverso lavorazioni jacquard colorate, motivi geometrici e perline. Con questo show sarà l’unico brand africano del calendario. Alexandra Golovanoff, lanciata nel 2016 da una ex-giornalista di moda, è nato come linea di cashmere poi evolutasi in una linea completa; mentre Fidan Novruzova, designer moldava formata a Central Saint Martins e nominata al LVMH Prize, è interessante per la sua vibe retrofuturista tutta silhouette scultoree, geometrie e drappeggi. Ha già un hero product: gli stivali Havva a punta squadrata. Sarà interessante vedere cosa ne uscirà.
5. Tanti e diversi tipi di assenti
Se Alaïa sarà fuori calendario perché, priva di un designer, preferirà fare una presentazione, gli assenti di questa stagione non sono certo pochi. Da un lato abbiamo i brand del “rientro dei cervelli”: McQueen che torna a Londra e Thom Browne a New York. Off-White aveva sfilato a Parigi dopo essere andato a New York per una stagione e, per la presente, pare ancora disperso in azione. Stesso status per Giambattista Valli, che in questo momento si trova in una fase di rimescolamento e per Nina Ricci, che dopo l’uscita di Harris Reed è tornata al suo relativo silenzio. Più interessante l’assenza di Rabanne, che però sembra in preparazione a future e migliori cose: come già sappiamo, Oliver Rousteing è ora alla guida del brand e debutterà per la prossima stagione invernale.