Gli ex-membri del team di Phoebe Philo hanno conquistato la moda L’ultimo è Drew Henry, nuovo direttore creativo di Courréges

Ieri Courréges ha annunciato la nomina del suo nuovo direttore creativo, il sud-africano Drew Henry, che presenterà la sua nuova collezione a settembre. Un dato essenziale è che Herny, come tantissimi altri nella moda di oggi, ha lavorato con Phoebe Philo ai tempi di Celine: il suo nome allunga una lista già molto corposa di designer ascesi a posizioni di potere negli ultimi anni che si sono fatti le ossa sotto il comando della leggendaria direttrice creativa britannica.

Posto che Henry dovrebbe portare al brand un approccio più «moderno, utile e diretto», come lui stesso ha detto (codice per: abiti che siano indossabili anche se non si è dei modelli taglia zero) la cosa interessante è notare come, dopo la folgorante stagione di Daniel Lee da Bottega Veneta, si è aperta una stagione della moda dominata dagli ex-membri di un team che, con questa recente nomina, si conferma forse come il più influente dell’industria oggi. Ma chi sono questi designer?

La “scuola” di Phoebe Philo

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Daniel Lee
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Matthieu Blazy
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Michael Rider
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Adrian Appiolaza
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Rok Hwang
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Peter Do

Il primo direttore creativo divenuto famoso come un ex-membro del team di Philo fu Daniel Lee, che dal 2018 al 2021 diresse Bottega Veneta. Il suo rilancio del brand ha impresso nella coscienza collettiva un’immagine così forte che non solo ha cancellato il ricordo della direzione creativa di Tomas Maier prima di lui, ma che ha influenzato tutte le successive direzioni creative del brand fino a oggi. In seguito a un misterioso “incidente” avvenuto più o meno all’altezza dello show di Bottega Veneta a Detroit, Lee lasciò il brand e riemerse poco dopo da Burberry, e al suo posto divenne direttore creativo del brand Matthieu Blazy, ex-senior designer di Celine dal 2014 al 2016, che adesso è l’onnipotente direttore creativo di Chanel.

Blazy è in effetti il più importante di tutti gli ex-membri del team di Phoebe Philo da Celine, che però includono anche Michael Rider, che fu il designer director del brand per l’intero mandato di Philo, e che ora ne è diventato direttore creativo a sua volta. C’è poi l’attuale direttore creativo di Moschino, Adrian Appiolaza, che lavorò con Philo nei suoi anni da Chloé; Yuni Ahn, sempre una ex-designer director di Celine ma per gli accessori, che dal dicembre 2018 dirige Maison Kitsuné e infine c’è Johnny Coca, altro maestro della pelletteria e tra gli ideatori della Trapeze Bag, che ha lavorato nel brand dal 2010 al 2015 per poi passare da Louis Vuitton e, di recente, diventare il direttore di pelletteria e accessori per Saint Laurent.

Il catalogo non finisce qui. Nell’ex-team di Philo da Celine c’erano anche Peter Do, il brillante designer vietnamita-americano fondatore del proprio brand eponimo che dopo un’iniziale vampata di fama è diventato più underground e lavora con basse produzioni e clienti privati praticamente come un atelier su misura; e poi Rok Hwang, fondatore del brand rokh che ha sfilato regolarmente a Parigi fino all’anno scorso ma ora ha saltato due stagioni consecutive anche se rimane operativo. In questo momento sta curando un lancio del brand a Seoul. Tra i design director del vecchio Celine c’era anche Yvan Misplelaere, attuale design director per l’Haute Couture di Valentino. 

Altri due nomi sono poi quello della geniale designer di scarpe Nina Christen, che dopo aver lavorato alle calzature di Celine si è spostata da Bottega Veneta, poi da Loewe. Lì, sotto Jonathan Anderson, ha creato alcune delle scarpe più leggendarie degli ultimi dieci anni, tra cui i tacchi col palloncino, e in seguito ha seguito Anderson da Dior dove è l’attuale direttrice delle calzature. Ha anche aperto un proprio brand di nome Christen. Infine c’è anche Valeska Dütsch fondatrice prima del brand Belize e, nel 2023, di Valesque, un brand indipendente di borse. E poi c’è anche Abnit Nijjar, design director da Jil Sander e da settembre direttrice del womanswear di Bottega Veneta, che ha passato cinque anni come designer da Phoebe Philo.

Tra i team più influenti di sempre?

@loicprigenttiktok Phoebe Philo’s stint at CELINE was duper influential. An adult wardrobe! Affirzmtive luxury! #phoebephilo #celine #chloe #tiktokfashion son original - LoicPrigent

Forse si parlerà un giorno del team di Celine negli anni tra 2014 e 2016 come di un parterre de roi che rivaleggia con il Fendi di Karl Lagerfeld che a un certo punto includeva Silvia Venturini, Alessandro Michele, Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri e, negli anni, con più o meno sovrapposizioni, anche Giambattista Valli, Marco de Vincenzo, Sergio Zambon, Anthony Vaccarello e Frida Giannini. E questo senza contare le internship di Kanye West e Virgil Abloh

Nei due anni che abbiamo indicato, il team di Phoebe Philo incluse nello stesso momento Daniel Lee, Michael Rider, Matthieu Blazy, Peter Do, Drew Henry, Nina Chrsiten, Yuni Ahn e Johnny Coca e Abnit Nijjar, più tutti gli altri che andarono e venirono negli anni precedenti (Rok Hwang ad esempio uscì dal team nel 2013) e anche nei suoi team di Chloè. È chiaro che col ricambio e il ricircolo interno di creativi nel settore, nel corso di un paio di decenni, che diversi creativi avanzino e si sovrappongono attraverso i vari brand finiscano poi per sviluppare carriere leggendarie.

Ma il successo degli ex-membri del team di Phoebe Philo da Celine (così come quello del Fendi di Lagerfeld, in fondo) ci insegna che la moda, con tutti i suoi problemi, può ancora contemplare momenti non lontani da quelli di un’antica bottega d’artista dove i discepoli del maestro finiscono per diventare a loro volta famosi e diffondere nel mondo una visione, un approccio e un’estetica propria. E qualunque sia stata la lezione di Phoebe Philo, a quanto pare valeva la pena impararla.