
"OUTTA LOVE" è la mostra che parla di cuori infranti e rinascita Venezia diventa il rifugio per coloro che hanno sofferto per amore

OUTTA LOVE è la mostra che riflette sul desiderio, sulla reinvenzione, sull’identità e sulla strana bellezza che può emergere dopo una frattura emotiva. Presentata da Stallmann a Palazzo Vendramin ai Carmini durante la Biennale di Venezia 2026 e inaugurata con una private preview il 5 maggio accompagnata da un’introduzione del critico Blake Gopnik, seguita dall’opening il 6 maggio. L’esposizione riunisce opere di Angela Brandys, Darren Bader, Vivian Maier, Milko Pavlov, Jenny Saville, Daniel Spivakov, Wolfgang Tillmans, Lawrence Weiner e Francesca Woodman, attraversando pittura, fotografia, tessile, installazione e linguaggio per interrogarsi su ciò che resta quando l’intimità si spezza e sulle nuove forme che possono nascere dalle sue conseguenze. I corpi appaiono come luoghi di memoria e proiezione, gli abiti diventano una seconda pelle, mentre le immagini seducono, si dissolvono o rifiutano ogni chiarezza.
All’interno degli interni stratificati di Palazzo Vendramin ai Carmini, la mostra, resa possibile grazie al supporto di Longanesi Cattani Art Projects, mette in scena un dialogo tra sensibilità contemporanee e spazio storico. Più che offrire risposte definitive, OUTTA LOVE mantiene aperte le proprie domande: amore, perdita, identità e percezione rimangono fluidi, instabili e in continuo movimento. Attraverso opere appartenenti a generazioni e linguaggi differenti, gli artisti esplorano il modo in cui continuiamo ad abitare noi stessi dopo una rottura e come il desiderio continui a plasmarci anche quando ogni certezza sembra svanire.






























































