Glenn Martens incanta Shanghai con la Maison Margiela FW26 I temi dell’anonimato e della realtà rispecchiano lo spirito dei tempi

Ci sono show che passano alla storia perché trasportano il pubblico in una realtà alternativa, in cui la fantasia delinea una storia di escapismo e magia, e ci sono show che lasciano il segno per la loro capacità di riflettere, attraverso il tessuto, i tempi che stiamo vivendo. Glenn Martens, per lo show FW26 di Maison Margiela a Shanghai, special guest della Fashion Week locale, è riuscito a fare entrambe le cose. Dopo un inizio incerto alla direzione creativa del brand, segnato da collezioni che hanno polarizzato la stampa e fan di Margiela, il designer adesso alla guida di ben due brand del gruppo OTB sembra aver finalmente trovato la rotta giusta. Lo ha fatto con uno show che ha percorso il confine tra performance artistica e sfilata senza mai sfociare nell'eccessiva teatralità, illustrando al contempo ai consumatori cinesi la storia suggestiva del brand.  

In un contesto urbano dominato da container, il pubblico di Shanghai ha assistito a una delle collezioni più emblematicamente Margiela degli ultimi anni. L'anonimità delle maschere indossate dai modelli, con il volto coperto da materiali che spaziavano dalla cera al pizzo, da quella che sembrava ruggine a delle stelline sticker, è stata reinterpretata da Glenn Martens in maniera molto più coerente rispetto alle sue prime collezioni per la Maison. E il trucco, come ha sempre insegnato il fondatore, risiede nella semplicità. Unita ovviamente a una sacra dose di sperimentazione tessile

Non si può certo parlare di minimalismo, considerata la complessità di certi abiti da sera che univano la trasparenza del tulle alla matericità dei bottoni e di altri dettagli tridimensionali che premevano contro il tessuto. Ma è evidente che in questo show Glenn Martens abbia voluto omaggiare Margiela puntando sulla sottrazione del glamour, sulla monocromia di certi look e sull'upcycling come valore aggiunto alla couture.

L'anonimità si mescolava con i codici stilistici della Maison con grazia, questa volta senza la teatralità esagerata delle maschere ricoperte di Swarovski della collezione Artisanal 2025. Volti coperti da chiffon camminavano lentamente in abiti da sera in cui era la rimozione del virtuosismo a promettere la drammaticità. Certi abiti, come il total look in velluto rosa senza maniche o l'abito in tulle drappeggiato per seguire la forma della cassa toracica, comunicavano un senso di severità e fragilità carnale che ci fa pensare non solo al nostro corpo, ma al concetto di umanità, di sofferenza

Con chiari rimandi all'archivio della Maison - vedi i gilet destrutturati e i cappotti in patchwork di pelle - e innovazioni che guardavano al mondo che Glenn Martens sta costruendo per sé - non è apparso denim, ma il direttore creativo sembra essersi sbizzarrito tagliuzzando e sovrapponendo strati di pizzi e ricami, Margiela ha trovato un nuovo equilibrio. Non era facile, considerando il successo del predecessore John Galliano e le acque agitate che sta attraversando l'industria moda. Tuttavia, in questo mare, Martens sembra avere tutte le carte in regola per stare bene.