
Arriva un nuovo documentario su Jean-Michel Basquiat "Jean-Michel Basquiat", acquistato da Netflix, è in anteprima al Tribeca Film Festival
Nel 1996 esce nelle sale cinematografiche Basquiat, film del circuito cinematografico indipendente scritto e diretto da Julian Schnabel e interpretato da un giovanissimo Jeffrey Wright. Dalla fanciullezza fino all’ascesa (e discesa) nel mondo dell’arte di Jean-Michel Basquiat, il film ripercorre l’esistenza e la professione del visionario statunitense, andandone ad esplorare gli inizi sul finire degli anni Settanta arrivando alle influenze nel suo lavoro dovute al fervente ambiente culturale di New York.
Un’opera su ispirazioni ed incontri, come il più importante con Andy Warhol (interpretato da David Bowie), ma anche sulla dipendenza da cui l’artista era afflitto e che lo ha condotto alla morte all’età di soli ventisette anni.
@arr.as.tra Basquiat (1996), directed by Julian Schnabel — #archive #film #fyp Blue in Green (feat. John Coltrane & Bill Evans) - Miles Davis
Pur così giovane, l’impatto che Jean-Michel Basquiat ha avuto sull’arte e sul mondo culturale è stato tale da travalicare il tempo e lo spazio. L’artista è considerato uno degli esponenti del movimento del neoespressionismo, oltre che del writing statunitense, il quale ha permesso al proprio lavoro di spostarsi e vivere in autonomia tanto nelle apposite gallerie d’arte quanto per le strade e i quartieri delle metropoli.
Il film, diventato un cult dopo un passaggio in anteprima in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, contava nel cast alcuni volti invidiabili del panorama attoriale come Benicio Del Toro e Gary Oldman, passando per Willem Dafoe, Christopher Walken, Parker Posey, Courtney Love e Sam Rockwell. Ed è stato uno dei vari titoli che sono passati sul grande schermo nel corso degli anni, a cui va aggiungendosi ora il nuovo documentario che trae sempre il titolo dal nome dell’artista e ruota attorno al materiale personale portato alla luce dalla sua famiglia.
Jean-Michel Basquiat, che arriva dopo i precedenti Downtown 81 del 2000 e Boom for Real: The Late Teenage Years of Jean-Michel Basquiat del 2018, è diretto da Quinn Whitney Wilson e Viridiana Lieberman ed è stato presentato in anteprima durante il Tribeca Film Festival del 2026 - oltre ad essere già stato acquistato da Netflix. A differenza delle operazioni precedenti, il documentario vuole rappresentare con onestà la figura dell’artista, non tralasciandone le contraddizioni.
Nonostante il coinvolgimento dei parenti, Jean-Michel Basquiat vuole indagare la natura umana e artistica del protagonista, dai suoi primi lavori in cui si firmava come SAMO (acronimo di Same old shit) alla sua continua evoluzione professionale, da vagabondo bohémien alla fascinazione e l’utilizzo di diversi media.
@watchshouttv Jeffrey Wright portrayed Jean Michel Basquiat in the 1996 biopic BASQUIAT. Happy birthday to the Oscar-nominated actor who has been in everything from Casino Royale to The Batman.
original sound - Shout! TV
L’opera si arricchisce di filmini amatoriali, fotografie, schizzi e quaderni, i quali restituiscono una fotografia della vita di Basquiat mai esplorata nella stessa maniera in precedenza e che mette al centro il rapporto con la famiglia guidata dal padre Gerard, immigrato haitiano diventato uomo d'affari a New York, e dalla madre portoricana di quarta generazione, Matilde.
Dal legame con le sorelle minori alla frequentazione di una scuola privata giungendo alla ribellione giovanile del punk e dei 70s, gli eventi raccontati espongono il passato attraversato dall’artista che lo ha condotto poi al divorzio dei genitori e all’incidente all’età di sette anni che lo vide investito da una macchina. Accadimenti che ebbero un’influenza decisiva sulla sua vita e sulla sua arte, considerata immediata, priva di infrastrutture, quasi primitiva. Nel documentario, le sue opere rivivono tra il racconto pubblico e privato dell’uomo.
Nonostante alcuni elementi omessi, come la relazione con Suzanne Mallouk e il già discusso coinvolgimento della famiglia nel progetto, Jean-Michel Basquiat si presenta come una retrospettiva umana e artistica filtrata con sincerità e costruita attorno all’icona statunitense. Un prisma in cui rintracciarne i comportamenti problematici e la sua sensibilità artistica, forse come non si era ancora fatto prima.