Presto ci sarà la pubblicità su ChatGPT Un modo per OpenAI per rendere più sostenibile il proprio modello di business

OpenAI ha annunciato l’introduzione della pubblicità su ChatGPT. La sperimentazione inizierà nelle prossime settimane negli Stati Uniti e coinvolgerà alcune versioni del servizio: gli annunci verranno mostrati agli utenti che utilizzano la versione gratuita del chatbot e ChatGPT Go, il piano più economico offerto dall’azienda. Chi invece utilizza le versioni Plus o Pro continuerà a usare ChatGPT senza pubblicità.

Gli annunci pubblicitari appariranno nella parte finale delle risposte del chatbot, all’interno cioè della finestra di conversazione. L’azienda ha però precisato che non saranno integrati nel testo generato dal tool: le singole inserzioni verranno invece mostrate separatamente e indicate in modo esplicito, in modo da non confonderle con le risposte fornite da ChatGPT.

OpenAI ha bisogno di soldi?

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Per OpenAI, l’introduzione della pubblicità è un modo per aumentare le entrate e sostenere i costi necessari allo sviluppo e al funzionamento dei propri sistemi di intelligenza artificiale. Questa decisione è legata anche ai cambiamenti recenti nella struttura dell’azienda: lo scorso ottobre, l'azienda è passata da essere un’organizzazione senza scopo di lucro a una società che opera per trarre profitti. La pubblicità fa quindi parte di una strategia più ampia pensata per garantire la sostenibilità economica del servizio nel lungo periodo.

Ogni giorno, milioni di persone utilizzano i sistemi di intelligenza artificiale generativa di OpenAI e altre realtà. Tuttavia, solo una piccola parte di questi utenti sceglie di pagare per accedere alle funzionalità più esclusive: la maggioranza si limita a utilizzare le versioni gratuite dei chatbot, il che rappresenta un grosso problema per le aziende del settore dato che lo sviluppo e il mantenimento dei modelli linguistici su cui si basano sono molto costosi.

Pochissimi utenti pagano per utilizzare le AI

Uno dei motivi principali per cui solo poche persone scelgono di pagare per usare certi chatbot è il prezzo: spesso, il piano a pagamento più economico può risultare piuttosto costoso per chi utilizza questi strumenti in modo saltuario. Non a caso, a sottoscrivere un piano a pagamento sono soprattutto gli utenti più interessati a funzionalità specifiche. La maggior parte delle persone (si stima oltre il 90%) utilizza invece la versione gratuita, che è già sufficiente per soddisfare molte esigenze quotidiane. Con l’introduzione della pubblicità, quindi, OpenAI e le altre aziende del settore puntano a monetizzare proprio su questa ampia fascia di utenti che di fatto non paga per il servizio che riceve.

L’introduzione della pubblicità su ChatGPT è comunque una novità molto rilevante per il settore – non a caso, il tema è sempre stato affrontato con parecchia cautela dal management dell’azienda. La presenza di annunci all’interno dei chatbot basati sull’intelligenza artificiale solleva infatti questioni legate alla fiducia degli utenti. Lo stesso Sam Altman ha più volte sottolineato di essere consapevole di questi rischi, soprattutto nel caso di inserzioni personalizzate. Per questo motivo l’azienda non nasconde di voler procedere con cautela, mostrando chiaramente quando un certo contenuto è di natura pubblicitaria e offrendo agli utenti strumenti per decidere se e in che modo ricevere annunci.

La pubblicità è il futuro del settore dell'AI, forse

L'arrivo della pubblicità su OpenAI non è un caso isolato. L’integrazione degli adv nei sistemi di intelligenza artificiale conversazionale è un’ipotesi sempre più comune tra gli addetti ai lavori. Anche Google, ad esempio, ha annunciato test simili – in questo caso l’obiettivo è mostrare offerte commerciali mentre l’utente dialoga con un chatbot e sta valutando un possibile acquisto.

Anche su ChatGPT i contenuti pubblicitari saranno teoricamente collegati agli argomenti trattati nella rispettiva conversazione. In altre parole, il tipo di annuncio mostrato dipenderà da ciò di cui l’utente sta parlando in quel momento. Resta però il fatto che le persone avranno un certo margine di controllo: sarà possibile disattivare la personalizzazione degli annunci e cancellare in qualsiasi momento i dati utilizzati per selezionarli.