Tutti i direttori creativi che debutteranno nel 2026 Anche se, con buona pace di tutti, il meglio arriverà solo a gennaio 2027

Il 2025 è stato l’anno del grande reset creativo ma, si sa, che i nuovi inizi possono essere complicati. La sensazione che abbiamo provato è stata quella di un gran tafferuglio di novità e forse, proprio come i direttori creativi stessi, abbiamo bisogno ancora di qualche tempo per mettere a fuoco le nuove e diverse immagini di brand che ci sono state proposte. Nel 2026 le cose saranno diverse.

Ora che il polverone è passato, arriveranno presto tante seconde collezioni che ci aiuteranno a sentirci più orientati in un paesaggio della moda che cambia sempre più rapidamente. E mentre vedremo solidificarsi i nuovi corsi d’azione iniziati l’anno scorso, avremo modo di assistere a una nuova serie di debutti parecchio attesi che, però, avranno almeno il vantaggio di essere leggermente in meno rispetto al 2025. La speranza è che, in una ribalta meno affollata, avremo modo di valutarli e soppesarli senza ambasce.

Ma quali sono questi debutti? Abbiamo deciso di indicarli in ordine di apparizione.

Jaden Smith da Louboutin

È proprio con Smith che si aprirà la tornata di debutti del 2026, con una presentazione che si terrà durante la Paris Fashion Week maschile di gennaio. Saremo onesti: quando un rapper/attore/cantante figlio di un altro rapper/attore/cantante costantemente sull’orlo di una crisi PR diventa il direttore creativo di un brand, una certa dose di scetticismo è inevitabile. Si limiterà ad approvare una collezione disegnata un team anonimo? Porterà vere, nuove idee? O sarà solo l’ennesimo riciclatore dello stile di Billionaire Boys Club e Ice Cream? Eppure un barlume di interesse c’è.

Louboutin è un brand leggendario nel mondo delle calzature da donna ma la divisione su cui lavorerà Smith, e che andrà espansa, è quella maschile. E forse un’iniezione di coolness americana tra le scarpe da uomo, gli accessori e la pelletteria del brand potrebbe davvero risultare in qualcosa di interessante.

Maria Grazia Chiuri da Fendi

Primo grande debutto in passerella dell’anno, in programma per la prossima Milan Fashion Week Women’s di febbraio, il ritorno sulle scene della moda di Maria Grazia Chiuri dopo il (brevissimo) congedo dalle scene dopo l’uscita da Dior è abbastanza atteso dagli insider. Fendi è un brand molto amato che da diverso tempo ha bisogno di trovare una sua identità più univoca e una dimensione in cui muoversi senza competere con i “fratelli maggiori” Louis Vuitton e Dior.

Chiuri, dal canto suo, è una vera macchina da guerra: per anni, da Dior, ha creato collezioni su collezioni, inclusa l’Haute Couture, senza apparentemente accusare fatica. È vero, la sua moda non sarà avanguardia pura ma di certo è solidamente commerciale. E l’ultimo show per il brand, nei giardini di Villa Torlonia a Roma, hanno dimostrato che, immersa nelle atmosfere del suo paese, la designer sembra più a suo agio che nei boulevard di Parigi.

Demna da Gucci

@nssmagazine Gucci has just presented the SS26 campaign for Demna’s “LA FAMIGLIA” collection. #lafamiglia #gucci #demna #tiktokfashion #fashionshow stopandstare - senseixjay

Tecnicamente un debutto di Demna da Gucci c’è stato, anzi due. La scorsa Milan Fashion Week il nuovo direttore creativo ha presentato una prima collezione-flash per Gucci attraverso un film la cui première era anche una specie di meta-sfilata. A dicembre, poi, è arrivata una pre-collezione scattata come se fosse una sfilata anni ’90. Erano tutti semplici assaggi, maniere di sondare le acque, aperitivi per lo show di febbraio in cui la nuova visione di Gucci assumerà una forma definitiva.

Inutile dire che questo è il debutto più importante dell’anno in termini di cultura pop, in termini di industria (dalla salute di Gucci dipende quella dell’intera Kering) e in termini di pura visibilità che lo show porterà a una Milan Fashion Week che si alterna tra momenti di profilo altissimo e altri di altissima commercialità.

Meryll Rogge da Marni

Meryll Rogge è una darling dell’industria (almeno di stampa e insider dato che il suo brand eponimo non ha ancora raggiunto un riconoscimento propriamente globale) e il suo prossimo debutto da Marni è molto atteso dalla frangia più intellettuale dei commentatori della moda. Sotto Francesco Risso, che l’ha diretto per un decennio o giù di lì, Marni è diventato una creatura del tutto diversa da come l’aveva concepito Consuelo Castiglioni, ma non per questo meno affascinante. Praticamente da solo, in fondo, Risso ha rilanciato i maglioni di mohair che vediamo ancora in giro.

Il “vecchio” Marni comunque non era mai stato stagnante, la sua formula sembrava sempre nuova e dunque Rogge entra in un brand che, almeno in termini di stile, non ha bisogno di una correzione di traiettoria, solo di un nuovo senso di friccicore che susciti qualche emozione. Ma Rogge è tra le giovani designer più dotate sulla scena e dunque l’attesa è alta quanto le nostre speranze.

Antonin Tron da Balmain

Dopo oltre un decennio sotto Oliver Rousteing, che ha coltivato negli anni un’idea di lusso massimalista, iper-letterale e che in molti casi insisteva molto su se stessa, Antonin Tron è stato chiamato a risollevare le vendite di un brand che, nonostante l’apparente mole, e lo sfarzo di cui fa sfoggio, non è più al centro della conversazione da anni.

Qui, oltre al solito senso di attesa, si percepisce anche il muto interrogativo su cosa diventerà Balmain in una nuova fase di sviluppo e specialmente nelle mani di un designer come Tron che, da Atlein, ha sempre proposto una creatività distante anni luce dalla teatrale visione di Rousteing. Volerà o si schianterà? Servirà attendere marzo per scoprirlo.

Grace Wales Bonner da Hermès

Il più indovinato debutto del decennio? Qualche giorno fa il brand della designer anglo-giamaicana ha pubblicato una semplice foto del suo sabot Julien, parte della collezione SS26 del brand che porta il suo nome, e ha regalato a tutti quelli che avevano occhi per vedere una specie di visione mistica di cosa potrebbe fare la medesima creativa con in mano le redini degli atelier di Hermès. Una visione troppo bella per essere riferita o anche solo formulata a parole.

Peccato che questo specifico debutto non arriverà che a gennaio 2027 e dunque toccherà molto tempo prima di vedere cosa Grace Wales Bonner ha in serbo per noi. Sicuramente Hermès intende lasciare molto tempo alla sua nuova direttrice creativa maschile per creare una collezione che, se non toccherà la perfezione, potrebbe andarci molto vicino. Ma le cose migliori arrivano sempre a chi sa aspettare.