5 highlight della London Fashion Week FW26 Women's Da Re Carlo in front row al ritorno delle collabo sportstyle in passerella

Si è appena conclusa la London Fashion Week FW26 Women's, una settimana che ha dimostrato che i talenti inglesi sono pronti a tornare a splendere. L'ingresso in campo di Laura Weir, nuova CEO del British Fashion Council, nell'ultimo anno ha dato i suoi frutti, infondendo la moda londinese di nuova vitalità. Più spazio per i talenti emergenti, più accessibilità e investimenti: questi sono stati i punti chiave della strategia adottata da Weir per rilanciare la London Fashion Week. A giudicare da quest'ultima settimana, sembra proprio che il piano stia funzionando.  

Ecco, dunque, cinque highlight della London Fashion Week FW26 Women's

Re Carlo da Tolu Coker


Lo show di Tolu Coker non aveva bisogno di Little Simz ad aprire la passerella e di Re Carlo in front row per lasciare il segno, ma la presenza di queste due celebrity hanno permesso alla meravigliosa collezione della designer britannica-nigeriana di ricevere la giusta attenzione mediatica. Dal titolo Survivor's Remorse, la collezione torna ad esplorare temi molto cari a Coker, come la nostalgia per l'infanzia, il senso di comunità, ma anche il lutto e la ricerca della gioia. Dare il benvenuto a Re Carlo è stato un momento simbolico per la fondatrice del brand, che da sempre cerca di «ridefinire cosa significa aspirazione», ha scritto Tolu Coker, «da dove può derivare e il suo potenziale di cambiare il modo in cui vediamo noi stessi». 

Scary Spice sfila per Natasha Zinko

Anche da Natasha Zinko, un ospite in particolare ha attirato l'attenzione dei presenti. Mel B, anche conosciuta come Scary Spice, ha sfilato per la designer ucraina aggiungendo energia uno show già di per sè carico di vitalità. Sullo sfondo di una strada urbana hanno sfilato capi di ispirazione Y2K rivisitati in chiave moderna, look creati attraverso l'upcycling e il riuso che guardano agli anni formativi di Zinko. Mel B ha chiuso la sfilata in una vestaglia di plaid strutturata, una trovata geniale che dà nuova forma a uno dei capi più scontati dell'armadio di ognuno di noi. 

La moda botanica di The Vxlley 

«Una collezione di sculture indossabili» è la definizione che Daniel del Valle ha scelto per questa nuova collezione The Vxlley. The Narcissist, il titolo per uno show che ha unito maestria sartoriale e buon gusto, creatività e un po' di sana follia. Top fatti di pane, vasi indossati come camicie, fiori che sbucano da scarpe e pantaloni, mosaici che formano mazzi di fiori e ancora cascate di tessuto come abiti hanno trasformato la passerella in uno spazio espositivo. Non c'era un look meno straordinario di un altro e non vediamo l'ora di vederli tutti sul red carpet.   

Simone Rocha x adidas

Ormai è difficile rendere una collaborazione con un brand di sportswear originale. La moda le ha fatte tutte, dal gorpcore alle sneaker ibride, dalle scarpe da corsa ipermoderne al revival di modelli passati. Dopo aver lavorato insieme a Crocs per diverse stagioni, adesso Simone Rocha ha provato a esplorare l'immaginario di adidas, una scelta che ha aggiunto al suo show quel brio che serviva per risultare più contemporanea. Sweatshirt e accessori sono stati adornati da fiocchetti e brillantini, tra micro shorts sportivi e quarter zip aderenti con orli di fru fru. Le sneaker, ballerine sportive e mule rosa pastello, nere e oro, erano chiuse da tre laccetti rossi. Come se Dorothy Gale avesse improvisamente scelto di darsi alla corsa campestre. 

Il nuovo vecchio glamour di Conner Ives 

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Collezione dopo collezione, Conner Ives sta affermando un nuovo modo di fare moda che non ha nulla a che fare con lo sportswear e che, proprio per questo, ha un'aria di novità. In primis, invita a sfilare amici del brand, da Tish Weinstock che ha aperto lo show a Dominique Jackson che l'ha chiuso in abito da sposa, in secondo luogo, malgrado i suoi design prendano chiaramente ispirazione dal passato, il messaggio che veicolano è politico, in costante evoluzione secondo i tempi che corrono. «Lavoro per vivere», recita una delle t-shirt indossate in passerella, una lieve denuncia alla mancanza di libertà dell'uomo contemporaneo