Hideo Kojima è il nuovo artista preferito di Prada Il game designer più famoso al mondo presenterà una nuova mostra in collaborazione con la Maison all’Hotel Chelsea di New York

Prada non è mai stato un brand che si è confinato all’interno del sistema moda. Nel corso degli anni la maison ha costruito gran parte della propria identità culturale attraverso il dialogo continuo con il cinema, l’arte contemporanea, l’architettura e la letteratura, trasformando molte delle sue collaborazioni in qualcosa di molto più vicino a un progetto curatoriale che a una semplice operazione di branding. Non a caso, alla domanda su come si sviluppi il proprio gusto personale, qualche mese fa Miuccia Prada aveva risposto a Perfect Magazine: «study, study, study, learn, watch movies, watch art, read literature». Non sorprende quindi che per la nuova edizione di Prada Mode la maison abbia deciso di spingersi ancora più lontano dai territori tradizionalmente associati alla moda, collaborando con Hideo Kojima, probabilmente il game designer più famoso e influente al mondo.

Il prossimo giugno, presso lo storico Hotel Chelsea di New York, Prada presenterà infatti Satellites II, la quattordicesima edizione di Prada Mode sviluppata insieme a Kojima e al regista danese Nicolas Winding Refn. Il progetto nasce come evoluzione della mostra Satellites, presentata nel 2025 da Prada Aoyama a Tokyo, e continuerà a esplorare il rapporto tra linguaggio, creatività, connessione umana e amicizia attraverso un’esperienza immersiva.

Chi è Hideo Kojima e perché la moda lo ama?

Per chi non segue il mondo dei videogiochi, Hideo Kojima è molto più di uno sviluppatore. In Giappone è una superstar, mentre nel resto del mondo viene spesso trattato come un autore cinematografico prestato al gaming. Creatore di saghe iconiche come Metal Gear Solid e Death Stranding, Kojima ha completamente cambiato il modo in cui i videogiochi vengono percepiti: i suoi lavori sono pieni di riferimenti filosofici, politici e cinematografici, con una cura quasi ossessiva per estetica, regia e costruzione dell’immaginario.

La moda, d’altronde, ama Kojima per gli stessi motivi per cui ama il cinema, siccome il suo universo estetico è immediatamente riconoscibile, pieno di simbologia e soprattutto estremamente contemporaneo. In un momento storico in cui il lusso cerca continuamente nuovi linguaggi culturali per restare rilevante e dare nuove esperienze al cliente, il gaming di nicchia rappresenta uno dei territori più fertili da esplorare. Kojima, probabilmente più di chiunque altro, è riuscito a rendere il videogioco qualcosa di desiderabile anche per il pubblico fashion e creativo grazie anche al suo volere di far comunicare il modo creativo asiatico con quello occidentale. 

Negli anni il game designer è stato invitato a sfilate, fashion week ed eventi esclusivi quasi come una celebrity hollywoodiana o un idol coreano. Ha collaborato con brand, posato per la cover di Vogue Japan e costruito un’immagine pubblica molto lontana dallo stereotipo del programmatore. Proprio come Prada si è allontanata da casa di moda nel senso stretto della parola per diventare un ponte tra il lusso e cultura contemporanea.

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