Per la nuova collezione di Moncler Grenoble, abbiamo intervistato Gus Kenworthy Tra layering tecnico, deserti dell’Arizona e il ritorno alle Olimpiadi, il campione freestyle racconta un’idea di outdoor che va oltre la montagna

Per la nuova collezione di Moncler Grenoble, abbiamo intervistato Gus Kenworthy Tra layering tecnico, deserti dell’Arizona e il ritorno alle Olimpiadi, il campione freestyle racconta un’idea di outdoor che va oltre la montagna

Quando si pensa a Moncler Grenoble, vengono subito in mente la neve, le piste da sci e l’alta quota. Per la sua nuova campagna SS26, il brand ha invece scelto di spostarsi completamente altrove, tra i paesaggi aridi del Tucson Mountain Park in Arizona. Rocce rosse, cactus, distese sabbiose e tramonti desertici fanno da sfondo a una collezione che continua a parlare di outdoor ma attraverso un immaginario diverso, più caldo, polveroso e legato al viaggio.

La campagna riunisce Gus Kenworthy, Richard Permin e Mia Regan, ritratti mentre attraversano il deserto dall’alba fino alla sera, condividendo trekking, soste e momenti attorno a un falò. Anche la collezione segue questa direzione. I capi sono costruiti per accompagnare giornate lunghissime all’aperto, con layering leggeri, giacche modulari e tessuti tecnici pensati per adattarsi facilmente ai cambi di temperatura. Moschettoni, tirazip intrecciati, inserti riflettenti e zip YKK AquaGuard NATULON convivono con una palette naturale fatta di toni crema, sabbia, muschio e azzurro cielo, insieme a stampe botaniche con cactus, yucca e agave. Alcuni capi integrano anche tecnologie sviluppate con partner come GORE-TEX e RECCO, mantenendo quell’approccio tecnico che da sempre definisce Moncler Grenoble.

Per la nuova collezione di Moncler Grenoble, abbiamo intervistato Gus Kenworthy Tra layering tecnico, deserti dell’Arizona e il ritorno alle Olimpiadi, il campione freestyle racconta un’idea di outdoor che va oltre la montagna | Image 617263
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Parlando della campagna, Kenworthy ci ha raccontato quanto il set in Arizona gli fosse in realtà familiare. «Sono cresciuto nel sud-ovest del Colorado, non troppo lontano dall’Arizona», ha spiegato. Per lui lavorare a una campagna Moncler lontana dalla montagna innevata è stato «un bel cambio di ritmo», pur mantenendo la stessa idea di avventura outdoor. Anche il modo in cui descrive la collezione riflette bene il tipo di approccio che Moncler Grenoble sta costruendo oggi. «Comodo, alla moda e funzionale», ci ha detto, tre parole semplici che però spiegano perfettamente la direzione del progetto. I look mantengono una forte componente tecnica ma riescono a funzionare facilmente anche nella quotidianità, senza sembrare esclusivamente pensati per la performance sportiva.

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Nel frattempo Kenworthy è tornato anche a competere per le Olimpiadi di Milano-Cortina dopo anni di pausa dalle gare. Una decisione che, come ci ha raccontato, ha richiesto un grosso investimento personale. «Non sciavo seriamente da oltre tre anni», ha spiegato, «rimettermi in pari con trick e combinazioni è stata una grande sfida». Il suo rapporto con la moda invece segue una linea piuttosto spontanea: «non penso di essere una persona particolarmente audace nel vestire», ha detto, «ma quando indossi qualcosa che ti piace davvero, come nel caso di Moncler, cambia completamente il modo in cui affronti la giornata». Un’idea molto vicina anche all’estetica della nuova collezione Moncler Grenoble, dove performance, comfort e stile convivono in simbiosi.

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