I dipendenti italiani di Kering sono in sciopero «La crisi non può essere scaricata sulle persone», protestano i sindacati

A Scandicci, principale polo produttivo e logistico italiano di Kering,  a partire dalle ore 10 di questa mattina ha preso il via un corteo di dipendenti del gruppo. I sindacati stanno difendendo i lavoratori che saranno vittime dei tagli al personale e del più generale ridimensionamento dell'azienda. Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec chiederanno infatti l'annullamento dei 54 licenziamenti da Alexander McQueen, che corrispondono a un terzo dell'azienda in Italia. I sindacati stanno adesso chiedendo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, oltre a un confronto con i vertici manageriali del gruppo. «La crisi non può essere scaricata sulle persone», hanno aggiunto le associazioni impegnate.

La  chiusura dei negozi e il focus sulla sartoria 

 
Lo scorso aprile, i risultati finanziari del gruppo Kering hanno esposto una situazione piuttosto critica: mentre Gucci si sta avviando verso una lenta ripresa, gli altri brand del conglomerato francese faticano ancora, soprattutto McQueen. 
 
Il piano del CEO Luca de Meo per Kering (chiamato ReconKering) è proprio quello di puntare tutto su Gucci per il rilancio dell'azienda, sulla gioielleria con il lancio di una divisione dedicata, e sul "potare" i marchi meno stabili. Per McQueen, il CEO ha presentato una strategia che riporterà il focus sul womenswear e non i suoi prodotti più commerciali, per elevarne la percezione. Questo significa anche chiudere diversi negozi del marchio: oltre la metà in tutto il mondo entro il 2026, sempre secondo il ReconKering presentato da de Meo ad aprile. 

La risposta di Kering 

Di fronte agli scioperi di questa mattina, con i sindacati che chiedono oltre agli ammortizzatori sociali maggiore responsabilità da parte del gruppo, Kering dice che non cambierà nulla del piano appena avviato, anche se si dice sempre aperto al dialogo. Difendendo il ReconKering e la razionalizzazione di McQueen, che nell'ultima settimana ha contribuito a un leggero rialzo del titolo Kering in borsa, il gruppo sta cercando di rimediare alla crisi non curandosi dei propri dipendenti. Per vedere quali saranno i risultati di questi scioperi probabilmente bisognerà aspettare l'inizio di giugno, quando avverrà un nuovo incontro tra l'azienda e le rappresentanze sindacali.

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