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Come si veste Giuseppe Conte?

Il Presidente del Consiglio è la quintessenza della tradizione sartoriale italiana

Come si veste Giuseppe Conte? Il Presidente del Consiglio è la quintessenza della tradizione sartoriale italiana
Mario Monti
Matteo Salvini
Silvio Berlusconi
Umberto Bossi
Umberto Bossi & Silvio Berlusconi
Matteo Renzi & Maria De Filippi
Matteo Salvini
Matteo Renzi
Umberto Bossi

Sono giorni difficili per Giuseppe Conte, che nelle ultime settimane si è ritrovato nell’occhio del ciclone mediatico. Nella confusione del Coronavirus, l’Italia chiamò: così, dopo un debutto sottotono alla Presidenza del Consiglio, il Primo Ministro italiano è diventato il simbolo del racconto dell’epidemia in Italia (e nel mondo) e con lui i suoi completi sartoriali e i fazzoletti nel taschino. Lui, che in politica ci è capitato per caso a rappresentare prima la strana coalizione Lega-M5S per poi a governare insieme al PD dopo il ribaltone di Ferragosto. Da parvenue della politica, oggi tutti parlano di Giuseppe Conte. Il popolo del web ha sviluppato una vera Conte-mania: sui social il Presidente del Consiglio è il re di fan club, meme e anche delle ricerche su Pornhub.

Lo stile di Giuseppe Conte si può riassumere in tre parole: antica sartoria italiana. Nella redazione di nss magazine, qualcuno ne azzarda addirittura due: tutto formal.
In effetti, il dress-code impeccabile del Professore è la quintessenza della tradizione sartoriale italiana. Il suo look per antonomasia è il completo blu, con taglio classico, abbinato a cravatte sobrie e al fazzoletto nel taschino. Un'uniforme tradita soltanto per il suo primo momento di “celebrità”, quando domenica 23 febbraio 2020 è entrato in collegamento con le principali trasmissioni della TV generalista (ospite di Fabio Fazio, Mara Venier, Barbara D’Urso e altri mostri sacri dell’infotainment italiano) per tranquillizzare l'Italia riguardo le operazioni di contenimento del virus. Per l’occasione il Premier scelse una semplice camicia bianca con un maglioncino grigio, ma è stata l'unica volta in cui si è concesso un abbigliamento casual.

Fino agli anni Novanta, la moda nella politica italiana non si è permessa sperimentazioni al di fuori della classicità sartoriale. Furono il post-mani pulite e l'avvento di Berlusconi a cambiare il guardaroba e le palette dei politici: dalla canottiera di Umberto Bossi al doppiopetto da "cummenda" di Silvio Berlusconi, passando per il loden di Mario Monti (che si è guadagnato anche un plastico a Porta a Porta) e per il giubbotto di pelle in stile Fonzie di Matteo Renzi (con cui è andato anche ospite da Maria De Filippi), fino alle divise rubate alle forze dell'ordine di Matteo Salvini.

Una progressiva "casualizzazione" della politica che Conte ha fermato con il suo stile formale, riflesso della sua vita personale e professionale: il neo-Premier è originario di Volturara Appula, un paesino di 400 anime in provincia di Foggia, in una regione in cui ancora oggi molti brand di lusso fanno cucire a mano i propri abiti più preziosi. In Puglia la tradizione sartoriale è molto importante, soprattutto per gli uomini come Conte: professore universitario prima che Primo Ministro, la sua carriera si riflette nel guardaroba impeccabile che lascia poco spazio al tempo libero (e anche al prendersi meno sul serio).

Umberto Bossi
Umberto Bossi
Umberto Bossi & Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi
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Matteo Renzi
Matteo Renzi & Maria De Filippi
Matteo Salvini
Matteo Salvini

Il Premier Conte ha rinnegato i pullover e le camicie senza cravatta del suo predecessore Renzi, scegliendo uno stile molto più classico, fatto di completi scuri (più blu che grigio) tendenzialmente senza fantasia. Le cravatte sono sempre geometriche e micro, ma le nuance sono mezzo tono più vivaci di quanto la politica ci abbia abituati finora. A fare la differenza ci pensano i dettagli: la sua più grande passione sono i gemelli, quasi sempre lisci e semplicissimi, ma anche l’orologio formale con il quadrante classico e il cinturino in cocco nero. Infine le stringate Oxford, il fazzoletto nel taschino, la pettinatura sbarazzina (Carlo Freccero aveva scatenato una vera polemica a proposito della chioma del Premier, visibilmente tinta) e la cura di alcuni "difetti" avvicinano Conte al concetto di Nuova Mascolinità, attenta all'estetica e senza vergogna di ammetterlo. Giuseppe Conte è il dandy italiano del Ventunesimo secolo.

In molti sui social hanno scritto che i suoi discorsi alla Nazione sono diventati “la serie TV preferita degli italiani” (soprannominata ironicamente Il Decreto, sulla falsa riga della telenovela Il segreto): lo confermano i numeri, dato che i suoi due interventi in TV hanno sfiorato il 70% di share per un totale di 22 milioni di telespettatori (dentro un bacino di 32 milioni). Su Twitter impazzano i meme (come la sua versione anime giapponese dell’illustratore Marco Albiero). Per quanto riguarda piattaforme meno tradizionali, il suo nome è saltato al primo posto fra le ricerche di Pornhub (che sarà gratuito per tutto il mese di marzo), dove sono stati caricati alcuni suoi video chiaramente non pornografici. Su Instagram è nato l’account Le bimbe di Giuseppe Conte che in pochi giorni ha raggiunto quasi i 300.000 follower.

Dal canto suo, Conte su Instagram è molto attivo: sul suo profilo ufficiale (@giuseppeconte_ufficiale) posta con una frequenza straordinaria (è già arrivato a quasi 1000 post), mentre su Twitter (@GiuseppeConteIT) ha più di 400 mila follower. 

Non è ben chiaro che cosa abbia fatto scattare l'interruttore a tutta questa schiera di fan, ma il fascino di Conte spazia dal "professore bello" dell'università a quella star Hollywoodiane degli anni Novanta che oggi sparano le ultime cartucce. E una cosa è certa: lui sa come gestire il successo.