
Più di mille star di Hollywood si stanno opponendo al merger tra Paramount e Warner Bros Tra le firme anche Denis Villeneuve, Joaquin Phoenix, Kristen Stewart e Yorgos Lanthimos
L'industria del cinema americano continua ad opporsi al più grande affare del secolo. Più di mille professionisti di Hollywood ieri hanno pubblicato una lettera aperta in opposizione all'acquisizione della Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance. Lo scorso dicembre erano state sollevate delle critiche da parte di star del calibro di James Cameron e di Jane Fonda nei confronti dell'accordo tra Netflix e Warner, mentre adesso alla lista di attori, registi e altre figure professionali dell'industria si aggiungono Joaquin Phoenix, Ben Stiller, Kristen Stewart, Denis Villeneuve, Yorgos Lanthimos, Emma Thompson, Glenn Close, Mark Ruffalo e molti altri.
La lettera aperta
Secondo quanto dichiarato nella lettera aperta, l'acquisizione di Warner Bros. Discovery - gruppo proprietario di network come HBO, HBO Max, Food Network e CNN - supporterebbe solo gli interessi di «a small group of powerful stakeholders over the broader public good». Pubblicata su Block The Merger, la lettera scrive: «The integrity, independence and diversity of our industry would be grievously compromised. Competition is essential for a healthy economy and a healthy democracy. So is thoughtful regulation and enforcement.»
La lettera si conclude con una nota positiva, un ringraziamento al governo californiano, che si sta impegnando per garantire che l’acquisizione avvenga solo se porterà benefici concreti per l’industria «California Attorney General Rob Bonta and his colleagues in other states are reportedly scrutinizing the merger and considering legal action to block it». E conclude: «We are grateful for their leadership, and stand ready to support all efforts to preserve competition, protect jobs, and ensure a vibrant future for our industry, for American culture, and for our single most significant export».
La risposta di Paramount
La società Paramount Skydance aveva reso pubblico il progetto di acquisizione della Warner lo scorso febbraio, una transazione di 111 miliardi di dollari che avrebbe superato l'offerta di Netflix. Venuta a conoscenza della lettera aperta, ieri la società proprietaria di Paramount Global e Skydance Media ha detto, in un lungo comunicato, di comprendere le preoccupazione della community di creativi di Hollywood e di rispettarne l'impegno, ma ha aggiunto: «Importantly, as creators we know firsthand that this is also a moment when the industry has been facing significant disruption - and the need for strong, creative-first and well-capitalized companies that can continue to invest in storytelling has never been greater.»
Paramount ha aggiunto che i suoi obiettivi sono sempre aumentare la produzione di lungometraggi all'anno e di preservare i marchi più importanti dell'azienda «sotto una guida creativa indipendente, garantendo ai creatori più opportunità per il loro lavoro». Tirando in causa gli effetti che il COVID, la crescita delle aziende di Big Tech americane e le trasformazioni comportamentali dei consumatori, la società ha infine promesso di continuare a dedicarsi al talento americano. «This merger strengthens both consumer choice and competition, creating greater opportunities for creators, audiences and the communities they live and work in.»
Non solo una questione di creatività
Adesso in attesa dell'approvazione delle autorità californiane, che hanno dichiarato pubblicamente che si occuperanno del caso con grande rigidità, non solo porterebbe alla fusione delle due società, ma al lancio di un'unica piattaforma streaming contenente le due rispettive librerie cinematografiche Paramount+ e HBO Max. Questo porterebbe non solo a un calo della qualità creativa, come sottolineato dai creativi che si stanno opponendo all'acquisizione, ma anche alla riduzione dei posti di lavoro.
A queste osservazioni si aggiunge il fatto che, agli ultimi Oscar, la Warner Bros. ha vinto ben undici statuette (per Sinners e One Battle After Another in primis) mentre Paramount ha ricevuto zero nomination. Inoltre David Ellison, CEO della Paramount Skydance, è figlio del miliardario Larry Ellison, imprenditore ed ex amministratore delegato dell'azienda tecnologica Oracle nonché storico supporter di Donald Trump. Considerando la posizione della famiglia Ellison, è possibile che tra i 30 film che la Paramount prometterebbe di produrre all'anno non vengano inclusi progetti a tema socio-politico, tematica che preoccuperebbe la Hollywood creativa, indipendente e anti-repubblicana.










































